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Tagliare le bollette energetiche in autunno e inverno si può. Ecco come

ottobre 12, 2019
risparmio energetico ed economico per il Pianeta e il portafogli

L’estate è ormai un pallido ricordo e i pantaloncini corti e le magliette a mezze maniche sono stati ormai riposti negli scaffali più alti dell’armadio per far spazio a vestiti più caldi.

Allo stesso modo i ventilatori sono stati conservati in soffitta e per i più freddolosi inizia il conto alla rovescia: dal prossimo 15 ottobre, negli oltre 4 mila comuni italiani che fanno parte della zona climatica “E” – che comprende Milano, Torino, Bologna, Venezia – e nei comuni di montagna sarà possibile riattivare gli impianti di riscaldamento.

Se, con i primi freddi, vien voglia di accedere i nostri impianti a pieno regime, le bollette, presto, spegnerebbero il nostro torpore con una gelida (e costosa) doccia fredda.

Nell’ambito della campagna nazionale di informazione e formazione sull`Efficienza Energetica ‘Italia in classe A’, promossa dal Mise, l’ENEA ha realizzato un decalogo che guida le persone ad un uso razionale del proprio impianto di riscaldamento per evitare inutili ed esosi sprechi di energia …e di denaro.

Come risparmiare sui consumi energetici

Innanzitutto è opportuno fare un check-up della propria casa al fine di scovare eventuali perdite di calore: effettuando lavori di isolamento termico sulle pareti e sostituendo gli infissi ormai vetusti, senza accendere la caldaia, otterreste subito una temperatura più mite. Se poi il vostro impianto ha già una certa anzianità forse è il caso di sostituirlo magari con una caldaia a condensazione o a biomasse, con le pompe di calore o, altrimenti, installando un impianto integrato ove l’acqua giunga alla caldaia già preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata con un impianto fotovoltaico. Il costo di questi interventi gode della detrazione fiscale del 50% in caso di installazione di una caldaia a condensazione di classe A e la percentuale del bonus aumenta al 65% se, unitamente alla caldaia a condensazione di classe A, vengono installati anche sistemi di termoregolazione evoluti.

Ormai sono obbligatorie dal 2017 e comunque rappresentano una panacea per la lotta agli sprechi: sono le valvole termostatiche che, infatti, consentendo di riscaldare solo gli ambienti della casa realmente vissuti, abbattono i consumi fino al 20% e godono di una detrazione fiscale che va da 50% (se installate durante una semplice ristrutturazione edilizia) sino al 65% (per interventi di efficientamento energetico e/o per la sostituzione di una vecchia caldaia con una ad alta efficienza). Utilissimi sono poi i cronotermostati che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione in funzione della presenza di persone in casa.

In fase di installazione dei nuovi termostati c’è un piccolo trucco che vi assicurerà grandi risparmi: applicate, tra il muro e il termosifone dei pannelli riflettenti e le dispersioni di calore si ridurranno come per magia. Esistono poi tante piccole regole d’uso che, senza particolari disagi, vi consentiranno tanti risparmi: ricordatevi di chiudere le persiane o le tapparelle nelle ore più buie o quando non siete in casa ed evitate di “coprire” i termosifoni con mobili, tende, stendini e altri oggetti.

La manutenzione è fondamentale

Ricordate poi di manutenere gli impianti di riscaldamento con regolarità: inquinerete e consumerete di meno ed eviterete di subire le sanzioni previste per legge il cui ammontare minimo è di 500 Euro (DPR 74/2013).

Infine non è necessario trasformare la vostra casa in una spiaggia caraibica, ma basterà arrivare ad una temperatura di 19 gradi e mai oltre i 22 ricordando che, per ogni grado in meno, si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile e non superare mai il tempo massimo di accensione giornaliero fissato per legge a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia.

Per ogni consiglio sulla miglior caldaia per la vostra abitazione, ufficio o attività, contattate il centro Italtherm più vicino a voi https://www.italtherm.it/

 

Legge di bilancio 2020: in proroga l’Ecobonus

ottobre 5, 2019
ecobonus proroga incentivi

Buone notizie in vista per chi nel 2020 vuole procedere alla ristrutturazione ed efficientamento energetico delle proprie abitazioni, dalle informazioni uscite in questo autunno, sembra che saranno confermati anche per la legge di bilancio 2020 gli incentivi dell’Ecobonus.

