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Autunno e bollette, come migliorare l’impianto di riscaldamento per risparmiare e al tempo stesso aiutare l’ambiente

ottobre 26, 2022

L’Italia si prepara ad affrontare un autunno difficile: la situazione geopolitica internazionale sta incidendo pesantemente sul boom dei prezzi della materia energia, con ricadute sulle bollette del gas e dell’elettricità di privati e aziende. Il ‘Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale‘ prevede – tra le altre misure – la regolazione dei termostati nei condomini e negli edifici pubblici: i riscaldamenti avranno un periodo di accensione ridotto di 15 giorni, saranno accesi un’ora in meno ogni giorno e la temperatura massima passerà da 20 a 19 gradi.

Sarà dunque importante efficientare i propri impianti termici al fine di ridurre i consumi. Ma qual è la soluzione più efficiente e conveniente? Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento e condizionamento, fa il punto presentando le diverse opzioni possibili – caldaia a condensazione, climatizzatore, scaldabagno, pompa di calore, soluzione ibrida.

Esistono oggi due livelli di intervento: il primo prevede la sostituzione degli impianti esistenti, realizzabile in una sola giornata senza necessità di interventi idraulici e di muratura; il secondo invece con la sostituzione e la ridefinizione dell’intero impianto, realizzabile con interventi importanti sugli impianti e sulla muratura dell’abitazione.

Interventi semplici

1) Sostituzione della caldaia tradizionale con una caldaia a condensazione: fino al 30% di risparmio in bolletta

La caldaia a condensazione è capace di sfruttare fino in fondo il calore dei fumi di combustione, al contrario della caldaia tradizionale che espelle i fumi a temperature ben più alte e ne disperde il calore. Questo tipo di caldaia permette quindi un risparmio sia economico che ambientale in tutte le situazioni climatiche. In un appartamento con riscaldamento autonomo, sostituire una caldaia tradizionale con una caldaia a condensazione permetterebbe di risparmiare fino al 30% di gas e di ridurre significativamente le emissioni di NOx, CO, CO2, PM10 e PM 2,5; in una villetta unifamiliare non isolata, il risparmio di gas può diventare ancora maggiore. Tra le caldaie a condensazione, ad assicurare i consumi più bassi della sua categoria è la City Top di Italtherm che, con il suo range di modulazione superiore a 1:20, si adatta all’effettivo fabbisogno termico dell’abitazione, riducendo il numero di accensioni e spegnimenti, il consumo di gas e le emissioni inquinanti.

2) Sostituzione dello scaldabagno elettrico con uno scaldabagno in pompa di calore: fino al 30% di risparmio in bolletta

Questa tipologia innovativa di scaldabagni sfrutta la tecnologia della pompa di calore per riscaldare l’acqua all’interno dell’accumulo mediante un ciclo termodinamico in cui il gas assorbe il calore dalla fonte naturale (ARIA) per poi cederlo. Sostituendo lo scaldabagno elettrico con uno in pompa di calore si può arrivare ad un risparmio di energia elettrica fino al 30%. Tale risparmio può essere ulteriormente incrementato collegando un impianto solare termico.

3) Sostituzione del condizionatore con uno climatizzatore in pompa di calore di classe A+++: fino al 70% di risparmio in bolletta

climatizzatori di ultima generazione hanno raggiunto classi di efficienza A+++ che permettono in ogni condizione d’uso un notevole risparmio energetico, fino al 70% rispetto ad un climatizzatore in classe A. In zone climatiche temperate (A, B, C) l’uso del climatizzatore risulta indicato anche per il riscaldamento.

