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Italtherm a portata di clic: online il nuovo sito internet

luglio 10, 2019
nuovo sito italtherm

Efficienza, innovazione tecnologica, alta qualità e design innovativo sono le parole chiave per descrivere Italtherm, una società che da oltre 40 anni opera nel settore del riscaldamento autonomo e centralizzato offrendo una vasta gamma di prodotti all’avanguardia che vanno dai condizionatori alle caldaie, passando per scaldabagni fino al solare termico e alle pompe di calore e ibridi.

Un’eccellenza made in Italy che oggi è ancora più vicina ai suoi clienti grazie al nuovo sito progettato per guidare rivenditori, installatori, progettisti e più in generale tutta la clientela nella scelta dei prodotti e servizi più adatti alle varie esigenze, fornendo assistenza nelle fasi di prevendita, vendita e postvendita.

Un sito pensato per lo smartphone, in grado di adattarsi graficamente in modo automatico a qualunque dispositivo con il quale viene utilizzato (smartphone, pc, tablet), un design funzionale tale per cui la navigazione risulta essere facile, intuitiva e veloce, con nuovi contenuti sempre aggiornati alle novità normative e tecniche.

Configuratori e BIM

Innanzitutto, Italtherm, al fine di agevolare il lavoro dei suoi rivenditori, installatori, centri assistenza e progettisti, ha reso disponibile nella sezione “Servizi” tutta la documentazione tecnica dei suoi prodotti, che viene costantemente aggiornata. Un’assistenza a 360° che vede nei configuratori e nella sezione BIM le maggiori novità. Sono stati infatti sviluppati una serie di configuratori volti a dare assistenza nelle fasi di dimensionamento e progettazione degli impianti più complessi come gli impianti con collettori solari termici e gli impianti centralizzati con caldaie di alta potenza. Attraverso questi strumenti il professionista è in grado d’individuare facilmente i prodotti Italtherm necessari per realizzare l’impianto. In particolare, grazie al configuratore per centrali termiche, con pochi clic, è possibile dimensionare l’impianto desiderato corredato da disegni, preventivo e capitolato.

Importantissima anche la sezione dedicata al BIM (Building Information Modeling) che ad oggi rappresenta l’ultima innovazione nel settore della progettazione. Italtherm, per facilitare e velocizzare il lavoro di architetti e progettisti, mette a disposizione nel nuovo sito una serie di oggetti BIM per i suoi prodotti, diventando così uno dei primi produttori nel settore a mettere a disposizione questi innovativi strumenti di progettazione.

Approfondimenti

Alle sezioni che potremmo definire più “tecniche” si aggiungono importanti e utili approfondimenti come ad esempio la sezione dedicata alle agevolazioni fiscali, grazie alla quale è possibile districarsi tra i vari incentivi e soprattutto capire come ottenerli: dalle detrazioni per interventi di risparmio energetico, alle detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia fino al conto termico.

Ampio spazio anche agli strumenti che consentono ad Italtherm di essere sempre più vicino alla sua clientela e rendere questa costantemente informata, di cosa parliamo? Blog, rassegna stampa e community. Tanti approfondimenti su efficientamento energetico, nuove tecnologie per il riscaldamento e il raffrescamento oltre a tante curiosità sul mondo italtherm. Una società che da oggi è a portata di clic.

Questo e tanto altro su www.italtherm.it

Energia: la climatizzazione incide per oltre la metà sulla bolletta elettrica degli uffici

luglio 1, 2019
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costi climatizzatori ufficio

Siamo nel cuore dell’estate. Alcuni di noi possono godersi le meritate vacanze, altri sono in città, magari a lavoro in compagnia dei bollori di stagione e, come ogni anno, ci ritroviamo a combattere contro le giornate torride soprattutto nelle ore lavorative fra le mura aziendali.

Questa lotta, però, potrebbe lasciare brutti segni nei bilanci delle aziende.

