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Superbonus 110%, Italtherm stila la guida completa per approfittare degli incentivi per l’efficientamento energetico degli edifici

agosto 1, 2020
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Con il Decreto Rilancio 2020 è arrivato finalmente il via libera ai benefici fiscali del Superbonus 110%, che va a potenziare le detrazioni, la cessione del credito e lo sconto in fattura per specifici interventi di riqualificazione energetica con lo scopo di incentivare la ripresa del settore edilizio.

Il Superbonus 110% prevede una detrazione fiscale del 110% – per spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 – che consente di fatto all’utente di beneficiare di un intervento gratuito con una ripartizione della detrazione in 5 rate annuali di pari importo per gli interventi effettuati in ambito di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione degli impianti fotovoltaici e di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici negli edifici.

A fare il punto sulla nuova manovra fiscale è Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento e raffrescamento, che ha stilato un vademecum per aiutare i consumatori ad orientarsi.

“Il Superbonus 110% è un’occasione davvero importante per tutto il settore edilizio e può essere grande volano di sviluppo per  migliorare l’efficienza energetica di tutto il Paese”, dichiara Pietro Giannotta, responsabile delle vendite di Italtherm. “L’Italia deve ripartire puntando alla sostenibilità e supportando le aziende del proprio territorio. Italtherm è pronta a dare il proprio contributo grazie alla nuova gamma di caldaie di alta potenza per edifici con l’inserimento delle centrali termiche a basamento, che vanno ad affiancarsi a quelle murali e da esterno con armadio tecnico di contenimento: prodotti di ultima generazione in termini di efficienza e modulazione, perfette per la riqualificazione energetica degli stabili”.

I requisiti per il nuovo Superbonus 110%

Il Superbonus 110% relativo al Risparmio energetico permette di migliorare sensibilmente l’efficienza energetica degli stabili da ogni punto di vista (isolamento, riscaldamento, approvvigionamento di energia ecc.)  ma a monte devono essere previsti degli interventi cosiddetti “trainanti” in grado di assicurare nel loro complesso, anche congiuntamente all’installazione di impianti fotovoltaici o con il contributo degli interventi non trainanti, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o delle unità immobiliari o, dove non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

Chi può beneficiare del Superbonus 110%

A poter beneficiare del Superbonus 110% sono: persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni; Condomìni (in questo caso le unità immobiliari possono essere destinate anche ad uffici e negozi e i beneficiari possono risultare, indirettamente, anche imprese o professionisti); Istituti autonomi case popolari (IACP) per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica; Cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci; Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), dalle organizzazioni di volontariato e dalle associazioni di promozione sociale; Associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.
Sono invece esclusi dalla fruizione le abitazioni di tipo signorile, le abitazioni in ville, castelli, palazzi di eminenti pregi storici e artistici.

Quali sono gli interventi per cui si può richiedere il Superbonus 110%

Intervento trainante 1 (Risparmio Energetico): Isolamento termico

Tipo di intervento: Isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda.

Chi riguarda: Edifici o unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno (condomini o villette a schiera).

Tetti di spesa: La detrazione è calcolata sull’ammontare complessivo delle spese non superiori a: 50.000 € per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno; 40.000 € x n° delle unità immobiliari che compongono l’edificio (per gli edifici da 2-8 unità immobiliari); 30.000 € x n° delle unità immobiliari che compongono l’edificio (per gli edifici > 8 unità immobiliari)

I materiali isolanti utilizzati nell’intervento devono rispettare i criteri ambientali di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017.

Intervento trainante 2 (Risparmio Energetico): Sostituzione di impianti di riscaldamento centralizzati

Tipo di intervento: Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, compresi gli impianti ibridi o geotermici, con impianti di microcogenerazione o a collettori solari.

Chi riguarda: Edifici condominiali

Tetti di spesa: La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non oltre: 20.000 € x n° delle unità immobiliari che compongono l’edificio (per gli edifici fino a 8 unità immobiliari); 15.000 € x n° delle unità immobiliari che compongono l’edificio (per gli edifici > 8 unità immobiliari).

La detrazione è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Intervento trainante 3 (Risparmio Energetico): Sostituzione di impianti di riscaldamento unifamiliari

Tipo di intervento: Interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore compresi gli impianti ibridi o geotermici, con impianti di microcogenerazione o a collettori solari.

Chi riguarda: Edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno  (villette e villette a schiera) per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento).

Tetti di spesa: La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 € per al massimo 2 unità immobiliari.

La detrazione è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Gli interventi non trainanti

Il Superbonus 110% – ricorda Italtherm – si applica anche ad altri interventi di efficienza energetica (di cui all’articolo 14 del D.L. n. 63/2013) se svolti congiuntamente ad uno degli interventi trainanti (interventi 1, 2 e 3) e nei relativi limiti di spesa previsti. Si tratta in questo caso di: sostituzione di infissi, schermature solari, sistemi di termoregolazione evoluti; installazione di micro-cogeneratori in sostituzioni di impianti esistenti con un risparmio di energia primaria; installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.
Tra gli interventi non trainanti figurano anche le installazioni di impianti solari fotovoltaici, agevolate al 110% in presenza di almeno un intervento relativo al “Risparmio Energetico” o al “SismaBonus”. La detrazione è inoltre subordinata alla cessione dell’energia in esubero a favore del GSE.
Questi interventi non trainanti mantengono i tempi di detrazione della norma originaria, ovvero 10 anni. Nel caso in cui gli interventi trainanti non possano essere eseguiti perché vietati dai vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio o dai regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali, la detrazione del 110% si applica a tutti gli interventi di efficienza energetica trainati, anche se non eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti.