Interventi avanzati

1) Installazione pompa di calore: fino al 35% di risparmio in bolletta

Accolte come una possibile rivoluzione nel riscaldamento degli edifici, le pompe di calore si basano sull’uso esclusivo dell’energia elettrica: l’aria o l’acqua sanitaria vengono scaldate sfruttando il calore presente nell’atmosfera; inoltre, il possibile accoppiamento con un impianto fotovoltaico permette di abbattere il costo delle bollette. La pompa di calore dà il meglio di sé con temperature esterne non troppo rigide, quando l’abitazione ha un fabbisogno energetico non eccessivo e con bassa temperatura dell’acqua nell’impianto di riscaldamento. In termini economici, la convenienza è quindi evidente soprattutto al Centro Sud, dove in appartamento si raggiunge il -19% in bolletta e in una villetta autonoma il -10%; man mano che si risale lo stivale, i costi invece possono crescere*. A livello ambientale, l’impatto di una pompa di calore è impressionante: in un appartamento con riscaldamento autonomo si abbatte la CO2 fino al 53%, mentre in una villetta autonoma fino al 49%.

2) Installazione soluzioni ibride: fino al 40% di risparmio in bolletta

La soluzione più avanzata è rappresentata dall’ibrido factory made che integra la tecnologia in pompa di calore (ottimale in climi temperati) e la tecnologia della caldaia a condensazione (ottimale in climi freddi e umidi): si adattano a qualsiasi impianto di riscaldamento e a qualsiasi zona geografica, riuscendo a garantire sempre un risparmio. Un esempio, gli ibridi da interno della gamma Hydrablock Hybrid di Italtherm. Specificatamente pensati per le applicazioni domestiche con una sola macchina di piccole dimensioni installata all’esterno dell’edificio, sono ideali sia per le nuove costruzioni che per le sostituzioni e soddisfano le esigenze di climatizzazione degli ambienti (caldo e freddo) e la produzione di acqua calda sanitaria. Il sistema ibrido decide autonomamente la fonte energetica più efficiente: pompa di calore o caldaia a gas. Le tecnologie ibride consentono di ottenere benefici sul fronte economico, inoltre permettono di ridurre al minimo le emissioni di CO2:fino al 54% in appartamento e fino al 52% in una villetta autonoma.

Quanto costano gli interventi di riqualificazione energetica

Proprio per promuovere gli interventi di riqualificazione energetica, Italtherm continua ad offrire il suo servizio di “Sconto in Fattura” del 50% e 65%, con cui affianca oltre 1000 installatori abilitati, mettendo a disposizione un servizio di gestione totale della pratica di sconto in fattura con supporto tecnico e documentale fornito da uno staff interno dedicato. Grazie al servizio di Italtherm, gli installatori possono quindi offrire più facilmente ai loro clienti lo sconto immediato in fattura fino al 65% per gli interventi di riqualificazione energetica: il cliente finale pagherà soltanto il 35% dell’importo della fattura per rinnovare l’impianto di riscaldamento, senza dover attendere i 10 anni previsti per il recupero del credito. Inoltre, con Italtherm, gli installatori ottengono il rimborso garantito in soli 60 giorni dall’invio della documentazione, per un servizio “senza pensieri”.

Sconto in fattura: a settembre installa Italtherm e scegli il tuo regalo

settembre 7, 2022

A Settembre scegli il tuo regalo. Una Felpa Fibra o un Gilet tecnico in regalo con le pratiche di Sconto in fattura inviate a Settembre! Per tutti i dettagli chiedi al tuo rivenditore di fiducia o contatta l’agenzia di zona: https://www.italtherm.it/agenzie-di-vendita

Installa oggi un climatizzatore Italtherm e offri lo sconto in fattura

luglio 7, 2022

Installa oggi un climatizzatore Italtherm e offri lo sconto in fattura del 50% e 65%! La gamma di climatizzatori in pompa di calore Italtherm comprende oltre 20 modelli Clima, Clima x e Clima Top da 9.000 a 42.000 btu, monosplit e multisplit fino a 5 unità, nelle versioni splitcassette e canalizzato.

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Le caldaie a gas saranno vietate dal 2029? No! Ecco cosa c’è da sapere (e perché i clienti Italtherm possono stare tranquilli)

giugno 6, 2022

Nei giorni scorsi è rimbalzata su alcune testate e portali la notizia che dal 2029 sarebbe vietata la vendita di caldaie a gas autonome (quelle che vengono installate negli appartamenti) a seguito dell’entrata in vigore di una normativa europea collegata al pacchetto di regole introdotto dal Repower Eu. Considerato che più di una persona ha chiesto informazioni, abbiamo intervistato l’ing. Giovanni Fontana di Italtherm per fare chiarezza.