Assoimmobiliare ed ENEA hanno infatti raccolto ed analizzato i dati di un campione di 118 edifici direzionali distribuiti su tutto il territorio nazionale: da questi studi è nato il Rapporto “Benchmark di consumo energetico degli edifici per uffici in Italia”. I dati del report sono impressionanti: il 57% dei consumi energetici registrati negli edifici ad uso ufficio è ricollegabile all’uso del climatizzatore e solo il 26% all’uso delle apparecchiature elettriche e il 17% all’illuminazione. Tradotto in denaro significa che la spesa media annua, a metro quadrato, per la climatizzazione estiva e invernale è di circa 15 euro, quella per l’uso delle apparecchiature elettrice è di 6,40 Euro mentre quella legata all’illuminazione è di 4,40 Euro.

Federico Testa, Presidente ENEA, ha dichiarato: “Con questo studio vogliamo fornire un contributo per stabilire standard univoci per le diagnosi energetiche nel settore immobiliare a uso direzionale. Una delle grandi sfide in cui l’ENEA è impegnata, anche in qualità di Agenzia nazionale per l’efficienza energetica, è gettare le basi per un parco immobiliare ad alta efficienza, con vantaggi innegabili dal punto di vista ambientale, economico e occupazionale. Considerando che il patrimonio edilizio italiano risale in molti casi agli anni ‘50, 60 e 70, sono presenti ampi margini per la messa in efficienza, con conseguenti significativi risparmi in bolletta che possono arrivare fino al 60%”.

Silvia Maria Rovere, Presidente di Assoimmobiliare, ha commentato: “Assoimmobiliare è in prima linea su tutte le tematiche relative all’efficienza energetica ed è impegnata in un costante lavoro di ricerca e innovazione, anche grazie alla proficua collaborazione con ENEA, finalizzato a fornire agli operatori del settore nuovi strumenti tecnici in grado di supportarli nella realizzazione e riconversione di un patrimonio immobiliare sostenibile. L’efficienza energetica è oggi uno dei driver principali per la realizzazione di interventi di rigenerazione urbana più che mai necessari per rilanciare la competitività del Sistema Paese e apre nuove strade all’applicazione di nuove tecnologie nell’industria immobiliare, sia agli edifici che ai servizi coinvolti”.

Invertire questa tendenza si può! Come? Ecco i consigli per tagliare i consumi senza ridurre il comfort:

https://italtherm.blog/2019/06/10/climatizzatori-rispetto-dellambiente-e-risparmio-energetico-ecco-le-regole-doro-per-rendere-tutti-felici/

Se invece è il momento di cambiare il climatizzatore e sceglierne uno a ridotti consumi ed emissioni… https://www.italtherm.it/ visitate il nostro portale

 

 

Estate e climatizzatori, come funzionano gli incentivi fiscali nel 2019

giugno 17, 2019
incentivi fiscali risparmio energetico

 

Con l’arrivo del caldo torrido e dell’afa, spesso il ventilatore non basta più ed è necessario correre ai ripari. In Italia chi acquista e fa installare un condizionatore può fruire di tre diversi tipi di incentivi: quello legato alla ristrutturazione edilizia, quello relativo al risparmio energetico e quello inerente il conto termico. Districarsi tra le possibilità non è facile e la convenienza dell’una o dell’altra tipologia dipende da diversi fattori, fiscali prima di tutto.

In generale, per “bonus condizionatori 2019” si intende una detrazione IRPEF, che può variare dal 50 al 65% a seconda della tipologia di intervento di efficientamento energetico dell’appartamento o dello stabile.

 

A spiegare le varie possibilità e le modalità di accesso ai finanziamenti sono gli specialisti di Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento e raffrescamento.

 

“Gli incentivi disponibili per l’acquisto di un nuovo condizionatore sono una grande occasione per tutti – spiega l’ing. Giovanni Fontana, responsabile della consulenza tecnica di Italtherm – grazie a questi è possibile vedersi rimborsare fino al 65% della spesa investita per l’acquisto di un nuovo sistema di condizionamento che ci farà risparmiare in bolletta facendo del bene anche all’ambiente”.