Come usufruire del Superbonus 110%

Il Superbonus 110% può essere utilizzato come detrazione pari al 110% recuperabile in 5 anni. In alternativa può essere trasformato in uno sconto sul corrispettivo dovuto fino all’importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento.

Il fornitore potrà poi recuperarlo come credito d’imposta oppure cederlo ad altri, incluse banche o operatori finanziari. Il destinatario del credito d’imposta lo potrà ricevere in 5 anni oppure in 10 anni come previsto dalla legge precedente.

Quali certificazioni sono necessarie per il Superbonus 110%

Per poter optare per lo sconto in fattura e cessione del credito per interventi con detrazione Superbonus 110%, Italtherm ricorda che sarà necessario il Visto di conformità di un soggetto abilitato alla trasmissione delle dichiarazioni (commercialista, consulente del lavoro, perito, direttore di CAF) che attesti la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta. I dati relativi dovranno essere trasmessi in via telematica all’Enea. A questo si aggiunge l’asseverazione degli interventi rilasciata da un tecnico abilitato che attesti il rispetto dei requisiti tecnici minimi, previsti dai decreti in materia e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia dell’asseverazione dovrà essere trasmessa in via telematica all’Enea

Ulteriori spese  spese detraibili

Anche le prestazioni professionali necessarie alla realizzazione degli interventi sono detraibili: tra queste la redazione, le asseverazioni e l’attestato di prestazione energetica, ove richiesto, nonché le spese sostenute sostenute per il rilascio delle attestazioni, delle asseverazioni e del visto di conformità.

[COMUNICATO STAMPA ITALTHERM]

Abbiamo inoltre creato una sezione del nostro sito dedicata al Superbonus 110%: https://www.italtherm.it/superbonus110

Climatizzatore: i trucchi per scegliere quello giusto e saperlo usare al meglio (tagliando la bolletta)

luglio 1, 2020
come usare correttamente climatizzatore

Con le prime giornate di caldo estivo le nostre case diventano delle oasi di frescura nelle quali trovare riparo. Per molti di noi, con la diffusione capillare dello smartworking, le pareti domestiche si sono trasformate anche in luoghi di lavoro e, quindi, con la nostra maggiore presenza, i consumi sono sensibilmente aumentati. Come fare a conciliare benessere “climatico” con sostenibilità ecologica (e anche economica)?

Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento e raffrescamento da sempre attenta all’ecosostenibilità, può vantare una pluriennale esperienza di efficienza e risparmio nelle soluzioni di climatizzazione e offre semplici ma efficaci consigli per utilizzare al meglio i vostri climatizzatori.

Partire con il piede giusto: la scelta del climatizzatore

Avete già un climatizzatore? Siete sicuri che sia ancora efficiente? Un impianto datato rappresenta un problema per l’ambiente ma anche per il vostro budget familiare e quindi valutate se non sia opportuno cambiarlo.

Approfittate degli incentivi: se effettuerete lavori di ristrutturazione edilizia, acquistando un nuovo condizionatore, potrete usufruire di una detrazione IRPEF del 50% della cifra investita dilazionata in 10 anni. Addirittura, qualora l’impianto da installare vada a sostituirne uno già esistente e soddisfi i parametri minimi di prestazione energetica, potrete godere dell’ecobonus del 65%. Se siete interessati a recuperare immediatamente le spese potrete optare per il “conto termico” (sempre che il condizionatore da installare – come quelli del catalogo Italtherm – soddisfi determinate prestazioni di efficienza energetica): il GSE corrisponderà il quantum in un’unica soluzione qualora l’importo – variabile a seconda della zona climatica in cui viene installato il condizionatore – non sia superiore a 5.000 euro. Con il Decreto Rilancio del 2020, chi effettuerà l’isolamento termico dell’edificio, la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente con un impianto centralizzato oppure con un impianto di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria in pompa di calore, potrà godere del super bonus del 110%.

Individuato l’incentivo da richiedere dobbiamo scegliere il condizionatore da installare. Innanzitutto dovrà essere “parametrato” alle caratteristiche dell’immobile: evitate impianti troppo potenti rispetto alle vostre effettive esigenze. Optate poi per apparecchi di classe energetica A++ o superiore e otterrete un sensibile risparmio dei consumi considerato che, passando da una classe e l’altra, la variazione può arrivare al 30%. Fate poi attenzione al gas refrigerante presente nel climatizzatore: se un kg di R410A ha infatti un GWP (Global Warming Potential) di 2088 –  e quindi, rispetto all’effetto serra, avrebbe un risultato identico a quello ottenuto rilasciando 2088 Kg di CO2 – l’R32 ha un GWP di 675.

Per ottenere, in casa, aria salubre scegliete condizionatori con i filtri agli ioni d’argento – presenti in tutti i climatizzatori della gamma Italtherm – che elimineranno batteri ed eviteranno la proliferazione di virus, funghi e spore.

Attenzione a dove installate il climatizzatore

Scegliete in maniera ponderata il luogo in cui andranno installati i climatizzatori: innanzitutto vanno messi in alto e in luoghi che non siano coperti da mobili o tende.  Evitate di installare gli split nei corridoi perché, al contrario di ciò che molti pensano, non servirebbe a diffondere l’aria fredda in tutte le stanze.

