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Ecobonus anche nel 2019: come funziona e perché conviene il bonus caldaia [COMUNICATO STAMPA]

gennaio 19, 2019
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Sono stati confermati anche per il 2019 gli incentivi dell’Ecobonus, modalità con cui lo Stato mette a disposizione fondi per la ristrutturazione e l’efficientamento energetico di edifici pubblici e privati. Gli specialisti di Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento, spiegano come funzionerà in particolare il bonus caldaia.

Confermato per il 2019 l’Ecobonus, modalità che lo Stato italiano ha introdotto da alcuni anni per incentivare l’efficientamento delle abitazioni e degli edifici. Gli incentivi vengono erogati sotto forma di detrazione dalle tasse delle spese sostenute per effettuare i lavori di efficientamento, come il miglioramento termico degli edifici (coibentazioni, pavimenti, finestre e infissi), l’installazione di pannelli solari, l’acquisto di elementi di domotica (cioè installazione di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento) e lasostituzione degli impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda.

Quest’ultimo punto è definito anche come bonus caldaia: a spiegarne il funzionamento e le modalità di accesso sono gli specialisti di Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento.

“L’Ecobonus è un’occasione unica per sostituire le vecchie caldaie con modelli nuovi e più performanti. A giovarne sarà sia l’ambiente che il portafoglio”, spiega l’ing.Giovanni Fontana, responsabile della consulenza tecnica di Italtherm. “La sostituzione di una caldaia tradizionale con una a condensazione può consentire infatti di ridurre i consumi di gas di circa il 20%, percentuale che aumenta nel caso di utilizzo di un sistema di termoregolazione evoluto, arrivando in alcuni casi fino al 30% di risparmio”.

“In più, sostituire la caldaia permette di ridurre di circa il 66% le emissioni di gas inquinanti. – prosegue Fontana – I fumi emessi dalle caldaie contengono principalmente vapore acqueo, anidride carbonica e ossidi di azoto: questi ultimi, in particolare, consentono di capire se una caldaia ha, o meno, un basso impatto sulle emissioni inquinanti”.

Come funziona nella pratica l’Ecobonus?

L’Ecobonus prevede che, installando una caldaia più performante, si potrà avere – in fase di dichiarazione dei redditi – uno sgravio fiscale del 50% se la caldaia nuova sarà un modello a condensazione in classe A. L’aliquota potrà salire fino al 65% se, contestualmente alla nuova caldaia, sarà installato anche un sistema di termoregolazione evoluto. Nel caso in cui vengano eseguiti lavori condominiali le agevolazioni arriveranno anche al 75%. Ad essere detraibili saranno le imposte Irpef o Ires relative ai costi sia dei lavori edili che delle prestazioni professionali.

Chi può usufruirne?

Possono usufruire dell’Ecobonus 2019 persone fisiche, professionisti e società, nonché associazioni, enti pubblici e privati nel caso in cui non svolgano attività commerciale. Il bonus potrà essere richiesto per ogni categoria di edificio con impianto di riscaldamento preesistente.

Come si richiede? C’è una modulistica apposita?

Per accedere all’Ecobonus sarà necessario registrarsi sul sito ENEA nell’apposita sezione dedicata agli incentivi per l’efficienza energetica e compilare il form che sarà disponibile non appena saranno rilasciati i decreti attuativi.

Ecobonus: quali alternative?

Valida alternativa all’Ecobonus è il conto termico ma, nel caso delle caldaie, riguarda solo gli enti pubblici: non prevede un’aliquota di detrazione fiscale, ma un premio in denaro, riconosciuto direttamente sul conto corrente del richiedente. L’importo erogato è poi correlato alla potenza dell’apparecchio installato.

Ecobonus caldaie 2019 ecco come ottenere le detrazioni

gennaio 17, 2019
ecobonus 2019 decalogo caldaie

Seppur il 2019 sia iniziato solo da pochi giorni, già sappiamo che l’anno appena concluso è stato il più caldo degli ultimi 2 secoli e ciò ha costretto molti Comuni ad adottare misure antismog come i blocchi giornalieri alla circolazione ed il divieto di utilizzo dei veicoli più inquinanti.