Di cosa parliamo? Di agevolazioni fiscali che si concretizzano in detrazioni IRPEF (per i contribuenti privati) o IRES (per le società) concesse quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica di edifici già esistenti quali ad esempio il miglioramento termico (coibentazioni, pavimenti, finestre e infissi), la sostituzione degli impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda, l’acquisto di elementi di domotica (cioè installazione di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento) e l’installazione di pannelli solari. Di queste agevolazioni possono usufruirne persone fisiche, professionisti e società, nonché associazioni, enti pubblici e privati. Il bonus viene erogato nella forma di riduzione delle imposte dovute, in 10 rate annuali di pari importo.

Scopriamo gli incentivi

Per la maggior parte degli interventi la detrazione è del 65% della spesa sostenuta per altri spetta nella misura del 50% che sale fino all’ 70-75% nel caso di interventi di efficientamento che riguardano condomini, se in quest’ultimo caso all’ecobonus si accorpa anche il Sismabonus (adeguamento sismico dei condomini esistenti) la detrazione può arrivare all’85%

Sicuramente tra gli incentivi che più ci interessano da vicino vi è la proroga delle detrazioni per la sostituzione delle vecchie caldaie con modelli nuovi e performanti, bonus caldaie, in questo caso si potrà ancora beneficiare di uno sgravio fiscale del 50% se la caldaia nuova sarà un modello a condensazione in classe A, l’aliquota inoltre potrà salire fino al 65% se, contestualmente alla nuova caldaia, sarà installato anche un sistema di termoregolazione evoluto. Un intervento importante sia per il bene del pianeta che per il portafoglio se si pensa come grazie all’installazione di nuove caldaie si può da un lato generare una riduzione delle emissioni di gas inquinanti del 66% e dall’altro una diminuzione di consumi, che si traduce in risparmio, di almeno il 20%.

Confermate anche la cessione del credito e lo sconto immediato?

Sembrerebbero confermate anche le possibilità della cessione del credito e dello sconto immediato come alternative alle detrazioni IRPEF o IRES. Per quanto concerne lo sconto immediato, introdotto con il Decreto crescita, si consente, dal 1 luglio, ai soggetti aventi diritto alle detrazioni di poter beneficiare di uno sconto immediato, sul prezzo di vendita o sulla fattura dei lavori, pari all’importo della detrazione riconosciuta per la specifica tipologia di spesa sostenuta. Il fornitore recupererà lo sconto come credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione. La cessione del credito invece consiste nella possibilità di cedere il credito corrispondente alla detrazione, possibilità che dal 2018 è stata estesa anche agli interventi di riqualificazione energetica effettuati su singole unità immobiliari e non solo per quelli relativi a parti comuni di edifici condominiali.

C’è ancora tempo per usufruire dell’ecobonus 2019

Comunque, se volete efficientare la vostra casa ricordate che potete ancore usufruire dell’ecobonus 2019 per maggiori informazioni, vi rimandiamo ai nostri precedenti articoli sia sugli incentivi per le nuove caldaie https://italtherm.blog/2019/01/19/ecobonus-anche-nel-2019-come-funziona-e-perche-conviene-il-bonus-caldaia-comunicato-stampa/ , che per l’acquisto e installazione di nuovi condizionatori https://italtherm.blog/2019/05/15/climatizzatori-3-diversi-incentivi-per-lacquisto-e-installazione/.

Contattate Italtherm per avere informazioni sul modello di caldaia a condensazione e sul climatizzatore migliori per la vostra abitazione.

Ora non vi resta che fare la vostra scelta per migliorare la qualità della vostra abitazione e aiutare il Pianeta.

 

Condizionatori: dai gas refrigeranti meno inquinanti alla manutenzione, i consigli di Italtherm

agosto 1, 2019

Nel 2019 gli sbalzi di temperatura sono ormai all’ordine del giorno e le ondate di caldo si susseguono senza tregua a temperature miti. Per far fronte ad un clima sempre più ballerino, è importante utilizzare con intelligenza ii climatizzatori, per rispettare l’ambiente ed evitare brutte sorprese in bolletta.