Ing. Fontana è vero che la vendita di caldaie a gas sarà vietata entro il 2029 in Europa?

La risposta è no: la commissione europea non ha stabilito alcun divieto di vendita delle caldaie a gas entro il 2029. 

Cosa ha previsto invece la UE?

Il fraintendimento nasce da una proposta che deve ancora affrontare tutto l’iter legislativo europeo. È importante chiarire questo aspetto perché ovviamente potranno essere apportate diverse modifiche. In ogni caso la proposta non prevede di per sé un divieto alla immissione sul mercato delle caldaie a gas. Per capire invece su cosa sta legiferando l’UE, bisogna prima contestualizzare gli obiettivi del legislatore europeo, che spinge affinché le fonti energetiche di approvvigionamento siano sempre più rinnovabili.

Questo riguarda l’energia elettrica come anche quella termica. Fino a qualche anno fa, quando si parlava di riscaldamento e di acqua calda sanitaria, il binomio era solamente tra tali esigenze e le caldaie a gas, che a loro volta sono sempre state viste come alimentate in esclusiva da gas naturale, ovvero fossile.

Oggi l’Unione Europea spinge affinché almeno in parte una quota del gas distribuito possa essere considerata rinnovabile, per esempio derivi dal biogas – che – secondo gli standard previsti oggi, è di fatto identico (salvo per la diversa origine) a quello naturale. Un’altra parte – si pianifica – potrà essere sostituita da una quota di idrogeno “verde”. Secondo tale schema, le caldaie di domani verranno alimentate da un “blend” in cui una percentuale di vettore energetico sarà costituita da biogas, una percentuale da idrogeno e una parte da gas naturale.

Tutto ciò è coerente col quadro normativo europeo che spinge verso obiettivi di efficienza energetica e di riduzione della dipendenza dalle fonti fossili.

Ok, allora le caldaie di per sé cosa c’entrano?

L’Ue sostanzialmente e semplificando dice: se cambieranno i vettori energetici, che in parte saranno rinnovabili, gli apparecchi che vengono installati dovranno essere idonei a funzionare non più solamente col gas naturale, ma anche con questo “blend” che conterrà un mix di gas naturale, biogas ed idrogeno. Ma la stragrande maggioranza delle caldaie oggi immesse sul mercato già rispetta questi requisiti.

Alcuni articoli che hanno commentato la comunicazione UE parlano di sostituzione delle caldaie con le pompe di calore… a cosa ci si riferisce?

Se precedentemente l’equazione era: riscaldamento uguale caldaie a gas, negli ultimi anni vi è una riconsiderazione più ampia delle modalità con cui si produce l’energia necessaria per gli edifici. Oggi si possono installare pannelli fotovoltaici, si può propendere per pompe di calore o sistemi ibridi caldaia-pompa e ovviamente ci sono anche le caldaie. Ma la soluzione più efficiente spesso è il risultato di un mix e non di una scelta unica. Quindi l’impiantistica inizia ad avere una visione d’insieme di più tecnologie da adottare, un approccio multitecnologico, per ottenere risultati più efficienti sia dal punto di vista economico che ambientale. 

Le caldaie che abbiamo in casa non andranno più bene nel momento in cui venisse immesso idrogeno miscelato a gas e biogas?

Ad oggi i parametri richiesti per il biogas lo rendono in tutto e per tutto uguale al gas naturale nella fase di utilizzo. In generale le criticità, qualora una quota parte di gas fosse sostituita da idrogeno, potrebbero interessare i modelli di caldaie molto vecchi. 

In questi vecchi apparecchi cambierebbero i dati di targa di caldaia, ma è fondamentale sottolineare come la stragrande maggioranza delle caldaie oggi immesse in commercio già sono potenzialmente idonee ad essere alimentate da un blend. 