Non avendo un Pianeta B è fondamentale intraprendere velocemente ogni azione volta a rendere più pulita l’aria delle città.

Un grande risultato può partire già all’interno delle nostre case: l’adozione di tecnologie e di soluzioni eco-efficienti come la coibentazione delle abitazioni o l’installazione di caldaie a ridotto impatto ambientale come quelle a condensazione rappresentano una scelta risparmiosa a livello personale ed utile per l’intera collettività e, proprio per questo, l’ecobonus è stato prorogato anche per il 2019.

L’Ecobonus rappresenta un ottimo (ed ulteriore) motivo per sostituire le vecchie caldaie con modelli nuovi, più performanti meno inquinanti i cui consumi energetici sono enormemente inferiori rispetto al passato: grazie alle caldaie a condensazione si possono ridurre i consumi di gas di circa il 20% ed addirittura, in caso di utilizzo di un sistema di termoregolazione evoluto, fino al 30%.

Come ottenere l’incentivo fiscale dell’ecobonus

Installando una caldaia nuova di classe A sarà possibile, in sede di dichiarazione dei redditi, ottenere uno sgravio fiscale del 50%. L’incentivo poi può salire al 65% nell’ipotesi in cui – contestualmente all’acquisto e all’installazione della nuova caldaia – venga installato anche un sistema di termoregolazione evoluto.

L’agevolazione fiscale del 65% spetta invece ai soggetti che installano pannelli solari (come lo Slim solar di Italtherm), a quelli che sostituiscono impianti di climatizzazione con impianti in pompa di calore (come i modelli Itlatherm Clima e Clima TOP) e nel caso di posa in opera di scalda-acqua (come Aquasmart di Italtherm) in pompa di calore.

Chi può ottenere l’ecobonus

L’obiettivo della normativa è quello di migliorare l’aria e di ridurre i consumi energetici in Italia aumentando il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. Per questo la disciplina prevede che possono usufruire  dell’Ecobonus 2019 persone fisiche, professionisti e società, nonché anche associazioni, enti pubblici e privati che non svolgano attività commerciale.

La detrazione fiscale

La detrazione fiscale verrà restituita in 10 rate annuali di pari importo sotto forma di oneri detraibili Irpef: se, ad esempio, il costo dell’installazione della caldaia è di 2.000 euro, grazie all’ecobonus del 50%, si potrà detrarre 1.000 euro in 10 rate annuali da 100 euro.

Si precisa che l’Ecobonus non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali, quali ad esempio il Bonus Casa.

Attenzione alla conservazione dei documenti e alla comunicazione ENEA

Per ottenere la detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con  bonifico bancario o postale da cui risultino:
– causale del versamento con gli estremi della norma agevolativa;
– codice fiscale del beneficiario della detrazione;
– codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento;
Entro 90 giorni dalla data di fine dei lavori è necessario trasmettere ad ENEA la scheda informativa relativa agli interventi realizzati (la data di fine lavori coincide con il giorno del collaudo). La trasmissione deve avvenire in via telematica al portale ENEA.
Per la compilazione è necessario registrarsi e poi inserire i dati anagrafici del beneficiario, dell’immobile oggetto dell’intervento, scegliere il comma da applicare, compilare gli allegati, verificare i dati, inviare la dichiarazione e stamparla

Documentazione necessaria

Per beneficiare dell’agevolazione fiscale è necessario essere in possesso di:
– ricevuta del bonifico;
– fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione;
– asseverazione fornita da dall’installatore o dal direttore dei lavori
– originali degli allegati inviati ad ENEA firmati dal tecnico o dal cliente;
– ricevute dell’invio ad ENEA della scheda informativa E (codice CPID).

PER SAPERNE DI PIÙ

Sito Agenzia delle Entrate
https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/aree+tematiche/casa/agevolazioni

In ogni caso ricordate che i nostri installatori vi sapranno guidare passo passo per poter scegliere la caldaia più adatta alle vostre esigenze e spiegarvi come ottenere la detrazione del 65%. Contattate l’agenzia Italtherm più vicina a casa vostra.