Climatizzatori e risparmio energetico sembrano, del resto, un binomio di difficile accordo, eppure basta rispettare semplici regole per accorgersi come sia possibile tenere la propria abitazione al fresco senza spendere un patrimonio. A suggerire queste regole è Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento e raffrescamento da sempre attenta all’ecosostenibilità, che ricorda come un utilizzo efficiente e corretto dei climatizzatori garantisca anche un maggior rispetto per l’ambiente: secondo le Nazioni Unite la sola gestione più efficiente degli impianti di condizionamento esistenti porterebbe al risparmio di ben 89,7 giga-tonnellate di CO2 e al contenimento dell’aumento di 1°C del riscaldamento globale entro il 2100.

Come usare al meglio il climatizzatore?

Manutenzione degli apparecchi
La prima regola in assoluto per avere un condizionatore efficiente e zero sorprese in bolletta è la manutenzione. Anzitutto i filtri dell’aria e le ventole devono essere ripuliti prima dell’accensione stagionale e, in media, una volta ogni due settimane. Nei filtri si accumulando infatti facilmente muffe e batteri e quando si deteriorano devono essere immediatamente sostituiti. 

Non raffreddare troppo l’ambiente
La prassi ricorrente, purtroppo, è quella di impostare temperature troppo basse, generando consumi energetici enormi: sono sufficienti invece 5-6 gradi in meno rispetto all’esterno. Se il problema principale è legato all’umidità invece, è meglio optare per la funzione di deumidificazione, decisamente meno energivora. Inoltre, è bene chiudere porte e finestre: far entrare aria calda in casa vanificherà l’accensione del climatizzatore; nelle ore più calde della giornata o in quelle di maggior esposizione al sole dell’abitazione infine è opportuno abbassare le tapparelle, per evitare un eccessivo riscaldamento.

Attenzione a dove si posiziona il climatizzatore
Installare un solo climatizzatore potente, ad esempio nei corridoi, con la speranza che rinfreschi l’intera abitazione, non è certamente la soluzione migliore. Per avere frescura distribuita in tutta l’abitazione, è necessario installare più dispositivi ben dislocati in modo anche da evitare di tenere accesi quelli che si trovino in zone non frequentate.

Come sceglierne uno nuovo?

Dispositivi troppo vecchi sono un male per l’ambiente e le tasche. Se siete in procinto di sostituire il vostro condizionatore o volete installarne uno nuovo, è importante prima di tutto orientarsi su apparecchi di classe energetica A+, A++ e A+++ capaci di assicurare una fortissima riduzione dei consumi energetici dato che, tra una classe e l’altra, i consumi possono variare fino al 30%. Altro elemento deciso a cui fare attenzione è il gas refrigerante utilizzato nei dispositivi. 

E’ bene scegliere un apparecchio che utilizzi i gas refrigeranti R32, invece che R410A – spiega Giovanni Fontana, responsabile della consulenza tecnica  di Italtherm  Un kg di R410A ha infatti un GWP (Global Warming Potential) di 2088 ovvero, rispetto all’effetto serra, si avrà un risultato identico a quello che si otterrebbe rilasciando 2088 Kg di CO2; diversamente, l’R32 ha un GWP di 675, quindi rispetto al primo è nettamente inferiore il suo impatto ambientale”. 

“Per questo motivo, l’UE preferisce che venga utilizzata questa tipologia di gas refrigerante”, sottolinea Fontana. “Italtherm oggi ha già migrato con tutti gli apparecchi verso l’R32, benché R410A non sia vietato. Tuttavia, è necessario compiere sia a livello di azienda che di consumatori delle scelte che possano essere positive per l’ambiente”.

Scegliere l’incentivo giusto

In Italia chi acquista e fa installare un condizionatore può fruire di diversi tipi di incentivi. 

Al primo tipo di agevolazione rientra nella normativa che prevede incentivi fiscali a beneficio di chi effettua lavori di ristrutturazione edilizia: acquistare un nuovo condizionatore mentre si ristruttura casa consente di usufruire di una detrazione IRPEF del 50% della cifra investita dilazionata in 10 anni.  

C’è poi l’ecobonus: la detrazione ricollegabile al risparmio energetico (ecobonus) ha un’aliquota del 65%, nel caso in cui l’impianto da installare sia una sostituzione di un impianto di climatizzazione già esistente e soddisfi i parametri minimi di prestazione energetica.  

Chi desiderasse avere un rientro immediato delle spese può fare riferimento al  “conto termico”, che opera solo nel caso in cui il condizionatore che si vuole installare superi una soglia minima di prestazione di efficienza energetica. La somma, in questo caso, verrà erogata direttamente e non sotto forma di sgravio fiscale e varia anche in base alla zona climatica in cui viene installato il condizionatore. 

