L’Italia, solare termico presente in 3 comuni su 4. In un solo anno installati oltre 5400 impianti

In 10 anni le energie rinnovabili sono passate dal soddisfare il 15,4% dei consumi al 38,2%. Il Solare termico presente in tre comuni su quattro.
La mappe delle energie rinnovabili del Belpaese continua a registrare segnali positivi. A fare il punto della situazione è il rapporto annuale di Legambiente Comuni Rinnovabili.
Oggi impianti elettrici e/o termici sono presenti in tutti gli 8047 comuni italiani (nel 2009 erano 6993). Dal 2005 ad oggi la copertura del fabbisogno elettrico attraverso le energie green è passata dal 15,4 % al 38,2%. Guardando ai consumi energetici finali, vi è stato un balzo in avanti: dal 5,3% al 16%.
Volendo quantificare, la produzione da fonti rinnovabili negli ultimi tre anni è passata 84,8 a 118 TWh, grazie ai circa 800 mila impianti, tra elettrici e termici.
E il solare termico nello specifico? I numeri registrano un successo.
Sono 6.803 i Comuni italiani in cui sono installati pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, di questi 4.473 sono “Piccoli e Piccolissimi Comuni” con meno di 5mila abitanti.
Secondo i dati di Estif (European Solar Thermal Industry Federation) riportati dal rapporto di Legambiente, in Italia sono installati complessivamente oltre 3,65 milioni di mq di pannelli solari termici, pari ad una media di circa 0,06 mq per abitante. Un dato sicuramente migliorabile. Basti pensare che in Austria, i cui climi non sono favorevoli come i nostri, il dato è pari a 0,5 mq per abitante.
In ogni caso lo sviluppo di questa tecnologia in Italia è stato costante e si deve – registra il dossier – ai costi sempre più bassi ma anche e soprattutto al ruolo importante della Detrazione Fiscale del 55%, che ha permesso a migliaia di famiglie italiane di poter installare un pannello solare termico e risparmiare energia ed euro in bolletta. Basti pensare che 10 anni fa erano 108 i Comuni che dichiaravano sul questionario di Comuni Rinnovabili di possedere impianti solari termici, contro i 6.803 di oggi. In particolare nel 2014 sono stati oltre 5.400 gli impianti installati grazie al Conto Termico, realizzando oltre 38mila mq di pannelli solari termici.
Il parametro utilizzato dalla UE per spingere e monitorare i progressi nella diffusione di questa tecnologia è di 264 mq/1.000 abitanti, e sono 84 i comuni italiani che lo hanno già superato. Tra questi chi vince la particolare classifica del comune più virtuoso per il solare termico? The winner is Seneghe, in provincia di Oristano. In questo piccolo centro sono installati 3.661 mq di pannelli solari termici, per una media di 1.995 mq/1.000 abitanti. La classifica premia la diffusione per abitante e non quella assoluta, perché gli “impianti solari termici possono soddisfare larga parte dei fabbisogni delle famiglie per l’acqua calda sanitaria e il riscaldamento degli edifici”.
Seguono il Comune di Fluminimaggiore (CI) con una media di 1.316 mq/1.000 abitanti e il Comune di San Lorenzo al Mare (IM) con 1.301 mq di pannelli solari termici ogni 1.000 abitanti.
In termini di diffusione assoluta del solare termico, sono i “Grandi Comuni” ad occupare le prime posizioni. Prima Perugia con 8.966 mq, seguita dal Comune di Bolzano con 5.445 mq di pannelli e da Roma con 5.023 mq.
La cartina dell’Italia mostra come predominino le installazioni al Centro Nord malgrado il grande potenziale del Sud Italia dove questi impianti potrebbero soddisfare interamente tutti i fabbisogni domestici se correttamente progettati e integrati negli edifici.
A tal riguardo il rapporto parla chiaro: “Nonostante la continua crescita e i segnali positivi che riguardano lo sviluppo di questa tecnologia, la diffusione del solare termico deve assolutamente accelerare non solo perché è una tecnologia affidabile e “alla portata di tutti” dal punto di vista economico, ma anche perché le potenzialità di integrazione sono enormi rispetto ai fabbisogni in edilizia, molto maggiori di Paesi Europei che invece ci sopravanzano come nel caso della Germania con oltre 16,9 milioni di mq di pannelli solari, o la Grecia e l’Austria, entrambe con 4,1 milioni di mq rispetto ai nostri 3,6 milioni”.