Italtherm si racconta a money.it parlando anche di Ecobonus, efficienza energetica e made in Italy

gennaio 14, 2019

Italtherm, l’azienda emiliana che sfida le multinazionali e punta alla sostenibilità.

Così titola l’articolo che Money.it ha dedicato ad Italtherm. Vi lasciamo un estratto e vi invitiamo a leggere tutto l’articolo

Parliamo di un tema davvero utile a tutti, l’Ecobonus. Come funziona e in che modo vi si può accedere?

L’Ecobonus è un’occasione unica per sostituire le vecchie caldaie con modelli nuovi e più performanti. La sostituzione di una caldaia tradizionale con una a condensazione può consentire infatti di ridurre i consumi di gas di circa il 20%, percentuale che aumenta nel caso di utilizzo di un sistema di termoregolazione evoluto, arrivando in alcuni casi fino al 30% di risparmio.
L’incentivo in sostanza prevede che, installando una caldaia più performante, si possa accedere – in fase di dichiarazione dei redditi – ad uno sgravio fiscale del 50% se la caldaia nuova sarà un modello a condensazione in classe A. L’aliquota potrà salire fino al 65% se, contestualmente alla nuova caldaia, sarà installato anche il sistema di termoregolazione evoluto. Possono usufruire dell’Ecobonus 2019 persone fisiche, professionisti e società, nonché associazioni, enti pubblici e privati nel caso in cui non svolgano attività commerciale.

Leggi tutto l’articolo dedicato ad Italtherm

Made in Italy di successo: Italtherm chiude il 2018 con +35% di fatturato e + 25% di assunzioni [COMUNICATO STAMPA]

gennaio 7, 2019

L’azienda emiliana, specializzata nel settore del riscaldamento autonomo e centralizzato, fa il punto sul 2018 lanciando sul mercatoCity Top, la caldaia a condensazione con il più elevato campo di modulazione, e aprendo 5 nuove posizioni lavorative in area tecnica.

Oltre 33 milioni di euro di fatturato, con un aumento del 35% rispetto al 2017, per una realtà emiliana che ha scelto di non delocalizzare e di scommettere sui giovani e sul know how Made in Italy. È questo il bilancio annuale di Italtherm, azienda innovativa nel settore del riscaldamento autonomo e centralizzato, nata 6 anni fa ma con un’esperienza trentennale nel settore.

Italtherm nasce nel 2011 per volere di Paolo Mazzoni e di un gruppo di ex-dipendenti Hermann, l’azienda fondata nel 1970 da Mazzoni stesso a Pontenure, in provincia di Piacenza. Nel 2007, con l’intenzione di aprire al mercato estero, la Hermann era stata venduta ad un gruppo internazionale che tuttavia aveva poi optato per la chiusura della produzione italiana, con conseguente delocalizzazione e licenziamento dei dipendenti dello stabilimento di Pontenure. “Dopo la chiusura ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo avviato un nuovo progetto, coinvolgendo il personale rimasto disoccupato e riaprendo lo storico stabilimento di Pontenure (PC). Grazie all’esperienza decennale, abbiamo messo a punto prodotti innovativi e dato vita ad una nuova azienda di successo”, racconta Paolo Mazzoni, fondatore di Italtherm.

Gli sforzi sono stati ripagati e nel 2018 Italtherm ha toccato quota 65.000 caldaie vendute. Inoltre, dal 2012 al 2018 l’organico dell’azienda è più che triplicato, passando da 30 a 100 dipendenti. In particolare, tra il 2017 e il 2018 la crescita del personale è stata pari al 25%, grazie all’arrivo di 20 nuove risorse. E c’è tutta l’intenzione di crescere ancora: Italtherm infatti ha annunciato di aver aperto 5 posizioni in area tecnica e di essere alla ricerca di ingegneri elettronici e termotecnici per lo sviluppo di nuovi prodotti legati alle energie rinnovabili.