Fate poi attenzione ai tubi del circuito refrigerante posti all’esterno dell’abitazione: dovranno essere ben coibentati altrimenti, se esposti direttamente ai raggi solari, potrebbero danneggiarsi.

Fare la manutenzione degli apparecchi

Per avere un condizionatore che lavori in modo efficiente è necessaria una regolare ed efficace manutenzione che inizia con il controllo e la pulizia dei filtri d’aria: muffe e batteri si annidano nei filtri che vanno puliti all’avvio stagionale del climatizzatore e, successivamente, con cadenza bimensile. Per saperne di più vi invitiamo a consultare il nostro approfondimento dedicato https://italtherm.blog/2020/06/17/manutenzione-e-sanificazione-dei-climatizzatori-come-procedere/

Non trasformate l’estate in inverno

Troppo spesso trasformiamo le nostre case in vere e proprie celle frigorifere: ricordiamoci, però, che più si abbassa la temperatura più si impennano i consumi (e quindi i costi). Anche per evitare di buscarsi un brutto raffreddore, la temperatura interna deve essere inferiore al massimo di 5-6 gradi rispetto all’ambiente esterno. Nella maggior parte dei casi, per ridurre i consumi basterà attivare la funzione di deumidificazione che consentirà di azzerare il calore percepito.  Ricordate sempre che il climatizzatore più efficiente è quello che rimane spento: avete provato ad abbassare le tapparelle delle stanze che non occupate o nelle ore più calde magari calando anche le tende esterne? Farete scendere drasticamente la temperatura interna con un pieno risparmio.

Per saperne di più su Italtherm e i nostri climatizzatori visitate https://www.italtherm.it/

Condizionatori, salute e risparmio energetico: come prepararsi ad un’estate più casalinga e più green

giugno 24, 2020
climatizzatori condizionatori italtherm estate
L’estate è arrivata e l’emergenza sanitaria ha cambiato le nostre abitudini e continuerà a farlo anche nei prossimi mesi, quando in molti trascorreranno i mesi più caldi in città, in casa e in smart working. Per creare un ambiente casalingo confortevole nel quale rifugiarsi dalle alte temperature, ma allo stesso tempo rispettare il pianeta, è importante utilizzare con intelligenza i climatizzatori, così da evitare anche brutte sorprese in bolletta.

A suggerire le regole per tenere la propria abitazione al fresco in maniera green e senza spendere un patrimonio è Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento e raffrescamento da sempre attenta all’ecosostenibilità, che ricorda come la regolare manutenzione e la scelta di apparecchi di ultima generazione garantisca maggior sicurezza e un maggior rispetto per l’ambiente

Fare la manutenzione degli apparecchi 

La prima regola per avere un condizionatore efficiente e zero sorprese in bolletta è la manutenzione e, in particolare, quella dei filtri dell’aria, che devono essere controllati e puliti prima dell’accensione stagionale e, in media, una volta ogni due settimane. Nei filtri, infatti, si accumulano facilmente muffe e batteri e quando si deteriorano devono essere immediatamente sostituiti.

Scegliere condizionatori con filtri antibatterici

Oltre al controllo e alla manutenzione, un altro aspetto fondamentale è quello dell’igienizzazione dell’apparecchio. L’accurata pulizia e sanificazione dei filtri avviene tramite l’impiego di specifici detergenti  e spray igienizzanti creati appositamente per i climatizzatori. Non solo: altri ottimi alleati per avere aria salubre in casa sono i condizionatori con i filtri agli ioni d’argento, che, oltre ad uccidere i batteri nell’aria, evitano la proliferazione di virus, funghi e spore, distruggendo le loro configurazioni interne e assorbendo gli elementi cellulari in grado di trattenere gli allergeni. Italtherm ha reso disponibile questa tecnologia per tutta la sua gamma di condizionatori.

Non raffreddare troppo l’ambiente

Più la temperatura si alza, più quella dell’aria emessa dai condizionatori si abbassa, generando consumi energetici enormi. In realtà, per un uso corretto, gli apparecchi dovrebbero sempre essere impostati intorno ai 5-6 gradi in meno rispetto all’ambiente esterno. Spesso il problema principale è legato all’umidità, che fa percepire temperature più elevate, ed è per questo che molte volte è meglio optare per la funzione di deumidificazione, decisamente meno energivora. Inoltre, è bene chiudere porte e finestre: far entrare aria calda in casa vanificherà l’accensione del climatizzatore; nelle ore più calde della giornata o in quelle di maggior esposizione al sole dell’abitazione infine è opportuno abbassare le tapparelle, per evitare un eccessivo riscaldamento.

Fare attenzione a dove si posiziona il climatizzatore

Per avere frescura distribuita in tutta l’abitazione è consigliabile installare più dispositivi dislocati in maniera intelligente, così da evitare di tenere accesi quelli in zone della casa non frequentate. Nel caso si dovesse scegliere un solo punto, invece, è sempre meglio optare per i piani più alti, perché l’aria fredda tende a scendere. Infine, è fondamentale installare l’apparecchio in un punto in cui  l’aria non trovi ostacoli: meglio evitare quindi di posizionarlo dietro tende o divani. 