Inoltre i tanti e diversi tipi di incentivi degli ultimi anni hanno spinto a un forte rinnovamento del parco installato, che presumibilmente continuerà da qui al 2029. Potrebbero essere davvero pochi i modelli ancora sul mercato datati a tal punto da richiedere una sostituzione e, anche in quel caso, posso immaginare che vi potrebbero essere degli incentivi ad hoc. 

Come mai? Si sapeva che vi era questa possibile norma in arrivo?

Chi produce caldaie lavora continuamente per migliorarne le prestazioni. L’innovazione tecnologica negli ultimi anni ha sviluppato una componentistica più efficiente che di per sé è già idonea a far funzionare gli apparecchi con miscele che includano, oltre al gas naturale, una certa quota percentuale da fonti rinnovabili, come biogas e idrogeno.

Poiché fino a ieri non vi era sostanzialmente interesse a parlare della capacità di alimentare le caldaie anche con l’idrogeno, non se ne è data così tanta comunicazione, ma oggi – con l’innalzamento dei costi dell’energia e i problemi legati alla guerra – l’argomento è certamente molto più dibattuto, ma direi assolutamente “niente panico”.

E le caldaie di Italtherm saranno pronte a questa nuova sfida?

Italtherm sarà certamente pronta nel caso in cui, nel 2029, il vincolo entrasse in vigore, anzi, già è così, visto che le linee di caldaie a condensazione ad oggi prodotte da Italtherm sono già predisposte per funzionare con la miscela ad idrogeno fino al 20%.

Ing. Giovanni Fontana di Italtherm

Per approfondire: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52022DC0240&from=EN

10 cose da non dire all’idraulico per un rapporto duraturo e felice con la tua caldaia

Maggio 10, 2022

Nel nostro lavoro ogni giorno parliamo con moltissimi idraulici caldaisti. Capita, in una telefonata o in uno dei nostri incontri, di parlare del rapporto coi clienti. Si discute di come migliorare sempre più l’assistenza ma anche di come rendere migliore il lavoro dei tecnici. Si raccontano situazioni interessanti sotto il profilo professionale ma anche accadimenti simpatici. Così nasce questo post, per racchiudere 10 esempi (ispirati ai diversi episodi raccolti… ma come si suol dire “ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale”) utili a capire un po’ di più il lavoro quotidiano dei caldaisti. Voi avete altre storie? Raccontatecele nei commenti su Facebook!

È arrivato troppo presto…

L’attività dei caldaisti non consente di definire esattamente i tempi di lavoro e, quindi, fissare un orario preciso per procedere all’intervento è praticamente impossibile. Pertanto, anche se i professionisti cercano di mantenere fede agli orari indicati, è bene mettere da conto una tolleranza di almeno mezz’ora (in anticipo e in ritardo). Traffico, imprevisti, persone in difficoltà con la propria caldaia sono infatti variabili all’ordine del giorno. Se possibile non lasciate gli idraulici all’aperto, al freddo o sotto il solleone.

Sposti pure se quegli oggetti danno fastidio…

“Scusi, questo è il vano caldaia o lo sgabuzzino?”. Questa frase viene spesso pronunciata dagli idraulici che accedono al locale ove è installata la caldaia e si imbattono in un luogo dove si vede di tutto… tranne che la caldaia. Per questioni di sicurezza il vano caldaia dovrebbe essere sgombro e non essere usato, al contrario, come un magazzino di merce varia. In generale, per facilitare l’intervento, è opportuno far trovare agibile lo spazio antistante la caldaia spostando in altro loco tutti gli oggetti che potrebbero disturbare l’attività. Approfittiamo inoltre per ricordare che per gli impianti di potenza maggiore di 35 kW sono previste dalla legge specifiche disposizioni antincendio.

Ascoltare la caldaia è importante!

Concentrarsi, osservare ed ascoltare la caldaia è importante ed avere intorno a sè, durante l’intervento, cani che abbaiano o stereo/tv a tutto volume complica il lavoro del tecnico.

Mettetevi nei panni (e nelle orecchie) del caldaista!