Solare termico vuol anche dire green jobs e green economy. Da non sottovalutare infatti sono i vantaggi in termini di posti di lavoro che già oggi vede – secondo i dai del dossier – nel nostro Paese occupati circa 15.000 lavoratori. Secondo uno studio condotto dall’AEE – Istituto per le tecnologie sostenibili e dall’Università di Vienna, il solare termico, considerando un potenziale installabile al 2020 tra 97 e 388 milioni di mq, potrebbe portare circa 450mila posti di lavoro a tempo pieno.
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Diminuire i consumi energetici in casa senza ridurre il benessere? Si può. Ecco come
Caldo d’inverno e fresco d’estate: semplici desideri da soddisfare nelle case moderne che, però, talvolta possono trasformarsi in veri e propri salassi da un punto di vista economico ed ecologico, se non si adottano soluzioni ed accorgimenti ecofriendly.
Nel corso della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile 2015, l’osservatorio sul vivere sostenibile Mce Lab ha fornito alcuni semplici consigli per ridurre i consumi senza però rinunciare al proprio benessere. Tra i consigli proposti non potevano mancare quelli sul solare termico e il riferimento alle caldaie a condensazione.
Ecco alcuni dati ed ecoconsigli diffusi nello studio.
Un impianto solare-termico di 4 mq, ad esempio, collocato sul tetto, sulla facciata, sul terrazzo di casa o in giardino, oltre ad una riduzione di oltre 1.500 kg di Co2 l’anno, riesce a garantire mediamente il 70% del fabbisogno medio di acqua calda sanitaria e può coprire fino al 30% del consumo termico in case dotate di un impianto che funziona a bassa temperatura, come il riscaldamento a pavimento.
Va poi ricordato poi che chi installa pannelli solari, pompa di calore o impianto geotermico a bassa entalpia, può usufruire delle agevolazioni fiscali del 65% per tutte le spese sostenute entro il 31/12/2015. Le stesse detrazioni si applicano anche in caso di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione, e a qualsiasi intervento che migliori la prestazione energetica dell’immobile.
Un impianto fotovoltaico da 1kWp riesce a soddisfare il 40% dei consumi elettrici medi di una famiglia di 3-4 persone e, chi può inserire nel sottosuolo sonde geotermiche senza vincoli, potrebbe installare un impianto geotermico che sfrutta l’energia termica immagazzinata nel sottosuolo.
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350 milioni: questa la cifra destinata alle prevede misure per l‘efficienza energetica degli edifici scolastici, nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale: stanzia prestiti finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici scolastici, al tasso dello 0.25%.
Il prestito avverrà attraverso il fondo rotativo “Kyoto”, ma dimezzando il tasso previsto dalla legge per i finanziamenti standard del fondo Kyoto (che è dello 0,50%), per lavori di miglioramento delle prestazioni energetica negli edifici scolastici pubblici.
Secondo Edilportale, le prime stime riferiscono di almeno 700 interventi finanziabili: potranno beneficiare dei finanziamenti i “soggetti pubblici competenti”, ovvero i Comuni e le Province possessori di immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica; sono inclusi nell’intervento scuole private, asili nido ed edifici d’istruzione universitaria, o di alta formazione artistica e musicale.
Come ottenere i finanziamenti a tasso agevolato? Innanzitutto sarà necessario eseguire la diagnosi energetica dell’immobile e procedere a redigere la certificazione energetica. Inoltre si dovrà dimostrare che gli interventi porteranno risultati concreti nel miglioramento del parametro di efficienza energetica dell’edificio scolastico di almeno due classi energetiche in tre anni. Inoltre, si prescrive che se questo obiettivo successivamente non viene raggiunto e certificato, il finanziamento verrà revocato.
I criteri attuativi e le modalità di erogazione dei finanziamenti arriveranno entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto; si ritiene comunque che la durata massima del finanziamento non supererà i dieci anni, con un importo massimo di 30.000 Euro per edificio. I finanziamenti saranno erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti tenendo conto dell’ordine cronologico di invio delle domande.
“Diventa finalmente operativo – ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – un provvedimento che ritengo di grande importanza perché dà una risposta su tre temi chiave per il nostro paese: scuola, ambiente e lavoro. Avremo scuole più efficienti e più sicure per i nostri ragazzi, risparmieremo in termini energetici e di costi di gestione e daremo lavoro a molte aziende in un settore come quello della green economy che rappresenta la filiera privilegiata del futuro”.