Scegliere climatizzatori amici dell’ambiente

Dispositivi troppo vecchi rappresentano un problema sia per l’ambiente che per le tasche. Quando si è in procinto di sostituire il condizionatore o di installarne uno nuovo, è importante prima di tutto orientarsi su apparecchi di classe energetica A++ o superiore, capaci di assicurare una fortissima riduzione dei consumi energetici: tra una classe e l’altra i consumi possono variare fino al 30%.
In più, Italtherm suggerisce di fare attenzione al gas refrigerante utilizzato nei dispositivi. Al momento della scelta è preferibile optare per un apparecchio che utilizza gas refrigeranti R32, invece che R410A: un kg di R410A ha infatti un GWP (Global Warming Potential) di 2088, ossia, rispetto all’effetto serra, si avrà un risultato identico a quello che si otterrebbe rilasciando 2088 Kg di CO2; diversamente, l’R32 ha un GWP di 675, quindi rispetto al primo ha un impatto ambientale nettamente inferiore. 

Scegliere l’incentivo giusto

In Italia chi acquista e fa installare un condizionatore può fruire di diversi tipi di incentivi.
Il primo tipo di agevolazione rientra nella normativa che prevede incentivi fiscali a beneficio di chi effettua lavori di ristrutturazione edilizia: acquistare un nuovo condizionatore mentre si ristruttura casa consente di usufruire di una detrazione IRPEF del 50% della cifra investita dilazionata in 10 anni.  
C’è poi l’ecobonus: la detrazione ricollegabile agli interventi relativi al risparmio energetico ha un’aliquota del 65%, nel caso in cui l’impianto da installare sia una sostituzione di un impianto di climatizzazione già esistente e soddisfi i parametri minimi di prestazione energetica. 
Per avere un rientro immediato delle spese c’è anche il “conto termico”, che opera solo nel caso in cui il condizionatore che si vuole installare soddisfi determinate prestazioni di efficienza energetica, come i climatizzatori della gamma Italtherm .  Gli incentivi in questo caso vengono corrisposti dal GSE in un’unica soluzione qualora l’importo ,che varia anche in base alla zona climatica in cui viene installato il condizionatore, non superi i 5.000 euro. Infine, novità del Decreto Rilancio del 2020, è il cosiddetto super bonus 110%. Tale incentivo permetterà di recuperare in detrazione la spesa sostenuta per i climatizzatori qualora questi interventi vengano accoppiati ad almeno uno degli interventi “trainanti” previsti dal decreto stesso. Per interventi “trainanti” si intendono: opere edili che prevedono l’isolamento termico dell’edificio, la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente con un impianto centralizzato oppure con un impianto di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria in pompa di calore.  

filtri climatizzatori italtherm

Speciale Smart Working 4: come risparmiare sui consumi

giugno 21, 2020
consigli smart working 4 netflix divano televisione

Nonostante sia in corso la Fase 3, sembra che molti continueranno a lavorare in smart working o a passare qualche serata in più del solito in casa, magari a vedere un film. In tal caso vi proponiamo qualche consiglio fatto apposta per voi.

Arieggiare casa solo per pochi minuti

Soprattutto quando si lavora da casa, arieggiare le stanze è un ottimo modo per riequilibrare i livelli di ossigeno e anidride carbonica e per ritrovare concentrazione ed energia. Attenzione però: per farlo bastano solo pochi minuti per stanza. Tenere per troppo tempo le finestre spalancate non è solo inutile, ma fa anche impennare i consumi e crea inutili dispersioni di calore, soprattutto quando l’impianto di riscaldamento è acceso.

Evitare di lasciare il televisore in standby

In caso di pause di poche minuti, lo standby è la soluzione più pratica, ma se il televisore rimane inutilizzato è sempre meglio spegnerlo per evitare di consumare inutilmente energia. Soprattutto, è bene eliminare eventuali screensaver, che un tempo servivano a evitare di bruciare i fosfori dei pixel dello schermo, ma oggi hanno solo una funzione decorativa e consumano più elettricità di quella che il televisore utilizzerebbe in totale standby.

Utilizzare la domotica

Domotica e programmazione sono due valide alleate quando si parla di riduzione dei consumi casalinghi, perché grazie al controllo remoto e ai timer è possibile gestire gli impianti domestici in modo da utilizzare al meglio l’energia e solo quando è davvero necessario. Un esempio è l’Italtherm NetAPP, che consente all’utente di gestire dal proprio smartphone l’impianto di riscaldamento, controllando e modificando la temperatura della casa, in modo da garantire la massima efficienza ed evitando gli sprechi di energia. Inoltre, consente di controllare anche le impostazioni dell’acqua calda sanitaria, contribuendo a fornire comfort e risparmio energetico.

Accendere la luce solo quando è necessario

In qualsiasi contesto è fondamentale accendere la luce solo quando necessario, facendo attenzione a non dimenticare la lampadina accesa quando si esce da una stanza. Per risparmiare ulteriormente, poi, è bene usare lampadine LED, che registrano un consumo fino al 50% in meno rispetto a quelle incandescenza, oppure sfruttare la luce naturale aprendo le tende per far passare la luce del sole, soprattutto durante la bella stagione, quando le giornate si allungano.

Per l’elenco completo dei consigli di Italtherm trovate l’articolo qui:
https://italtherm.blog/2020/03/13/come-ridurre-i-consumi-mentre-si-e-a-casa-i-consigli-di-italtherm/

Manutenzione e sanificazione dei climatizzatori: come procedere?

giugno 17, 2020

La manutenzione e la sanificazione dei climatizzatori sono operazioni necessarie per assicurare, da un lato, che l’apparecchio mantenga, nel tempo, elevati standard di efficienza e, dall’altro, per evitare che, a causa del depositarsi di polveri e batteri nella sua componentistica, venga introdotta aria insalubre nei locali.