“Novità delle ultime settimane è anche il decreto crescita che consente di ottenere uno sconto diretto sul prezzo del condizionatore acquistato presso rivenditori e installatori che aderiscono all’iniziativa – aggiunge Fontana – tale sconto si ottiene tramite una vera e propria cessione del credito, dal cliente all’installatore, ottenuto tramite gli incentivi in vigore. Questa modalità presenta però numerose problematiche a scapito degli installatori e rischia di mettere in difficoltà tutto il settore. Se da una parte invitiamo quindi tutti i cittadini ad approfittare degli incentivi, auspichiamo un intervento del legislatore volto a evitare danni alle piccole imprese di installazione”.

[COMUNICATO STAMPA]

F-Gas: al via gli obblighi di comunicazione alla Banca Dati dei gas fluorurati

luglio 29, 2019
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fgas banca dati obbligo legge 2019

Entra nel vivo l’applicazione del nuovo regolamento sui gas fluorurati adottato con DPR 146 del 16 novembre 2018, in attuazione del regolamento (UE) n. 517/2014.

Dal 25 luglio infatti per i venditori di F-Gas sfuso e di apparecchiature non ermeticamente sigillate (o che abbiano un tasso di perdita annuo superiore a 3g/anno) contenenti questi gas vi è l’obbligo di comunicare i dati della vendita alla Banca Dati dei gas fluorurati, obbligo che prescinde dalle modalità con cui essa avviene e che scatta solo qualora la vendita venga realizzata verso un “utente finale”, inteso come privati o aziende che acquistano il prodotto per un proprio utilizzo.

Banca dati e obblighi di comunicazione

Come già visto in un nostro precedente articolo la Banca Dati degli F-Gas è stata sicuramente la maggiore novità introdotta dalla nuova disciplina. Una banca dati volta a rendere più tracciabili questi gas che come ricordiamo sono potenti gas serra con un effetto di riscaldamento globale fino a 23000 volte superiore del biossido di carbonio (CO2), ma molto utilizzati soprattutto come refrigeranti negli impianti di refrigerazione, di condizionamento dell’aria e nelle pompe di calore.Proprio a causa di questo ampio utilizzo e dell’’esigenza di un maggior controllo delle emissioni che la nuova normativa ha previsto obblighi di comunicazione delle vendite sempre più stringenti.

Registro dei venditori di F-Gas e di apparecchiature non ermeticamente sigillate

Prima però di effettuare le comunicazioni dei dati di vendita, i venditori devono essere iscritti nel Registro dei venditori di F-gas e di apparecchiature non ermeticamente sigillate, iscrizione da effettuare telematicamente sul portale della Banca Dati scegliendo la funzione “venditori” (https://bancadati.fgas.it/#!/home). A ben vedere questa iscrizione poteva essere effettuata già a partire dal 10 giugno non solo, ma e al fine di agevolare le operazioni di comunicazione già a partire dal 25 giugno era possibile per le imprese iscritte accedere al portale, apprenderne le funzionalità, precaricare il catalogo dei propri clienti nonché dei gas e delle apparecchiature vendute.  Comunque, una volta iscritti, i venditori per effettuare la comunicazione devono scegliere sul portale la funzione “comunicazione vendite”.

Cosa comunicare?

Gli obblighi di comunicazione si differenziano a seconda se la vendita riguarda apparecchiature non ermeticamente sigillate o F-Gas sfuso. Nel primo caso è essenziale innanzitutto capire cosa la normativa intenda per apparecchiature ermeticamente sigillate. Come evidenziato nel portale della Banca dati degli F-gas le apparecchiature ermeticamente sigillate “sono quelle in cui tutte le parti contenenti gas fluorurati a effetto serra sono solidamente fissate mediante saldatura, brasatura o altra connessione permanente analoga, che può comprendere valvole sigillate o punti di accesso sigillati per garantire una riparazione o uno smaltimento adeguati, e che abbiano un comprovato tasso di perdita inferiore a tre grammi annui sotto una pressione di almeno un quarto della pressione massima consentita. L’indicazione che si tratti di un’apparecchiatura ermeticamente sigillata è riportata sull’etichetta dell’apparecchiatura stessa”.