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Nelle case degli italiani, sul fronte delle caldaie, è partito il conto alla rovescia per una piccola rivoluzione verde.
Nei prossimi mesi, infatti, entreranno in vigore una serie di disposizioni che hanno l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica degli impianti di riscaldamento e a ridurre i consumi della bolletta energetica.
Per i produttori, infatti, a partire da agosto 2015 scatterà il divieto di realizzare caldaie con pompe a bassa efficienza, mentre, a decorrere dal 26 settembre, non potranno essere costruite caldaie non a condensazione con tecnologie non efficienti per gli impianti di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria che superino i limiti di emissioni previsti dall’attuale normativa.
Le caldaie prodotte prima di quella data e non più a norma potrebbero comunque essere ancora presenti nei negozi fino ad esaurimento scorte.
Un’altra novità per gli utenti riguarda gli impianti di termoregolazione: dal 31 dicembre 2016, in tutti i condomini dotati di un sistema di riscaldamento centralizzato, diverrà obbligatoria l’installazione di sistemi per la termoregolazione del calore che permettono di calcolare i consumi effettuati da ciascun appartamento e di autoregolare la temperatura nelle singole stanze delle unità abitative.
Il mancato adeguamento potrà comportare delle sanzioni.
Concludiamo ricordando che dal 15 ottobre 2014 è entrato in vigore l’obbligo del libretto unico per tutti gli impianti termici.
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Innovazione ed efficienza energetica. Legambiente fa il quadro dei regolamenti comunali. Focus su caldaie a condensazione e solare termico

Qual è il rapporto tra regolamenti comunali, efficienza e sostenibilità in edilizia nel 2015? A rispondere a questa domanda ci pensa il dossier di Legambiente “Innovazione e semplificazione in edilizia: verso il regolamento nazionale”.
“Efficienza, sostenibilità e innovazione come chiavi di volta per riqualificare il patrimonio edilizio e spingere il settore delle costruzioni fuori dalla crisi”, sottolinea Legambiente. Nel rapporto vengono individuati 1182 comuni dove, in questi anni, sono stati inseriti nei regolamenti edilizi 20 parametri volti a conseguire una riduzione dei consumi energetici e idrici migliorando vivibilità e salubrità delle abitazioni.
Dall’analisi dei regolamenti comunali effettuata dall’associazione ambientalista emerge che 253 comuni hanno inserito, nei Regolamenti Edilizi, l’obbligo di installare le caldaie a condensazione nelle nuove costruzioni ed in caso di sostituzione degli impianti di riscaldamento. Nel Comune di Cremona, poi, le caldaie a condensazione sono obbligatorie nei casi in cui l’impianto sia alimentato a metano (ad esclusione degli edifici dove è prevista la sola sostituzione del generatore di calore).
Di rilievo sono anche i dati dei regolamenti dei Comuni – 389 – che si occupano della contabilizzazione individuale del calore con impianto centralizzato di produzione: tra questi sono 326 quelli che ne fanno un requisito cogente per i nuovi edifici o in caso di nuova installazione/sostituzione del sistema di produzione di calore.
Le energie rinnovabili sono tra gli aspetti più trattati nei Regolamenti Edilizi: sono infatti 979 i Comuni che introducono norme sul fotovoltaico e 903 quelli sul solare termico.
Tra i migliori esempi sul solare termico si sottolinea il caso del Comune di Grosseto dove si richiede un obbligo che soddisfi il 50% di produzione dell’acqua calda sanitaria (ACS) con un ulteriore incentivo affinché la produzione dell’80% di ACS venga soddisfatta con pannelli solari. A Rivoli, in provincia di Torino, viene incentivato il raggiungimento del 70% del fabbisogno annuale di ACS e del 20% del fabbisogno di calore per la climatizzazione invernale tramite solare termico.
Tra le criticità individuate si pone l’indice contro regole diverse e vincoli che frenano gli interventi di riqualificazione e ciò spinge gli addetti ai lavori a chiedere una regolamentazione a livello nazionale.
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L’innovazione di Time Solar: intervista all’ing. Fontana
Novità in casa Italtherm: abbiamo chiesto all’ing. Giovanni Fontana, responsabile Consulenza Tecnica di Italtherm, di raccontarci le innovazioni nascoste nella nuova caldaia a condensazione Time Solar.