Come procedere in modo corretto? Vi sono degli obblighi di legge? Chi è autorizzato a compiere queste attività?

Per fare chiarezza su questi molteplici aspetti abbiamo posto alcune domande all’Ing. Giovanni Fontana di Italtherm.

filtri climatizzatori italthermIng. Fontana, come prima cosa, in tema di manutenzione dei climatizzatori vi sono degli obblighi prescritti dalla legge?

Tendenzialmente la risposta è negativa: ad oggi, la verifica dell’efficienza energetica dell’apparecchio è prescritta dalla legge solo per impianti con potenza utile nominale estiva maggiore o uguale a 12 kW, limite che, normalmente, negli impianti domestici non è mai raggiunto.

Questo significa che solitamente si procede alla manutenzione dei climatizzatori perché si vuole mantenerli in ottimo stato, per evitare eventuali guasti e per garantire che gli stessi non producano effetti indesiderati come cattivi odori o allergie a causa della presenza, al loro interno, di polveri e batteri.

Da dove partire per procedere ad una corretta manutenzione?

Come prima cosa si deve procedere al controllo dell’efficienza della batteria di scambio termico, la cui funzione è quella, appunto, di trasferire calore dall’interno all’esterno dell’abitazione o viceversa (nel qual caso è in modalità “pompa di calore” e quindi in funzione invernale).

Le lamelle di cui si compone devono essere, infatti, libere da ostruzioni, altrimenti l’apparecchio non solo non sarebbe in grado di raffrescare (o riscaldare) gli ambienti come richiesto, ma l’aria che verrebbe fatta circolare nella casa potrebbe essere contaminata da polveri, muffe e batteri.

Procedere quindi alla sua pulizia e sanificazione (che può essere effettuata utilizzando prodotti specifici) migliora lo scambio d’aria tra interno ed esterno e consente al climatizzatore di operare al massimo della sua efficienza (ottenendo un risparmio sulla bolletta energetica) e di purificare l’aria di casa.

Non dimentichiamoci, inoltre, che anche l’unità esterna necessita di manutenzione: si tratta di operazioni analoghe a quelle dell’unità interna, volte a rimuovere la presenza di polvere e di eventuali ostruzioni (come ad esempio presenza di foglie) in modo tale da assicurare un corretto funzionamento dell’apparecchio.

Chi può compiere queste attività?

Si tratta di operazioni che possono essere realizzate direttamente da chi utilizza il climatizzatore. In generale possiamo dire che sul libretto di manutenzione sono indicate tutte quelle operazioni che l’utilizzatore, con le opportune accortezze, può effettuare in autonomia. Questo naturalmente non impedisce che lo stesso si possa avvalere di tecnici specializzati che potranno eseguire un controllo e una pulizia più accurata dell’impianto.

È invece obbligatorio rivolgersi a tecnici autorizzati quando si deve intervenire sulla carica refrigerante.

Controllo dei gas refrigeranti: chi può effettuarlo e quali sono le conseguenze in caso di perdite?

Innanzitutto, dobbiamo sottolineare che, per effettuare una corretta manutenzione, non si può prescindere da una verifica di eventuali perdite del gas refrigerante.

Si tratta di controlli che, benché non prescritti dalla legge, almeno per le dimensioni medie dei climatizzatori domestici, sono importanti visto che queste perdite non solo determinano un mal funzionamento dell’apparecchio – con aumento anche dei consumi energetici – ma causano importanti danni ambientali, dato che gli F-Gas sono potenti gas ad effetto serra.

Questo controllo può essere, però, effettuato solo da un’azienda certificata e da personale in possesso del patentino che li autorizza ad operare con questi gas.

Per quanto riguarda invece la pulizia dei filtri?

I filtri presenti nell’unità interna del condizionatore hanno il compito di filtrare tutte le impurità e le piccole particelle in sospensione presenti nell’aria circolante nell’unità interna del condizionatore. Senza una adeguata e periodica manutenzione si rischia che gli stessi non riescano più a svolgere questa funzione con la conseguenza che, invece di trattenere le particelle, le stesse vengano immesse nell’abitazione.

La loro pulizia deve essere quindi effettuata in modo accurato e con una frequenza che cambia in base all’utilizzo dell’apparecchio. Un controllo visivo degli stessi è sicuramente utile per capire il momento in cui è necessario intervenire.

Si tratta, comunque, di un’operazione che può essere effettuata direttamente dall’utilizzatore dell’apparecchio consultando il libretto di manutenzione che spiega come rimuovere correttamente questi componenti. Una volta rimossi, sarà sufficiente lavarli accuratamente sotto l’acqua corrente oppure, in alternativa, sarà possibile utilizzare dei prodotti specifici.

Un’ultima domanda al Dott. Andrea Cristini, responsabile marketing di Italtherm. Per concludere, ci potrebbe parlare dell’ultima novità di Italtherm in materia di filtri per i condizionatori: il filtro purificatore antibatterico agli ioni d’argento?

Oggi sempre più persone ci chiedono come garantire aria più “pulita” all’interno delle nostre abitazioni.

Per rispondere a questa esigenza Italtherm ha sviluppato dei nuovi filtri agli ioni d’argento che si vanno ad aggiungere al filtro catalizzatore a freddo di cui sono già dotati i nostri climatizzatori e che hanno appunto la funzione di garantire una migliore qualità dell’aria nei locali dove l’apparecchio è posto.