Quindi Il venditore di apparecchi non ermeticamente sigillati contenenti gas fluorurati dovrà comunicare:

a) tipologia di apparecchiatura (n° circuiti / tipo e quantità di F-gas / GWP / ton di CO2 equivalente);

b) numero e data della fattura o dello scontrino di vendita;

c) anagrafica dell’acquirente;

d) dichiarazione dell’acquirente recante l’impegno che l’installazione sarà effettuata da un’impresa certificata a norma dell’articolo 10 del regolamento (UE) n. 517/2014; in alternativa, se l’acquirente coincide con l’impresa certificata, il numero di certificato della stessa e l’anagrafica dell’utilizzatore finale.

Una precisazione qualora la vendita comprenda anche l’installazione, occorrerà registrare solo quest’ultima ma in questo caso gli obblighi di comunicazione partiranno dal 25/09/2019 Nel caso in cui la vendita abbia ad oggetto invece F-Gas sfuso, vendita che ricordiamo può essere fatta solo a soggetti che svolgono attività di installazione, assistenza, manutenzione o riparazione delle apparecchiature (e che devono essere in possesso di certificato o attestato per poter svolgere le attività) o ad utilizzatori per altri fini per i quali non è richiesto il certificato, gli obblighi di comunicazione riguarderanno:a) i numeri dei certificati delle imprese acquirenti o, laddove le imprese non siano soggette ad obbligo di certificazione, i numeri dei certificati o degli attestati delle persone fisiche;b) le quantità e la tipologia di gas fluorurati a effetto serra vendute.

Vi ricordiamo che per maggiori approfondimenti potrete inoltre visitare direttamente i due portali interessati: https://www.fgas.it/      https://bancadati.fgas.it/#!/home.

Fonti e approfondimenti:

https://ec.europa.eu/clima/policies/f-gas_it

https://www.fgas.it/

https://bancadati.fgas.it/#!/home

F-GAS: novità 2019

 

Italtherm a portata di clic: online il nuovo sito internet

luglio 10, 2019
nuovo sito italtherm

Efficienza, innovazione tecnologica, alta qualità e design innovativo sono le parole chiave per descrivere Italtherm, una società che da oltre 40 anni opera nel settore del riscaldamento autonomo e centralizzato offrendo una vasta gamma di prodotti all’avanguardia che vanno dai condizionatori alle caldaie, passando per scaldabagni fino al solare termico e alle pompe di calore e ibridi.

Un’eccellenza made in Italy che oggi è ancora più vicina ai suoi clienti grazie al nuovo sito progettato per guidare rivenditori, installatori, progettisti e più in generale tutta la clientela nella scelta dei prodotti e servizi più adatti alle varie esigenze, fornendo assistenza nelle fasi di prevendita, vendita e postvendita.

Un sito pensato per lo smartphone, in grado di adattarsi graficamente in modo automatico a qualunque dispositivo con il quale viene utilizzato (smartphone, pc, tablet), un design funzionale tale per cui la navigazione risulta essere facile, intuitiva e veloce, con nuovi contenuti sempre aggiornati alle novità normative e tecniche.

Configuratori e BIM

Innanzitutto, Italtherm, al fine di agevolare il lavoro dei suoi rivenditori, installatori, centri assistenza e progettisti, ha reso disponibile nella sezione “Servizi” tutta la documentazione tecnica dei suoi prodotti, che viene costantemente aggiornata. Un’assistenza a 360° che vede nei configuratori e nella sezione BIM le maggiori novità. Sono stati infatti sviluppati una serie di configuratori volti a dare assistenza nelle fasi di dimensionamento e progettazione degli impianti più complessi come gli impianti con collettori solari termici e gli impianti centralizzati con caldaie di alta potenza. Attraverso questi strumenti il professionista è in grado d’individuare facilmente i prodotti Italtherm necessari per realizzare l’impianto. In particolare, grazie al configuratore per centrali termiche, con pochi clic, è possibile dimensionare l’impianto desiderato corredato da disegni, preventivo e capitolato.

Importantissima anche la sezione dedicata al BIM (Building Information Modeling) che ad oggi rappresenta l’ultima innovazione nel settore della progettazione. Italtherm, per facilitare e velocizzare il lavoro di architetti e progettisti, mette a disposizione nel nuovo sito una serie di oggetti BIM per i suoi prodotti, diventando così uno dei primi produttori nel settore a mettere a disposizione questi innovativi strumenti di progettazione.