Acquistare un nuovo condizionatore ristrutturando casa

Il primo tipo di agevolazione rientra nella normativa che prevede incentivi fiscali a beneficio di chi effettua lavori di ristrutturazione edilizia: acquistare un nuovo condizionatore mentre si ristruttura casa consente di usufruire di una detrazione IRPEF del 50% della cifra investita dilazionata in 10 anni. Per godere dell’agevolazione il beneficiario deve essere in possesso di un reddito che consenta quindi di effettuare la detrazione.

Incentivi tramite Ecobonus

Rispetto all’incentivo concesso con la voce “ristrutturazione” (50% della spesa), la detrazione ricollegabile al risparmio energetico (ecobonus) ha un’aliquota più alta (65%). Per godere di questa misura, è richiesto però che l’impianto da installare sia una sostituzione di un impianto di climatizzazione già esistente (non una integrazione, né un impianto nuovo ove prima non era presente nulla) e che soddisfi i parametri minimi di prestazione energetica.  

Come opera il Conto Termico?

Il conto termico opera solo nel caso in cui il condizionatore che si vuole installare superi una soglia minima di prestazione di efficienza energetica. La somma erogata, inoltre, in questo caso varia in base alla zona climatica in cui viene installato. Da queste due variabili (tasso di prestazione e zona climatica) dipende la definizione del contributo che il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) erogherà e che, in ogni caso, non potrà superare il 65% della spesa sostenuta.

In merito alla modalità dell’erogazione, non è prevista in questo caso una detrazione fiscale, bensì l’erogazione diretta, tramite bonifico, di un contributo. Se il contributo è inferiore a 5.000 euro viene versato in una unica soluzione, altrimenti in due rate annue. Non è quindi necessario godere di alcun reddito dalla cui tassazione effettuare la detrazione.

 

Quale incentivo è più conveniente?

Non si può predeterminare in assoluto, né generalizzare. Vi sono infatti dei vincoli di prestazione energetica e delle variabilità legate alle zone climatiche. Il calcolo totale dell’incentivo previsto con il conto termico, potrebbe, ad esempio, evidenziare che il beneficio coprirà solo il 30% della spesa. In tal caso potrebbe convenire la ristrutturazione energetica o l’ecobonus.

Come si può accedere gli incentivi?

Per accedere agli incentivi è fondamentale anzitutto che lo stabile sia a norma, ovvero che sia già accatastato oppure con richiesta di accatastamento in corso e soprattutto dovrà essere in regola con il pagamento dei tributi.

Per accedere agli incentivi è fondamentale inoltre che il pagamento dei lavori venga effettuato con sistemi tracciabili (bonifico o carta) e che sia documentato (fattura).
In caso di pagamento con bonifico postale o bancario, all’interno della causale si dovrà riportare il codice fiscale di chi sta effettuando l’acquisto, partita IVA e intestazione del rivenditore del condizionatore. Se invece l’acquisto viene effettuato tramite prestito con carta di credito, si dovrà presentare tutta la documentazione del prestito richiesto o relativa al proprio acquisto.

Chi è Italtherm

Italtherm nasce con una grande storia, competenza e professionalità di un gruppo di lavoro che da oltre 30 anni opera nel settore del riscaldamento autonomo-centralizzato e della climatizzazione. È un’azienda innovativa, dinamica, capace di completare l’intero ciclo del prodotto, dalla produzione alla commercializzazione, fino alla post vendita in Italia e all’estero.

Maggiori informazioni su www.italtherm.it

Italtherm Net APP: corri a scaricarla sullo smartphone!

giugno 1, 2019
Italtherm Net APP

L’inverno prolungato di questa primavera ci ricorda che non è mai troppo tardi per rendere la vita ancora più semplice nella gestione della nostra caldaia.

Fuori fa freddo, magari piove o addirittura nevica, si corre a casa per cercare un po’ di tepore, ma nelle mura domestiche ci accoglie un freddo glaciale forse anche peggiore di quello che lasciamo fuori dall’uscio: quante volte vi è successo di vivere questa esperienza?