Questo è possibile grazie al fatto che le nano particelle d’argento applicate al filtro rilasciano ripetutamente ioni che, catturando e favorendo la decomposizione delle sostanze allergeniche, quali virus, funghi e spore, sterilizzano efficacemente l’aria. L’argento infatti è per sua natura un prodotto antimicrobico e completamente atossico che viene utilizzato, soprattutto in ambiente sanitario, per impedire lo sviluppo di batteri.

Noi abbiamo quindi impiegato queste sue proprietà per garantire ai nostri clienti un ambiente più sano attraverso la cattura delle particelle potenzialmente dannose.

Fase 2, Italtherm lancia la campagna #IoComproItaliano e invita i consumatori a scegliere Made in Italy [Comunicato Stampa]

maggio 15, 2020
iocomproitaliano italtherm

Scegliere prodotti Made in Italy per aiutare le aziende del territorio a ripartire. È questo l’appello lanciato da Italtherm, storica azienda di Piacenza specializzata nella produzione di sistemi di riscaldamento e climatizzazione, che lancia sui principali canali social la campagna “Io Compro Italiano“.

Con questa iniziativa, l’azienda intende sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della scelta di prodotti e servizi realizzati sul territorio italiano ed invita tutti i propri installatori e i cittadini a condividere sui social una fotografia realizzata insieme ad un prodotto Made In Italy accompagnata dall’hashtag #IoComproItaliano.

L’emergenza sanitaria che sta colpendo il Paese rischia infatti di mettere in ginocchio l’economia italiana, con conseguenze ancora non del tutto prevedibili. Il centro studi di Confindustria* stima una caduta del PIL dei primi due trimestri del -15% circa. Ipotizzando un superamento della fase acuta dell’emergenza sanitaria a fine maggio si stima un -8% per il 2020. La produzione industriale si è già ridotta del 16,6% in marzo su febbraio e il settore delle vendite delle caldaie murali ha subito un calo del 34% a marzo e del 70% ad aprile.

Che il 2020 si profili come un anno difficile non è certo un segreto,  ma sarà possibile ripartire non solo con il duro lavoro delle aziende e delle industrie ma soprattutto con il contributo e le scelte di tutti i consumatori: è questo il messaggio che vogliamo comunicare con la nostra campagna #IoComproItaliano”, dichiara Paolo Mazzoni, presidente di Italtherm. “Con la ripartenza sarà fondamentale la scelta da parte dei consumatori di prodotti e realtà del nostro territorio. Dal turismo, al settore alimentare e artigianale, fino ai settori manifatturieri più tecnici come quello dei sistemi di riscaldamento: favorire il Made in Italy sarà il modo più immediato per aiutare il Paese a ripartire, contribuendo a valorizzare i sacrifici fatti dalle tante aziende rimaste chiuse durante il lockdown”.

Risorgere è possibile e la storia di Italtherm ne è un esempio. Italtherm è rinata dalle ceneri di un’azienda piacentina con sede a Pontenure, co-fondata da Paolo Mazzoni nel 1970 e rilevata da una multinazionale tedesca nel 2007 per essere trasformata in un player internazionale. La crisi tuttavia ridimensionò i piani dei tedeschi che decisero di delocalizzare la produzione in altri paesi e di chiudere lo stabilimento piacentino.

Dopo la chiusura ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo avviato un nuovo progetto, coinvolgendo il personale rimasto disoccupato e riaprendo lo storico stabilimento di Pontenure (PC). Grazie all’esperienza più che trentennale, abbiamo messo a punto prodotti innovativi e dato vita ad una nuova azienda di successo. Ci piace quindi pensare a noi come ad una araba fenice, capace di risorgere anche tra mille difficoltà e così sarà anche dopo questa emergenza” prosegue Mazzoni.

* https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/congiuntura-e-previsioni/tutti/dettaglio/indagine-rapida-produzione-industriale-Italia-marzo-2020

presskit: https://www.dropbox.com/sh/fn8fy6qq4min26g/AAAJMI84CAzJ8QSEWxWkKjs0a?dl=0

Speciale Smart Working 3: come ridurre i consumi

aprile 29, 2020

Sembra che l’attuale emergenza sanitaria ci farà passare ancora del tempo nelle nostre case a lavorare in smart-working. Approfittiamo quindi per condividere i consigli Italtherm che vi permetteranno di ridurre i consumi nelle vostre abitazioni:

Evitare di lasciare il computer in standby

Mentre si lavora da casa, in caso di pause di poche minuti, lo standby è la soluzione più pratica, ma se il computer rimane inutilizzato per un’ora o più è sempre meglio spegnerlo e staccare la spina per evitare di consumare inutilmente energia. Soprattutto, è bene eliminare gli screensaver, che un tempo servivano a evitare di bruciare i fosfori dei pixel dello schermo, ma oggi hanno solo una funzione decorativa e consumano più elettricità di quella che il computer utilizzerebbe in totale standby.

Impostare al massimo i criteri di risparmio energetico dei computer

I moderni computer permettono di impostare manualmente i criteri di risparmio energetico in modo da consumare una minor quantità di energia. Per esempio, è possibile mettere in stop i dischi rigidi quando inutilizzati, spegnere lo schermo dopo alcuni minuti di inutilizzo o  regolare la luminosità dello schermo a seconda di quella dell’ambiente nel quale si lavora. Specialmente nei portatili, questi piccoli accorgimenti permettono di risparmiare moltissima elettricità.