La caldaia non funziona dall’ultima volta che è venuto l’idraulico per la manutenzione…

“Da quando ha eseguito l’intervento di manutenzione, la caldaia non raggiunge più la pressione minima” “Signora… sono venuto tre mesì fa!”. “Signor *** la caldaia è a posto, non ci sono altri problemi come, ad esempio, qualche radiatore (termosifone, ndr) che perde acqua per terra?” “No, l’acqua non cade a terra: ci ho messo il pentolino”.

Ogni difetto, problema o guasto all’impianto di riscaldamento o dell’acqua calda sanitaria va repentinamente segnalato al tecnico per poter manutenere l’impianto secondo gli standard di legge e garantire l’efficienza della caldaia. Se il guasto o il malfunzionamento persiste è fondamentale farlo presente immediatamente anche per evitare che la situazione degeneri. Segnalare dopo mesi (o addirittura anni) che l’intervento non è stato efficace potrebbe cagionare l’aggravamento di un problema che, altrimenti, avrebbe potuto essere risolto facilmente, ma che ormai è irrecuperabile. Se, però, una eventuale lamentela  fosse solo un modo per chiedere uno sconto… beh evitiamo anche di commentare!

La ricerca della casa non è una caccia al tesoro

A volte, prima di effettuare l’intervento, l’idraulico è impegnato in una caccia al tesoro per individuare l’appartamento del cliente e ciò ritarda l’attività facendo perdere a tutti tempo prezioso. Quando si chiama un tecnico è importante indicare il nome da cercare sul citofono e sul campanello di casa, la scala e il piano dell’appartamento o almeno lasciare il numero di telefono di chi sarà presente in quel momento.

Su internet una caldaia simile costa meno…

Su internet si trova tutto e il contrario di tutto. Acquistando una caldaia Italtherm si ottiene la consulenza e la garanzia della casa madre e la sicurezza di avere un punto di riferimento (l’idraulico o il Cat) per qualsiasi cosa accada.

La mia vicina ha una caldaia più grande / più piccola…

La scelta della caldaia da installare dipende da tantissimi fattori: si prendono in considerazione l’estensione di una casa ma anche il suo isolamento (due appartamenti identici possono essere coibentati in maniera diversa, avere una differente esposizione che può incidere nel fabbisogno energetico necessario per il riscaldamento), il numero degli occupanti (se abitata solo da una persona le esigenze saranno diverse rispetto a quando sia occupata da 4 individui). Due abitazioni apparentemente uguali possono richiedere caldaie diverse! In ogni caso se chiedete al caldaista vi spiegherà le valutazioni fatte nella scelta dell’esemplare da installare.

Non si può chiudere un occhio?

Se la caldaia non è a norma è fondamentale intervenire. Sussistono degli obblighi di legge sui controlli e degli standard da rispettare. Non è quindi possibile “chiudere un occhio” e apporre il famoso “bollino” perchè, oltre all’osservanza della legge, bisogna agire nel rispetto della sicurezza di chi vive in quella casa e dell’intera collettività.

Il Covid e la caldaia

“Buongiorno la caldaia non funziona bene” “Purtroppo ho il Covid, le do il numero per chiamare un collega” “Non si preoccupi, abbiamo anche noi il Covid…”.

In tempi di Pandemia vanno rispettate non solo le regole dettate dal buon senso ma anche le norme imperative previste dalla legge: se avete il Covid, nessun tecnico potrà venire per non mettere a rischio se stesso, i propri cari e per evitare di innescare un nuovo focolaio. Bisognerà purtroppo pazientare e, solo quando tutti in casa saranno negativi, potrà intervenire il tecnico.

Ho diritto allo sconto in fattura…

Lo sconto in fattura è una possibilità alternativa alla detrazione dei bonus previsti dalla legge. Si può averne diritto ad esso se vengono rispettati i parametri previsti dalla normativa ma l’azienda fornitrice o il singolo idraulico non hanno l’obbligo di concederlo. Gli idraulici che lavorano con Italtherm hanno sempre avuto la possibilità di cedere il credito ad Italtherm e questo vi consentirà di trovare, tra i nostri installatori, professionisti che concedono lo sconto in fattura che, ribadiamo, non è un obbligo di legge!