Approfondimenti

Alle sezioni che potremmo definire più “tecniche” si aggiungono importanti e utili approfondimenti come ad esempio la sezione dedicata alle agevolazioni fiscali, grazie alla quale è possibile districarsi tra i vari incentivi e soprattutto capire come ottenerli: dalle detrazioni per interventi di risparmio energetico, alle detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia fino al conto termico.

Ampio spazio anche agli strumenti che consentono ad Italtherm di essere sempre più vicino alla sua clientela e rendere questa costantemente informata, di cosa parliamo? Blog, rassegna stampa e community. Tanti approfondimenti su efficientamento energetico, nuove tecnologie per il riscaldamento e il raffrescamento oltre a tante curiosità sul mondo italtherm. Una società che da oggi è a portata di clic.

Questo e tanto altro su www.italtherm.it

Energia: la climatizzazione incide per oltre la metà sulla bolletta elettrica degli uffici

luglio 1, 2019
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costi climatizzatori ufficio

Siamo nel cuore dell’estate. Alcuni di noi possono godersi le meritate vacanze, altri sono in città, magari a lavoro in compagnia dei bollori di stagione e, come ogni anno, ci ritroviamo a combattere contro le giornate torride soprattutto nelle ore lavorative fra le mura aziendali.

Questa lotta, però, potrebbe lasciare brutti segni nei bilanci delle aziende.

Assoimmobiliare ed ENEA hanno infatti raccolto ed analizzato i dati di un campione di 118 edifici direzionali distribuiti su tutto il territorio nazionale: da questi studi è nato il Rapporto “Benchmark di consumo energetico degli edifici per uffici in Italia”. I dati del report sono impressionanti: il 57% dei consumi energetici registrati negli edifici ad uso ufficio è ricollegabile all’uso del climatizzatore e solo il 26% all’uso delle apparecchiature elettriche e il 17% all’illuminazione. Tradotto in denaro significa che la spesa media annua, a metro quadrato, per la climatizzazione estiva e invernale è di circa 15 euro, quella per l’uso delle apparecchiature elettrice è di 6,40 Euro mentre quella legata all’illuminazione è di 4,40 Euro.

Federico Testa, Presidente ENEA, ha dichiarato: “Con questo studio vogliamo fornire un contributo per stabilire standard univoci per le diagnosi energetiche nel settore immobiliare a uso direzionale. Una delle grandi sfide in cui l’ENEA è impegnata, anche in qualità di Agenzia nazionale per l’efficienza energetica, è gettare le basi per un parco immobiliare ad alta efficienza, con vantaggi innegabili dal punto di vista ambientale, economico e occupazionale. Considerando che il patrimonio edilizio italiano risale in molti casi agli anni ‘50, 60 e 70, sono presenti ampi margini per la messa in efficienza, con conseguenti significativi risparmi in bolletta che possono arrivare fino al 60%”.

Silvia Maria Rovere, Presidente di Assoimmobiliare, ha commentato: “Assoimmobiliare è in prima linea su tutte le tematiche relative all’efficienza energetica ed è impegnata in un costante lavoro di ricerca e innovazione, anche grazie alla proficua collaborazione con ENEA, finalizzato a fornire agli operatori del settore nuovi strumenti tecnici in grado di supportarli nella realizzazione e riconversione di un patrimonio immobiliare sostenibile. L’efficienza energetica è oggi uno dei driver principali per la realizzazione di interventi di rigenerazione urbana più che mai necessari per rilanciare la competitività del Sistema Paese e apre nuove strade all’applicazione di nuove tecnologie nell’industria immobiliare, sia agli edifici che ai servizi coinvolti”.

Invertire questa tendenza si può! Come? Ecco i consigli per tagliare i consumi senza ridurre il comfort:

https://italtherm.blog/2019/06/10/climatizzatori-rispetto-dellambiente-e-risparmio-energetico-ecco-le-regole-doro-per-rendere-tutti-felici/

Se invece è il momento di cambiare il climatizzatore e sceglierne uno a ridotti consumi ed emissioni… https://www.italtherm.it/ visitate il nostro portale

 

 

Estate e climatizzatori, come funzionano gli incentivi fiscali nel 2019

giugno 17, 2019
incentivi fiscali risparmio energetico

 

Con l’arrivo del caldo torrido e dell’afa, spesso il ventilatore non basta più ed è necessario correre ai ripari. In Italia chi acquista e fa installare un condizionatore può fruire di tre diversi tipi di incentivi: quello legato alla ristrutturazione edilizia, quello relativo al risparmio energetico e quello inerente il conto termico. Districarsi tra le possibilità non è facile e la convenienza dell’una o dell’altra tipologia dipende da diversi fattori, fiscali prima di tutto.