Riscaldare una stanza alla volta

Nella maggior parte dei casi, quando si accende il riscaldamento, gli impianti iniziano a erogare calore in tutti gli ambienti della casa, ma questo non è sempre necessario. Per risparmiare energia, infatti, si può decidere di tenere i termosifoni spenti nelle stanze che non si frequentano per gran parte del giorno e limitarsi ad alzare la temperatura nella stanza che si utilizza come sede dello smart working. In questo caso è importante tenere la porta chiusa, in modo da evitare inutili dispersioni di calore.

Per l’elenco completo dei consigli di Italtherm trovate l’articolo qui:
https://italtherm.blog/2020/03/13/come-ridurre-i-consumi-mentre-si-e-a-casa-i-consigli-di-italtherm/

Speciale Smart Working 2: come rispettare l’ambiente

aprile 7, 2020
Italtherm consigli smartworking mamme e bambini

Visto che l’attuale emergenza sanitaria ci farà passare molto tempo nelle nostre case, approfittiamo di questo periodo per insegnare anche ai nostri bambini il rispetto per l’ambiente. Per questo vi proponiamo di seguito i consigli di Italtherm, alcuni dei quali adatti ad esser spiegati e messi in atto anche dai più piccoli:

Accendere la luce solo quando è necessario

In qualsiasi contesto è fondamentale accendere la luce solo quando necessario, facendo attenzione a non dimenticare la lampadina accesa quando si esce da una stanza. Per risparmiare ulteriormente, poi, è bene usare lampadine LED, che registrano un consumo fino al 50% in meno rispetto a quelle incandescenza, oppure sfruttare la luce naturale aprendo le tende per far passare la luce del sole, soprattutto durante la bella stagione, quando le giornate si allungano.

Fare docce brevi

Accorciare i tempi della doccia permette di ridurre i consumi due volte, rispettando sia l’ambiente che il proprio portafoglio. Anzitutto, indipendentemente dalla temperatura scelta, fare docce più corte permette di utilizzare meno acqua, un bene sempre più prezioso, in secondo luogo di consumare meno gas, che serve per mantenere accesa la caldaia durante l’erogazione dell’acqua calda.

Scegliere la caldaia giusta

L’efficienza energetica di una casa passa anche dal modo in cui viene riscaldata: scegliere una caldaia efficiente è importante sia per l’ambiente che per l’incidenza diretta sui costi in bolletta. Meglio quindi  orientarsi, ad esempio, sulle caldaie a condensazione, che garantiscono un alto rendimento energetico e termico e recuperano il calore dei fumi prodotti dalla combustione che nelle normali caldaie viene invece disperso. Tra queste la City Top di Italtherm è attualmente la caldaia più efficiente sul mercato, grazie alla modulazione superiore a 1:20 che permette di ridurre drasticamente il numero accensioni e spegnimenti e di conseguenza  i consumi di gas e di emissioni inquinanti.

Per l’elenco completo dei consigli di Italtherm trovate l’articolo qui:
https://italtherm.blog/2020/03/13/come-ridurre-i-consumi-mentre-si-e-a-casa-i-consigli-di-italtherm/

Speciale Smart Working 1: come risparmiare energia

aprile 2, 2020

Come ben sappiamo, l’attuale emergenza sanitaria ci farà passare molto tempo nelle nostre case. Scopri i consigli di Italtherm che attraverso piccole accortezze vi permetteranno di:

  • Ridurre i consumi.
  • Rispettare l’ambiente
  • Risparmiare denaro

Di seguito alcuni esempi:

Evitare di lasciare il computer in standby

Mentre si lavora da casa, in caso di pause di poche minuti, lo standby è la soluzione più pratica, ma se il computer rimane inutilizzato per un’ora o più è sempre meglio spegnerlo e staccare la spina per evitare di consumare inutilmente energia. Soprattutto, è bene eliminare gli screensaver, che un tempo servivano a evitare di bruciare i fosfori dei pixel dello schermo, ma oggi hanno solo una funzione decorativa e consumano più elettricità di quella che il computer utilizzerebbe in totale standby.

Impostare al massimo i criteri di risparmio energetico dei computer

I moderni computer permettono di impostare manualmente i criteri di risparmio energetico in modo da consumare una minor quantità di energia. Per esempio, è possibile mettere in stop i dischi rigidi quando inutilizzati, spegnere lo schermo dopo alcuni minuti di inutilizzo o  regolare la luminosità dello schermo a seconda di quella dell’ambiente nel quale si lavora. Specialmente nei portatili, questi piccoli accorgimenti permettono di risparmiare moltissima elettricità.

Utilizzare la domotica

Domotica e programmazione sono due valide alleate quando si parla di riduzione dei consumi casalinghi, perché grazie al controllo remoto e ai timer è possibile gestire gli impianti domestici in modo da utilizzare al meglio l’energia e solo quando è davvero necessario. Un esempio è l’Italtherm NetAPP, che consente all’utente di gestire dal proprio smartphone l’impianto di riscaldamento, controllando e modificando la temperatura della casa, in modo da garantire la massima efficienza ed evitando gli sprechi di energia. Inoltre, consente di controllare anche le impostazioni dell’acqua calda sanitaria, contribuendo a fornire comfort e risparmio energetico.