– Ing. Fontana, quali sono i punti di forza di Time Solar?
Dimensioni compatte, compatibilmente con gli accessori previsti, altissima efficienza energetica, semplicità di installazione e prodotto di ultima generazione già conforme al regolamento ERP che entrerà in vigore dal prossimo Settembre.
– Qual è il risparmio energetico conseguibile in termini economici?
Fornire una risposta valida in termini assoluti non sarebbe serio, in quanto il risparmio in termini assoluti è fortemente dipendente dal consumo annuo di ognuno, che è impossibile conoscere. Ha molto più senso indicare una percentuale di risparmio rispetto alle condizioni preesistenti, risparmio che possiamo attestare mediamente attorno al 20% con punte che possono arrivare anche al 30% in casi in cui il connubio caldaia-impianto risulta essere particolarmente efficiente. Ogni famiglia è attenta alle spese sostenute: perciò risparmiare il 20% sulla spesa del gas combustibile dedicato al riscaldamento e alla produzione di acqua calda è sicuramente un importo sensibile.
– Per chi ha problemi di spazio, è consigliabile?
Sì, è fortemente consigliata perché ha delle dimensioni ultracompatte in confronto ad un sistema solare tradizionale. Infati contiene al suo interno già tutti i componenti necessari alla gestione dell’impianto solare, riscaldamento e acqua calda sanitaria (bollitore da 200L, vasi d’espansione, circolatore modulante, etc). Con l’ausilio di una specifica dima può essere montata a filo parete.
– Alcune persone si chiedono se con l’opzione del pannello solare potranno avere una temperatura dell’acqua costante. Vuole spiegarci come funziona?
La temperatura dell’acqua costante non è il motivo per cui si installano i pannelli solari, i pannelli solari sono un valido aiuto per contenere i consumi. In alcuni periodi dell’anno (tipicamente in estate), addirittura azzerano i consumi di gas per la produzione dell’acqua calda sanitaria, ma per stabilizzare la temperatura occorrono altri componenti. Il funzionamento tipico di un sistema solare è illustrato in figura:
Si nota che l’energia solare catturata dal pannello solare (1), posto tipicamente sui tetti, è trasferita in un bollitore (2), in cui si scalda l’acqua che sarà utilizzata per gli usi sanitari. Una caldaia (3) è poi collegata allo stesso bollitore per sopperire al riscaldamento dell’acqua nei giorni invernali o di scarso irraggiamento, mentre la temperatura ai rubinetti è regolata dalla valvola miscelatrice (4) in uscita dal bollitore. Non mi dilungo su tutti i componenti accessori per non tediare i lettori, perché in sostanza il funzionamento è tutto qui, semplice ed efficace. Il vantaggio di Time Solar è che tutto l’impianto visto sopra si semplifica nella figura seguente:
– A chi consiglia Time Solar?
In particolare a tutte quelle persone e famiglie che necessitano di grandi quantità di acqua calda con una particolare attenzione all’ambiente e ai bassi consumi.
200 milioni per l’ambiente, l’efficienza energetica e il clima: ecco i nuovi fondi dell’Unione Europea
La Commissione Europea e la Banca per gli Investimenti Europei (European Investment Bank, o EIB) hanno lanciato due nuovi strumenti finanziari per indirizzare investimenti in progetti che riguardano l’efficienza energetica, la preservazione del capitale naturale e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Questi strumenti sono nati con lo scopo di sbloccare investimenti pubblici e privatitramite una combinazione di fondi dell’EIB e del programma europeo LIFE.
Il primo strumento “Private Efficiency for Energy Efficiency” (PF4EE) ha lo scopo di aumentare il finanziamento da parte di privati per i progetti legati all’efficienza energetica per aiutare gli Stati membri a raggiungere gli obiettivi europei sull’efficienza (link). La Commissione si è impegnata a un primo stanziamento di 80 milioni di Euro per il periodo 2014-2017, su cui prevede un effetto moltiplicatore che potrebbe portare a circa 640 milioni di Euro diretti all’efficienza energetica.
Questo effetto sarebbe ottenuto tramite prestiti provenienti dall’EIB a banche intermediarie Paesi membri, che sarebbero garantiti dal PF4EE. A questo si aggiungerà l’assistenza tecnica prevista per gli intermediari finanziari.