In generale, per “bonus condizionatori 2019” si intende una detrazione IRPEF, che può variare dal 50 al 65% a seconda della tipologia di intervento di efficientamento energetico dell’appartamento o dello stabile.

 

A spiegare le varie possibilità e le modalità di accesso ai finanziamenti sono gli specialisti di Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento e raffrescamento.

 

“Gli incentivi disponibili per l’acquisto di un nuovo condizionatore sono una grande occasione per tutti – spiega l’ing. Giovanni Fontana, responsabile della consulenza tecnica di Italtherm – grazie a questi è possibile vedersi rimborsare fino al 65% della spesa investita per l’acquisto di un nuovo sistema di condizionamento che ci farà risparmiare in bolletta facendo del bene anche all’ambiente”.

Acquistare un nuovo condizionatore ristrutturando casa

Il primo tipo di agevolazione rientra nella normativa che prevede incentivi fiscali a beneficio di chi effettua lavori di ristrutturazione edilizia: acquistare un nuovo condizionatore mentre si ristruttura casa consente di usufruire di una detrazione IRPEF del 50% della cifra investita dilazionata in 10 anni. Per godere dell’agevolazione il beneficiario deve essere in possesso di un reddito che consenta quindi di effettuare la detrazione.

Incentivi tramite Ecobonus

Rispetto all’incentivo concesso con la voce “ristrutturazione” (50% della spesa), la detrazione ricollegabile al risparmio energetico (ecobonus) ha un’aliquota più alta (65%). Per godere di questa misura, è richiesto però che l’impianto da installare sia una sostituzione di un impianto di climatizzazione già esistente (non una integrazione, né un impianto nuovo ove prima non era presente nulla) e che soddisfi i parametri minimi di prestazione energetica.  

Come opera il Conto Termico?

Il conto termico opera solo nel caso in cui il condizionatore che si vuole installare superi una soglia minima di prestazione di efficienza energetica. La somma erogata, inoltre, in questo caso varia in base alla zona climatica in cui viene installato. Da queste due variabili (tasso di prestazione e zona climatica) dipende la definizione del contributo che il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) erogherà e che, in ogni caso, non potrà superare il 65% della spesa sostenuta.

In merito alla modalità dell’erogazione, non è prevista in questo caso una detrazione fiscale, bensì l’erogazione diretta, tramite bonifico, di un contributo. Se il contributo è inferiore a 5.000 euro viene versato in una unica soluzione, altrimenti in due rate annue. Non è quindi necessario godere di alcun reddito dalla cui tassazione effettuare la detrazione.

 

Quale incentivo è più conveniente?

Non si può predeterminare in assoluto, né generalizzare. Vi sono infatti dei vincoli di prestazione energetica e delle variabilità legate alle zone climatiche. Il calcolo totale dell’incentivo previsto con il conto termico, potrebbe, ad esempio, evidenziare che il beneficio coprirà solo il 30% della spesa. In tal caso potrebbe convenire la ristrutturazione energetica o l’ecobonus.

Come si può accedere gli incentivi?

Per accedere agli incentivi è fondamentale anzitutto che lo stabile sia a norma, ovvero che sia già accatastato oppure con richiesta di accatastamento in corso e soprattutto dovrà essere in regola con il pagamento dei tributi.

Per accedere agli incentivi è fondamentale inoltre che il pagamento dei lavori venga effettuato con sistemi tracciabili (bonifico o carta) e che sia documentato (fattura).
In caso di pagamento con bonifico postale o bancario, all’interno della causale si dovrà riportare il codice fiscale di chi sta effettuando l’acquisto, partita IVA e intestazione del rivenditore del condizionatore. Se invece l’acquisto viene effettuato tramite prestito con carta di credito, si dovrà presentare tutta la documentazione del prestito richiesto o relativa al proprio acquisto.

Chi è Italtherm

Italtherm nasce con una grande storia, competenza e professionalità di un gruppo di lavoro che da oltre 30 anni opera nel settore del riscaldamento autonomo-centralizzato e della climatizzazione. È un’azienda innovativa, dinamica, capace di completare l’intero ciclo del prodotto, dalla produzione alla commercializzazione, fino alla post vendita in Italia e all’estero.

Maggiori informazioni su www.italtherm.it

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