È online il nuovo listino prezzi 2022 di Italtherm

aprile 1, 2022

É online il nuovo listino prezzi Italtherm in vigore a partire dal 1 aprile 2022!
Scopri di più sui prodotti Italtherm e sugli incentivi e detrazioni a disposizione per il loro acquisto:

  • Pompe di calore e ibridi
  • Caldaie a gas < 35 kW
  • Caldaie di alta potenza
  • Scaldacqua
  • Climatizzatori in pompa di calore
  • Solare termico

Puoi scaricarlo nel formato più idoneo alle tue necessità: pdfExcel o ANGAISA.
Consulta la pagina dedicata sul nostro sito:
https://www.italtherm.it/2022_listino_iocomproitaliano/

Sconto in fattura e cessione del credito: 5 leggi in 3 mesi. Ecco la situazione ad oggi (marzo 2022)

marzo 31, 2022

Sconto in fattura e cessione del credito: in tanti ci avete chiesto che cosa è accaduto in questi mesi e cosa stabilisca la normativa vigente. La domanda è assolutamente legittima. Italtherm non ha mai smesso di accordare lo sconto in fattura, continuando ad assistere gli installatori e applicando, man mano, tutte le nuove regole entrate in vigore. Ora che – a quanto pare – la situazione dovrebbe essersi stabilizzata, abbiamo deciso di raccontarvi ciò che è accaduto intervistando Andrea Cristini, responsabile marketing di Italtherm spa.

Dott. Cristini, innanzitutto spieghiamo che servizio dà Italtherm ai propri installatori. 

Andrea Cristini Italtherm

Italtherm ha istituito un servizio di Sconto in fattura senza pensieri, per interventi Ecobonus (50% e 65%) e Bonus casa (50%) fornendo tutto il supporto necessario per far sì che i suoi installatori possano offrire lo sconto in fattura ai loro clienti ed ottenerne il rimborso garantito, da Italtherm, in massimo 60 giorni dall’invio della pratica. https://italtherm.blog/2021/10/25/sconto-fattura-italtherm-servizio-chiavi-mano-installatori/ 

Quali misure hanno recentemente interessato lo sconto in fattura?

Nel giro di tre mesi – tra novembre 2021 e febbraio 2022 – le norme che hanno modificato la disciplina dello sconto in fattura e della cessione del credito sono state 5, ovverosia: il decreto anti-frodi, la legge di bilancio, il DL sostegni Ter, il DL misure urgenti e il DL prezzi del Mite. Queste norme hanno profondamente mutato il meccanismo dello sconto in fattura. Ora il quadro dovrebbe essere completo, ma è opportuno ripercorrere alcuni dei passaggi per capire quali siano stati gli interventi normativi introdotti e quali siano quelli ad oggi in vigore (visto che alcuni degli ultimi provvedimenti hanno, a loro volta, modificato o cancellato le disposizioni immediatamente precedenti).

Perché queste norme sono così importanti?

Andiamo con ordine. Lo scorso 12 novembre, al fine di arginare il fenomeno delle “fatture gonfiate”, è entrato in vigore il decreto anti-frodi che ha imposto, con effetto immediato, l’adozione di una serie di obblighi (che, fino a quel momento, erano previsti solo per il superbonus) su tutti gli interventi di ristrutturazione e di efficientamento. In virtù di tale norma anche per gli interventi cosiddetti minori (come, ad esempio, la sola sostituzione della caldaia) veniva prevista l’asseverazione di congruità delle spese da parte di un tecnico abilitato (come il termotecnico) che avrebbe dovuto stabilire la congruità dei prezzi inseriti in fattura rispetto ai prezzari regionali oppure ai prezzari DEI. Oltre all’asseverazione si rendeva necessario il visto di conformità di un commercialista che sostanzialmente, sotto la sua responsabilità, dichiarava che la documentazione necessaria per ottenere gli incentivi fiscali era completa.