A beneficiare dei prestiti saranno le piccole e medie imprese, i cittadini privati, piccoli comuni e altri settori pubblici con piccoli investimenti in efficienza energetica, con finanziamenti compresi tra i 40.000 e i 5 milioni di Euro.
Il secondo strumento si chiama “Natural Capital Financing Facility” (NCFF): in questo caso si tratta di prestiti e finanziamenti a progetti per la protezione del capitale naturale, tra cui una fetta importante sarà diretta all’adattamento ai cambiamenti climatici. I progetti eleggibili sotto questa categoria riguardano servizi legati alla protezione di ecosistemi, infrastrutture verdi e investimenti per attività economiche innovative riguardo all’adattamento e la biodiversità. Il budget a disposizione è di100-125 milioni di Euro disponibili fino al 2017. La Commissione Europea prevede fino a 5 milioni di Euro come garanzia per gli investimenti, con un fondo aggiuntivo di 10 milioni per l’assistenza tecnica.
I soggetti che possono partecipare a questa seconda tranche di finanziamenti sono entità private e pubbliche, incluso autorità locali, proprietari terrieri e aziende. I progetti dovranno essere tra i 5 e i 15 milioni di Euro.
“Con questi due strumenti finanziari stiamo mettendo denaro in questioni importanti, – ha commentato il Commissario Europeo per l’Azione Climatica e l’Energia Miguel Arias Cañete. – E’ un contributo a proteggere il clima, risparmiare energia per i nostri cittadini e rendere l’Europa meno dipendente dalle importazioni di energia.”.
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Semplificazioni 2015, Ecobonus: eliminato obbligo (e correlate sanzioni) della comunicazione dei lavori in più anni d’imposta
Il Decreto legislativo sulle semplificazioni fiscali (DLgs 175/2014) ha inciso su una serie di aspetti legati all’Ecobonus e quindi agli interventi di riqualificazione energetica. La normativa, quindi, è cambiata rispetto al 2014. L’agenzia delle entrate ha emanato un vademecum 2015 (circolare 31/E) che riguarda anche l’Ecobonus.
La finalità della semplificazione è di snellire numerosi adempimenti, rendendo, di fatto, più facile il rapporto tra contribuenti e Amministrazione fiscale.
In merito specificatamente all’Ecobonus, in relazione alla detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, è stato eliminato l’obbligo di inviare all’Agenzia delle Entrate la comunicazione per chi effettua lavori per la riqualificazione energetica degli edifici che proseguono per più anni d’imposta e vuole usufruire della detrazione Irpef e Ires. Prima, infatti, era necessario inviare alle Entrate il modello ad hoc entro il mese di marzo dell’anno successivo a quello in cui era iniziato il sostenimento delle spese. La mancata osservanza delle disposizioni nei termini previsti non comportava la decadenza del beneficio fiscale ma veniva ad applicarsi una sanzione da 258 a 2.065 euro. Anche in questo caso – specifica il vademecum – si applica il principio del favor rei.
Il riferimento del principio del favor rei, comporta che non scatteranno sanzioni nei confronti dei contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione di successione nei termini e che in base alla nuova norma non sarebbero più tenuti a farlo.
Ricordiamo che le agevolazioni fiscali del cosiddetto Ecobonus prevedono lo sgravio del 65% per le caldaie a condensazione e per l’installazione dei pannelli solari termici. Per saperne di più, vi invitiamo a contattare Italtherm.
Obiettivi Europei al 2030: rinnovabili ed efficienza energetica al centro dell’energia del futuro
I leader europei hanno concordato il 23 ottobre scorso gli obiettivi in tema di clima ed energia al 2030: il pacchetto di politica energetica al 2030 indirizza il sistema energetico europeo verso una strada di sostenibilità, competitività e sicurezza energetica. Ecco qua di seguito gli obiettivi europei, con uno speciale focus per quanto riguarda l’efficienza energetica.
L’obiettivo è centrale non solo per l’energia, ma anche per il sistema industriale e il concetto di Europa del futuro che i leader europei vogliono offrire ai cittadini: i target europei su clima ed energia delineeranno la direzione del sistema energetico europeo, verso un’economia a basso contenuto di carbonio. Su questi target si è molto discusso e, certo, si sarebbe potuto fare di più per accelerare il percorso verso la decarbonizzazione dell’energia; c’è da dire, comunque, che l’Europa ancora vuole muoversi da protagonista del cambiamento, e la definizione degli obiettivi al 2030 prima delle altre maggiori economie ne è una conferma.