Italtherm Net APPSe si tratta poi di case di villeggiatura (o siete spesso lontani da casa) la situazione può essere addirittura peggiore: spesso rischiamo di arrivare a destinazione per poi verificare che la caldaia non funziona e magari dover attendere tante ore (al gelo) prima che intervenga il tecnico.

Oggi, anche per risolvere questi problemi, la tecnologia corre in nostro aiuto: grazie a Italtherm Net APP è possibile intervenire, da remoto, e, con un semplice click dallo smartphone, impostare la temperatura della nostra casa e dell’acqua sanitaria sulla base delle nostre necessità.

Direttamente dallo smartphone infatti Italtherm Net APP permette di impostare la temperatura dell’acqua ideale prima di fare il bagno o la doccia per un comfort personalizzato in base alle proprie esigenze.

Italtherm Net APP consente, inoltre, di verificare, in tempo reale, il corretto andamento dell’impianto e, qualora ci fossero dei malfunzionamenti, il sistema indicherà i codici di allarme che ci permetteranno di intervenire tempestivamente.

Le impostazioni possono essere effettuate anche per un limitato intervallo di tempo: alla scadenza del termine fissato tutto ritornerà come da pre-impostazione.

Per utilizzare l’App è necessario installare il kit Italtherm Net APP (cod. 401080018) in abbinamento al Comando remoto Italtherm con regolatore climatico (cod. 401080010)

Per saperne di più 👉 http://www.italtherm.it/net_app/

Climatizzatori: 3 diversi incentivi per l’acquisto e installazione

maggio 15, 2019

In Italia chi acquista e fa installare un condizionatore può fruire di tre diversi tipi di incentivi: quello legato alla ristrutturazione edilizia, quello relativo al risparmio energetico e quello inerente il conto termico. Qual è il più conveniente? A questa domanda non v’è una risposta univoca poiché è necessario effettuare, di volta in volta, una valutazione approfondita che tenga conto anche degli elementi caratterizzanti per ogni via di finanziamento. Sapere che è possibile godere di benefici fiscali e contributi potrà permettere di scegliere al meglio, ammodernando gli impianti di raffrescamento magari optando per un modello ancor più efficiente di quel che si era immaginato all’inizio.

Per capire le differenze abbiamo intervistato l’Ing. Giovanni Fontana di Italtherm.

Ing. Fontana, le agevolazioni per la ristrutturazione edilizia sono davvero utilizzabili anche per i climatizzatori?

Sì. La normativa che prevede incentivi fiscali a beneficio di chi effettua lavori di  ristrutturazione edile e non è limitata solo a chi sostituisce o installa i condizionatori, ma ha un perimetro di applicazione più ampio che si estende a diverse opere di ristrutturazione edilizia puntualmente indicate dal legislatore. Grazie ad esse è possibile usufruire di una detrazione del 50% in 10 anni con rate di pari importo. Per goderne quindi il beneficiario deve essere in possesso di un reddito che consenta di effettuare la detrazione.

E invece la normativa cosiddetta “ecobonus” specifica per interventi di risparmio energetico?

Innanzitutto, rispetto all’incentivo concesso con la voce “ristrutturazione” (50% della spesa), la detrazione ricollegabile al risparmio energetico ha un’aliquota più alta (65%). E’ però necessario sottolineare che, per godere di questa misura, è richiesto che l’impianto da installare sia una sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale già esistente (non una integrazione, né un impianto nuovo ove prima non era presente nulla) e soddisfi i parametri minimi contenuti nella specifica tabella di prestazione energetica. Se, tuttavia, viene installato un climatizzatore con rendimenti inferiori a quanto indicato, non rimane che chiedere il bonus del 50% per ristrutturazione edile.

Cosa mi conviene fare se non ho un reddito tale da consentirmi un effettivo risparmio fiscale con la detrazione (ad esempio se godo di un regime forfettario o semplicemente non ho reddito)?

Si potrebbe optare per la cessione del credito, ma, in tali casi e molto più semplicemente, si può valutare di richiedere i benefici previsti dal conto termico, che a sua volta però richiede la verifica di una serie di requisiti minimi.

Come opera il Conto Termico?