“Siamo molto orgogliosi dei risultati ottenuti, di quello che abbiamo costruito e dei nostri obiettivi per il futuro”, spiega Pietro Giannotta, direttore commercialeItaltherm. “Italtherm investe costantemente nella ricerca per offrire prodotti e servizi sempre più innovativi e in grado di coniugare efficienza energetica, sostenibilità, design e sicurezza”. Lo dimostra la nuova caldaia a condensazioneCity Top, appena lanciata sul mercato e caratterizzata dal più elevato campo di modulazione che le consente di adattarsi all’effettivo fabbisogno termico dell’abitazione, riducendo il numero di accensioni e spegnimenti e diminuendo il consumo di gas e le emissioni inquinanti. In più, l’estetica elegante di City Top è frutto della creatività dello Studio Italdesign, del famoso designer Giorgetto Giugiaro

Efficienza energetica: arriva City Top, la caldaia che fa bene all’ambiente [COMUNICATO STAMPA]

novembre 1, 2018
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Italtherm, azienda innovativa nel settore del riscaldamento autonomo e centralizzato, presenta City Top, la nuova caldaia a condensazione con il più elevato campo di modulazione: permette di ridurre drasticamente consumo di gas ed emissioni inquinanti.

Efficienza energetica, sostenibilità, design e sicurezza: sono queste le caratteristiche di City Top, la caldaia a condensazione con i consumi più bassi della sua categoria, grazie al suo range di modulazione superiore a 1:20.

Lanciata dall’italiana Italtherm, la nuova caldaia City Top garantisce un alto rendimento energetico: in primis perché, essendo a condensazione, recupera e sfrutta il calore dei fumi prodotti dalla combustione, che nelle normali caldaie viene invece disperso. Ma soprattutto, l’elevato campo di modulazione consente alla caldaia City Top di adattarsi all’effettivo fabbisogno termico dell’abitazione, riducendo il numero di accensioni e spegnimenti e di conseguenza diminuendo drasticamente il consumo di gas e le emissioni inquinanti.

Sostenibilità grazie a ricerca e tecnologia: Italtherm ha progettato e sviluppato l’ICS – Intelligent Combustion System, un sistema che rende City Top una caldaia intelligente che si controlla, si regola e si adatta autonomamente. Il sistema ICS infatti controlla i valori della combustione e regola la portata del gas in modo d’avere sempre il corretto rapporto aria/gas, ottenendo così riduzione dei consumi, minori emissioni, minor tempo di installazione o regolazioni manuali da eseguire. In più tutte le impostazioni della caldaia saranno anche a portata di “tap” grazie all’app per smartphone in arrivo a gennaio 2019.

Infine la caldaia è anche un gioiello di design. L’estetica elegante di City Top è infatti frutto della creatività dello Studio Italdesign, del famoso designer Giugiaro, autore del design di auto sportive e di lusso, che ha lavorato a tutta la nuova linea di caldaie Italtherm serie City.

“L’efficienza energetica di una casa passa anche dal modo in cui viene riscaldata: scegliere una caldaia efficiente è importante sia per l’ambiente che per l’incidenza diretta sui costi in bolletta”, spiega Pietro Giannotta, Sales Manager di Italtherm.

City Top è dotata di una doppia chiusura ermetica del gruppo di combustione che assicura i più elevati standard di sicurezza; inoltre, essendo rivestita con un materiale dalle elevate proprietà fonoisolanti e fonoassorbenti, permette di raggiungere i più bassi livelli di rumorosità, a tutto vantaggio del comfort.

La Modulazione 1:20 rende le caldaie super efficienti. Ecco perché

ottobre 30, 2018

Cosa indica la modulazione in una caldaia? Perché la City Top di Italtherm è così innovativa e la più efficiente? Per spiegare l’innovativo sistema abbiamo intervistato l’Ing. Giovanni Fontana.

Cosa è la modulazione, specificamente quando si parla di una caldaia?

La modulazione è la capacità di una caldaia di variare la sua potenza. Nel caso specifico è la capacità di generare una fiamma del bruciatore più o meno intensa. Il rapporto di modulazione indica quindi il rapporto tra la potenza massima e la minima che posso sviluppare col bruciatore. Per fare un esempio concreto, nella caldaia City Top 35 K di Italtherm, dividendo la potenza massima per la potenza minima il risultato è 21,875. Quindi la potenza massima è più di 20 volte la minima.