Ecco qua tutti gli obiettivi al 2030.
1. Riduzione delle emissioni di CO2 del 40%
Al centro delle politiche europee vi è il taglio delle emissioni di gas serra del 40% entro il 2030 rispetto al 1990: questa l’impegno interno, che l’Europa intende offrire sul piatto dei negoziati internazionali sul clima che sfoceranno a dicembre 2015 nella Conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi. Secondo l’Unione Europea, questo obiettivo è anche in linea con la roadmap che indica un target di riduzione delle emissioni dell’80%-95% al 2050.
2. Aumento della quota di energia rinnovabile ad almeno il 27%
L’energia rinnovabile svolgerà un ruolo chiave nella transizione al nuovo sistema energetico. L’obiettivo fissato al 27% è vincolante; alcuni analisti hanno evidenziati che l’Europa potrebbe fare di più in materia di rinnovabili, ma sia la Commissione Europea che il Consiglio d’Europa hanno accordato questo livello.
3. Incremento dell’efficienza energetica di almeno il 27%
La Commissione Europea aveva proposto un target di risparmio energetico del 30% entro il 2030, seguente a una revisione della Direttiva sull’Efficienza Energetica. L’obiettivo proposto si basa su risultati già conseguiti: i nuovi edifici, infatti, usano la metà dell’energia utilizzata negli anni ’80, mentre l’industria l’intensità energetica è diminuita del 19%. Il Consiglio d’Europa ha adottato il target indicativo del 27%, che sarà rivisto dopo il 2020 con in mente un obiettivo del 30%.
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Le comunità energetiche indipendenti: tra efficienza e rinnovabili

La prima forma di energia pulita è quella che non si produce, grazie ad efficienza e risparmio energetico. La seconda è quella che proviene da fonti rinnovabili. La Germania pare saperlo bene visto che vi sono realtà che auspicano ad una particolare forma di indipendenza: quella energetica.
A partire dal primo progetto inaugurato nel 2006 nel paese di Jühnde, grazie alle fonti rinnovabili presenti nel territorio, oltre 130 piccoli centri tedeschi hanno raggiunto una “autarchia energetica” producendo il 100% dell’elettricità e almeno il 50% del fabbisogno termico nel rispetto dell’ambiente e ottenendo la stabilità dei costi nel medio periodo.
Quasi sempre i progetti di “bioenergy village” sono stati sviluppati da gruppi di cittadini con una particolare sensibilità in materia di ecosostenibilità che, grazie all’aiuto di tecnici e consulenti specializzati, hanno creato società cooperative che garantiscono energia e riscaldamento da fonti rinnovabili ad un costo assai contenuto.
Particolare attenzione, anche in considerazione delle temperature rigide proprie di questi luoghi, è stata rivolta al riscaldamento.
Soprattutto nei centri agricoli una soluzione molto utilizzata per la produzione di energia termica da immettere in rete è quella di impianti a biogas alimentati dalla fermentazione del substrato agricolo. In altri casi una ottima soluzione è stata individuata invece nell’adozione di impianti solari termici che, assieme a caldaie a cippato, costituiscono le centrali di produzione che alimentano le reti di teleriscaldamento.
In questi centri teutonici la prima esperienza di combinazione di biomassa e solare è stata sperimentata a Büsingen: due caldaie a biomassa, con potenze di 900 e 450 kW, costituiscono l’ossatura della centrale termica e, accanto a esse, è stato realizzato, grazie all’adozione di collettori a tubi sottovuoto, un campo solare termico con superficie attiva maggiore di 1.000 m2 che garantisce una produzione annuale di 500/600 MWh, con un risparmio di circa 800 m3 di cippato ogni anno. La rete di teleriscaldamento alimentata da solare e biomassa si estende per circa 6 km e alimenta 100 edifici tra i quali figurano anche le strutture comunali.
Non c’è bisogno di attraversare le Alpi per portare un po’ di questo spirito e buone prassi virtuose nelle nostre case. È possibile infatti installare caldaie a condensazione nelle abitazioni e nei condomini e anche prevedere l’installazione di impianti di solare termico per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria. Contatta Italtherm per saperne di più.
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