Arieggiare casa solo per pochi minuti

Soprattutto quando si lavora da casa, arieggiare le stanze è un ottimo modo per riequilibrare i livelli di ossigeno e anidride carbonica e per ritrovare concentrazione ed energia. Attenzione però: per farlo bastano solo pochi minuti per stanza. Tenere per troppo tempo le finestre spalancate non è solo inutile, ma fa anche impennare i consumi e crea inutili dispersioni di calore, soprattutto quando l’impianto di riscaldamento è acceso.

Per l’elenco completo con i consigli trovate l’articolo qui:
https://italtherm.blog/2020/03/13/come-ridurre-i-consumi-mentre-si-e-a-casa-i-consigli-di-italtherm/

Caldaie, come procedere ad una corretta manutenzione?

marzo 31, 2020
smart home caldaie temperatura italtherm

Le caldaie devono essere sottoposte a una manutenzione periodica. Si tratta di controlli importanti volti a garantire sia la regolare funzionalità dell’apparecchio sia il mantenimento, nel tempo, di alti livelli di efficienza.

Ma quali sono i controlli che devo essere effettuati su una caldaia? Quali le tempistiche? 

Per cercare di fare chiarezza abbiamo posto alcune domande all’Ing. Giovanni Fontana di Italtherm.

Ing. Fontana in cosa consiste la manutenzione della caldaia?

Innanzitutto, partiamo con il dire che effettuare una regolare manutenzione della caldaia è fondamentale sia per garantire che la stessa mantenga alti standard di efficienza sia per evitare di incorrere in sanzioni.

La normativa di riferimento è il DPR 74/2013 che stabilisce che tutti gli impianti termici debbano essere sottoposti a controlli e manutenzioni periodiche. Nello specifico si tratta di un controllo dell’efficienza energetica, obbligatorio per legge, e di una manutenzione ordinaria. 

Controllo dell’efficienza energetica: di cosa si tratta?

È quello che comunemente viene chiamato “bollino blu” o controllo fumi ed è prescritto dalla legge che ne stabilisce anche le diverse tempistiche. Per gli impianti termici a combustibile liquido o solido questo deve essere effettuato ogni due anni se la potenza dell’apparecchio è inferiore o uguale a 100 kW altrimenti, se la potenza è superiore, ogni anno.

Nel caso, invece, di impianti a gas metano o GPL i controlli sono previsti ogni quattro anni se la potenza è inferiore o uguale a 100kW o ogni 2 anni se superiore.

Queste tempistiche valgono, però, solo se le singole Regioni non abbiano legiferato diversamente. Quindi bisogna fare attenzione a quanto previsto dalla normativa regionale vigente nel luogo in cui la caldaia è installata.

È necessario sottolineare che, oltre ai casi dei quali abbiamo già parlato, questo controllo deve essere effettuato anche al momento della messa in servizio dell’impianto e in caso di interventi che possano modificarne l’efficienza energetica.

Una volta terminata la verifica il tecnico abilitato deve rilasciare una documentazione?

Sì. Il tecnico dopo aver effettuato, con esito positivo, il controllo di efficienza energetica deve redigere un rapporto in tre copie: una è trattenuta dal tecnico stesso, una viene rilasciata al responsabile dell’impianto che dovrà essere allegata al libretto d’impianto, l’ultima viene inviata, a cura sempre del manutentore, all’autorità competente per le eventuali ispezioni. 

Cosa si intende invece per manutenzione ordinaria?

Si tratta di controlli periodici volti a verificare il corretto funzionamento della caldaia in modo tale che la stessa non costituisca un pericolo per l’utente, ma non solo. Una manutenzione ordinaria dell’apparecchio garantisce anche che lo stesso continui ad essere efficiente e consente di prevenire, quando possibile, guasti derivanti dall’usura.

Quali sono le tempistiche?

In questo caso non ci sono tempistiche obbligatorie per legge, ma ogni casa costruttrice fornisce le proprie. Queste dovrebbero essere dichiarate dall’installatore dopo aver effettuato la messa in servizio della caldaia. Se quest’ultimo, però, alla fine del suo lavoro, non dovesse dire nulla ci si dovrà attenere a quanto riportato nel libretto di istruzione dell’apparecchio.

Inoltre, anche in caso di manutenzione ordinaria, il tecnico abilitato deve redigere e rilasciare un report dell’attività svolta e poi compilare il libretto di impianto nelle parti pertinenti.

Chiunque può effettuare questi controlli?

No. Sulle caldaie non possono intervenire gli utenti, ma nemmeno dei tecnici generici: sia il controllo di efficienza energetica che gli interventi di manutenzione ordinaria devono essere compiuti sempre da un tecnico abilitato. Una scelta diversa non solo sarebbe contraria alla legge, ma potrebbe risultare anche pericolosa soprattutto se si è inesperti. 

Le uniche operazioni che un utente può effettuare sul proprio apparecchio, sono quelle espressamente indicate come eseguibili dall’utente stesso sul libretto d’uso e manutenzione dell’apparecchio stesso (tipicamente il rabbocco dell’acqua nell’impianto e lo sblocco degli allarmi resettabili). 

Per un maggiore approfondimento sui tecnici abilitati ad effettuare le attività di installazione, messa in servizio e manutenzione di una caldaia vi rinviamo all’articolo del nostro blog: 

https://italtherm.blog/2020/02/25/installatore-o-c-a-t-quando-finisce-lintervento-del-primo-e-inizia-lassistenza/

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