Il conto termico opera solo nel caso in cui il condizionatore che si vuole installare supera una soglia minima di prestazione di efficienza energetica prevista da una specifica tabella. La somma erogata inoltre varia in base alla zona climatica in cui viene installato. Da queste due variabili (tasso di prestazione e zona climatica) dipende la definizione del contributo che il GSE erogherà e che, in ogni caso, non potrà superare il 65% della spesa sostenuta.

In merito alla modalità dell’erogazione, non è prevista una detrazione fiscale, bensì l’erogazione diretta, tramite bonifico, di un contributo. Se il contributo è inferiore a 5000 euro viene versato in una unica soluzione, altrimenti in due rate annue.

Non è quindi necessario godere di alcun reddito dalla cui tassazione effettuare la detrazione. Un altro vantaggio è che i tempi, ad oggi, sono decisamente più brevi rispetto alla rateazione di 10 anni.

Quindi può convenire direttamente il conto termico?

Non si può predeterminare in assoluto, né generalizzare, se convenga questa o una delle altre misure. Come abbiamo visto vi sono dei vincoli di prestazione energetica e delle variabilità legate alle zone climatiche. Quindi il calcolo totale dell’incentivo previsto con il conto termico, potrebbe, ad esempio, evidenziare che il beneficio coprirà solo il 30% della spesa. In tal caso potrebbe anche convenire la ristrutturazione energetica o l’ecobonus, al cliente l’onere scegliere la soluzione ritenuta migliore. Al GSE, ovviamente, sarà necessario inviare anche le fatture d’acquisto del bene, proprio per verificare che l’incentivo erogato non superi il 65% della spesa totale, che poi è anche l’aliquota prevista dall’ecobonus. In ogni caso, quando si ha la possibilità di richiede più di una misura, è sempre colui che effettua l’investimento a decidere se optare per incassare subito il contributo calcolato mediante il conto termico o detrarre il 65% o il 50% in 10 anni.

Un’ultima domanda che riguarda tutte e tre le misure. Chi può beneficiare dell’agevolazione fiscale? Solo il proprietario?

No: la legge prevede che ne può beneficiare anche un soggetto diverso dal proprietario (es. il convivente, l’affittuario, il comodatario, le imprese ecc.).

Valori minimi di COP per pompe di calore elettriche (Conto Termico e 65%)

Valori minimi di EER per pompe di calore elettriche (Conto Termico e 65%)

 

I valori di cui sopra possono ridursi del 5% se l’apparecchio è dotato di motore inverter

Gas refrigeranti dei climatizzatori: le nuove normative (e tariffe) a difesa del clima

aprile 19, 2019

Condizionatori: meglio con gas refrigerante R410A o R32? In cosa si differenziano? Perché l’Europa incentiva il secondo tipo. Per capirne di più abbiamo intervistato l’Ing. Giovanni Fontana di Italtherm.

Si stanno scaldando i motori dei nostri condizionatori, l’estate è ormai alle porte quindi è ora di procedere alla loro manutenzione o al loro acquisto. Vi siete mai chiesti come fanno i condizionatori a tenerci freschi d’estate e, per quelli a pompa di calore, anche caldi d’inverno? Tutto questo è reso possibile grazie all’impiego di gas refrigeranti che presentano però una grande problematica: possono avere un impatto ambientale notevole! Nella lotta a ridurre i cambiamenti climatici l’Europa ha deciso di favorire quelli con l’impronta ecologica più ecofriendly. Attualmente in commercio sono diversi gas refrigeranti, ma due i gas più utilizzati per i condizionatori sono l’ R410A e R32. Per capire quale siano le differenze tra i due gas e quale sia la scelta migliore abbiamo posto delle domande ad un esperto, l’Ing. Giovanni Fontana di Italtherm.

Ing. Fontana innanzitutto, ci può spiegare cosa sono i Gas R410A e R32 e le differenze?