Cosa intende per “con effetto immediato”? Dai lavori immediatamente successivi?

No: la norma ha interessato anche i lavori in corso, ma non ancora conclusi. Non è stato assolutamente semplice trovare, in tutta fretta, persone in grado di fornire l’asseverazione e/o di rilasciare il visto anche considerato che il settore lavorava a pieno ritmo per le richieste legate a lavori che beneficiavano del superbonus 110%. Ma non solo: l’asseverazione aveva ovviamente un costo non preventivato ad inizio intervento.

Inoltre il DL anti-frodi di Novembre 2021 prevedeva che la congruità delle spese venisse determinata in base a parametri che sarebbero stati ufficializzati entro 60 giorni, da un DL Prezzi, DL che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo pochi giorni fa, il 16 Marzo! Nelle more è stato necessario applicare una disciplina transitoria che consentiva di riferirsi a prezzari regionali o DEI.

La norma è sì nata per contrastare il fenomeno delle fatture gonfiate, ma era inimmaginabile che si applicasse anche agli interventi minori: un conto è una maxi ristrutturazione, un altro è installare una caldaia, intervento in cui il rischio di truffe è certamente più remoto.

Arriva la nuova norma e il servizio Italtherm si ferma?

No! Questo è accaduto per moltissimi competitors ma non per noi. Nonostante il caos abbiamo deciso di proseguire, ma non solo: abbiamo implementato e reso disponibile un servizio di asseverazione per poter ulteriormente supportare i nostri installatori e consentirgli di proseguire con interventi e pratiche.

Le nuove leggi hanno confermato asseverazione e visto? E i bonus per il 2022?

Dopo poche settimane è arrivata la legge di bilancio che ha previsto la proroga degli sconti in fattura e delle cessioni dei crediti, per gli interventi di efficientamento energetico e ristrutturazione edilizia. Con tale disposizione arriva anche l’eliminazione del visto di conformità e dell’asseverazione di congruità per tutti gli interventi in edilizia libera e per quelli in edilizia vincolata di importo inferiore a diecimila euro. Ha mantenuto invece l’obbligatorietà di visto e asseverazione per gli interventi che necessitino di titoli abilitativi (Cila / Scia) e il cui importo superi i diecimila euro. 

Ok perfetto: quindi se cambio la sola caldaia non ho problemi perché è un intervento in edilizia libera. Tuttavia se la caldaia è indicata nei lavori della Scia e pur se il singolo intervento vale meno di diecimila euro ma, sommato agli altri lavori riportati nella Scia, li supera …..cosa avviene?

Da come abbiamo interpretato noi la norma possiamo fare le seguenti deduzioni:

  • se è un’opera di edilizia libera non serve né asseverazione ne visto;
  • se è stato aperto un titolo abilitativo (Scia o Cila), ma il valore dell’intervento è sotto i 10 mila Euro ugualmente non servono;
  • se è stato aperto un titolo abilitativo (Scia o Cila), e il totale delle fatture dei lavori indicati supera i 10 mila euro, riteniamo che siano necessarie asseverazione e visto. Quindi se, tra i lavori dichiarati nel titolo abilitativo, rientra anche la caldaia, la fattura relativa sarà soggetta ad asseverazione. 

Ok, ora è tutto come prima? Il credito posso cederlo senza problemi, magari frazionandolo?

Prima del decreto sostegni Ter la cessione del credito poteva avvenire potenzialmente in via illimitata. Con questa normativa, che ha limitato ad una sola cessione possibile, si è scatenato il panico. Per comprendere cosa è successo, però, è importante capire in che condizioni si può trovare – in relazione al credito d’imposta – chi effettua dei lavori che godono di benefici fiscali.