Perché è importante la modulazione di una caldaia?

Perché tanto più è ampia la modulazione della caldaia (quindi tanto è maggiore la potenza massima rispetto alla minima), tanto meno si innescherà il fenomeno dell’accensione e spegnimento della caldaia quando la temperatura dell’acqua sarà vicina alla temperatura desiderata, specialmente quando la richiesta di potenza sarà bassa .

Per semplificare: quando, per mantenere una temperatura impostata, la caldaia si spegne e si riaccende, questa operazione richiede un surplus di gas che aumenta i consumi.

Meno sono frequenti le fasi di accensione e spegnimento di una caldaia e più ciò ne aumenta l’efficienza, riducendone i costi e le emissioni. È evidente che se una caldaia ha un ampio campo di modulazione, l’efficienza è maggiore. Potrebbe sembrare ovvio ridurre quindi solo la potenza minima raggiungibile da una caldaia per evitare continue fasi di accensione e spegnimento, ma anche una potenza elevata è necessaria in casa, ad esempio per produrre acqua calda sanitaria quando si vuol fare una doccia. Con una caldaia come la City Top è possibile garantire efficienza energetica e una elevata potenza massima, tutto in una caldaia.

La modulazione 1:20 risponde anche alle nuove modalità di riscaldamento delle abitazioni?

Sì. I nuovi sistemi di riscaldamento, come ad esempio quelli a pavimenti radianti, prevedono di riscaldare la casa nel modo più efficiente possibile, quindi a temperature basse. Ad esempio nelle nuove abitazioni è plausibile che, per mantenere nell’appartamento una temperatura ambiente di 20°C, l’acqua circoli nell’impianto a non più di 35°C. Per mantenere l’acqua a 35°C non è necessario normalmente disporre di una grossa potenza. Se la caldaia non riuscisse a garantire potenze basse, una volta raggiunti i 35°C non potrà che spegnersi e dopo un po’ riaccendersi. Per altro attenzione, perché 35°C sarà la media, nel senso che normalmente una caldaia senza un’ampia modulazione tenderà a riaccendersi solo quando la temperatura scenderà magari a 30°C e rispegnersi quando l’acqua sarà a 40°C. 35°C saranno quindi la media, non la temperatura stabile di funzionamento.

Quindi cosa cambia rispetto ai modelli del passato?

Fino a ieri la tecnologia non permetteva escursioni di potenza ampie. Se avessi scelto di avere un bruciatore con una potenza minima particolarmente bassa, sarei stato vincolato anche nella potenza massima. E viceversa.

Facciamo un esempio per visualizzare meglio il problema. Per cucinare, sul piano cottura abbiamo almeno tre fuochi: piccolo, medio, grande. Se accendete quello grande e lo portate al minimo, si sviluppa una certa potenza non riducibile ulteriormente (e se c’è sopra il pentolino del latte… si sversa). Se accendete quello piccolo, anche se lo portate al massimo, non riuscirete a far bollire l’acqua per la pasta. Questo può spiegare come un bruciatore di una dimensione al posto di un’altra faccia la differenza in base agli utilizzi. Una caldaia di un appartamento? Ha un solo bruciatore. Se la modulazione è piccola (es. rapporto 1 a 4, ovvero con il massimo che è solo quattro volte il minimo) potrei scegliere una potenza minima esigua così da evitare accensione e spegnimento frequenti, ma avere come conseguenza una limitazione nella potenza massima (e non avere acqua calda sanitaria alla temperatura desiderata) oppure scegliere una potenza minima talmente alta che i costi di accensione e spegnimento della caldaia, una volta giunta a temperatura, li vedrò in bolletta.

Una caldaia con rapporto 1:20 mi permette di avere una caldaia versatile che riesce ad ottenere tutto in un unico apparecchio.

Grazie alla City Top questi problemi sono quindi tutti risolti e si potrà avere, in una medesima caldaia, una potenza minima di 1,6 kW fino ad arrivare ad una potenza massima di 35 kW. Possiamo sicuramente dire che questa caldaia sarà il nuovo riferimento del mercato!

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