Entrambi sono dei gas refrigeranti che hanno in comune l’utilizzo che ne viene fatto nei condizionatori, la loro differenza sta innanzitutto in una diversa struttura molecolare. L’R410A è infatti una miscela di gas e uno dei due componenti è proprio l’R32, mentre quest’ultimo è invece un gas singolo. A livello di performance non vi è una grande differenza, ma ciò su cui mi interessa porre l’attenzione è la diversa incidenza di questi gas sull’effetto serra. Infatti, quello che oggi sta accadendo in Europa è che si sta cercando di ridurre l’impiego di gas refrigeranti che hanno un GWP (Global Warming Potential), l’equivalente dalla CO2 per l’effetto serra, elevato.

Come si misura il GWP, e qual è l’impatto sull’effetto serra di questi due gas?

Tutti i gas refrigeranti hanno come unità di misura di riferimento la CO2, il GWP non è altro che l’espressione di quante volte il gas refrigerante è più inquinante (in termini di effetto serra) rispetto a quest’ultima. L’R410A è 2088 volte più inquinante rispetto alla CO2. Per spiegarmi meglio, se rilascio un kg di R410A in atmosfera, rispetto all’effetto serra, avrò un identico risultato a quello che avrei ottenuto se avessi rilasciato 2088 Kg di CO2. Parliamo quindi di un impatto ambientale non trascurabile, ma è utile precisare che questo gas non è tossico.

Diversamente l’R32 ha un GWP di 675 quindi rispetto al primo è nettamente inferiore il potenziale di inquinamento ambientale. È per questo che oggi l’UE preferisce che venga utilizzata questa tipologia di gas refrigerante.

L’Ue come incentiva questo passaggio da un gas più inquinante ad uno meno inquinante?

Facendo pagare a chi importa o produce gas in UE una quota gas. Ogni tonnellata di CO2 equivalente ha un suo costo, un gas con un GWP alto ha un valore in termini di quote gas parecchio elevato, quindi economicamente tutti gli importatori e i fabbricanti cercano di trovare gas con GWP basso per non andare incontro a questo costo. Questa “quota gas” si ripercuote sul costo stesso al Kg dei due gas, che è notevolmente diverso: attorno a 60 euro al kg per R410A, 30 euro al KG per R32; questo è, all’incirca ad oggi, il prezzo dei due gas. Quindi oggi il passaggio all’R32 sta avvenendo prevalentemente per ragioni commerciali.

In caso di condizionatori già installati e in presenza di dispersione di gas quando si procede alla ricarica questi sono intercambiabili?

Normalmente non sono intercambiabili perché ci sono condizioni di lavoro diverse. Tutti i componenti di una unità esterna e anche in alcuni casi di unità interne sono stati pensati per un determinato tipo di gas, quindi non si può pensare di utilizzare indifferentemente l’uno o l’altro gas. Normalmente chi costruisce la macchina, individua con quale gas debba funzionare.

Un punto a favore dell’R410A?

Oggi l’unico punto di vantaggio dell’R410A è nella legislazione vigente nel nostro paese. In Italia i gas refrigeranti vengono divisi tra quelli che sono non sono infiammabili e tutto il resto. Mentre R410A è considerato non infiammabile la stessa cosa non avviene per R32, che in realtà è solo leggermente infiammabile. Fino a quando dal nostro legislatore non sarà presa in considerazione anche una terza categoria, quella “a bassa infiammabilità”, nei luoghi pubblici, come cinema, teatri, ospedali ecc. non possono essere installati impianti che utilizzino l’R32, mentre è consentito l’uso dell’R410A

Verso quale futuro stiamo andando?

Il mondo della climatizzazione per ora sta virando verso l’R32, ma non è escluso che in un futuro possa essere creato un gas refrigerante con un GWP ancora più basso.

Qual è stata la scelta di Italtherm per i suoi condizionatori?

Italtherm – che da sempre ha l’ecosostenibilità come principio fondante dell’azienda – oggi ha già migrato con tutti gli apparecchi verso l’R32, benché, lo ribadisco, R410A non sia vietato. Ormai bisogna guardare al futuro; è come se, permettetemi il paragone, dovendo cambiare macchina, oggi si pensasse ad un futuro di macchine diesel rispetto alle ibride.

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