Se ristrutturi o cambi una caldaia e ottieni un incentivo da ecobonus, bonus ristrutturazione può verificarsi una di queste tre fattispecie:

fai fare i lavori, li paghi e ottieni il credito d’imposta ma decidi di detrarli nei tempi previsti per legge (es. 10 anni per ecobonus). Presenti quindi tutta la documentazione al commercialista che inserirà gli importi a credito nella denuncia dei redditi. Oppure, invece di detrarre il credito pro-quota negli anni con la dichiarazione dei redditi, approfitti dello sconto in fattura offerto dal tuo installatore di fiducia. In tal caso in fattura ci sarà uno sconto immediato relativo all’intervento effettuato (50% o 65%). Altrimenti, non porto in detrazione il credito, né chiedo lo sconto in fattura. Posso, però, cedere il mio credito a terzi (ad esempio ad una banca). 

Fino al decreto sostegni Ter, l’artigiano che aveva applicato lo sconto in fattura poteva utilizzare quel credito per compensare, ad esempio, eventuali imposte dovute all’Erario oppure cederlo, a sua volta al proprio fornitore, come accade con il servizio di Italtherm. Noi, a nostra volta, potevamo decidere di cedere, in tutto o in parte, tale credito o usarlo per effettuare compensazioni. Anche la banca che li acquistava poteva cederli e questo poteva avvenire in via illimitata. 

Il meccanismo è però stato utilizzato per creare crediti fittizi che hanno agevolato truffe ingenti. Per mettere un freno a questo fenomeno il decreto sostegni Ter ha previsto che non si potesse cedere il credito più di una volta. L’impossibilità di cedere più volte il credito ha paralizzato il sistema.

Ora quante volte è possibile effettuare la cessione del credito?

Questa norma aveva creato una paralisi totale ed era quindi necessario un intervento risolutore: il 25 febbraio scorso, in risposta alle critiche (soprattutto di quelle espresse dal sistema bancario), è entrato in vigore il DL 13 che riporta le misure di contrasto alle frodi ma che, al contempo, ha previsto che, oltre alla prima, sono possibili ulteriori due cessioni purché dirette verso enti vigilati, banche ed intermediari finanziari iscritti ex articolo 106 T.U.B. 

Vi è poi un’ulteriore norma che consentirà la tracciabilità: da maggio 2022 sarà emesso un codice univoco sul credito che non potrà più essere spacchettato o frazionato. 

Mentre il sistema si paralizzava, Italtherm è andata avanti con cessioni del credito, asseverazioni…

La situazione era davvero molto preoccupante ma non potevamo credere che rimanesse tale, abbiamo quindi deciso di andare avanti in ogni caso per non far mancare il supporto ai nostri installatori in un momento così delicato e incerto.

Dato la situazione tutt’altro che chiara, nel frattempo l’assistenza di Italtherm si è interrotta?

Assolutamente no, anzi, è proprio in situazioni come queste che i nostri installatori hanno maggiormente bisogno di noi. Abbiamo continuato sempre ad aggiornarci e aggiornarli, adeguarci e supportarli. Non si tratta per noi solo di sconto in fattura e cessione del credito, ma di lavorare in team con il fine ultimo di poter agevolare non solo chi fa parte della famiglia Italtherm ma anche di poter consentire una migliore assistenza al cliente finale.

Lo sconto in fattura Italtherm continua!

febbraio 22, 2022

Italtherm non si ferma e va avanti ad offrire lo sconto in fattura fino al 65% per gli interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione edilizia.

Italtherm continua a supportare i propri installatori con il servizio “Senza Pensieri” ed un ufficio interno dedicato per:

  • Supporto tecnico e documentale
  • Gestione totale della pratica
  • Cessione del credito a Italtherm
  • Gestione della pratica Enea

E con Italtherm hai il rimborso garantito entro 60gg!

Non perdere tempo, entra anche tu a far parte della famiglia Italtherm: https://www.italtherm.it/scontoinfattura/

Scopri il nuovo sito Heat Pump Solutions

gennaio 17, 2022

Scopri sul nuovo sito Heat Pump Solutions, la nuova gamma di pompe di calore e ibridi Italtherm, ben 36 modelli ideali per le nuove costruzioni o per la sostituzione.

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È online il listino prezzi 2022 di Italtherm

dicembre 2, 2021

É online il nuovo listino prezzi Italtherm che sarà in vigore a partire dal 1 gennaio 2022!
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