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Ecco il Nuovo regolamento per i Gas Fluorurati ad effetto serra per la lotta ai cambiamenti climatici

marzo 4, 2019

Il 2019 ha portato importanti novità per quanto riguarda la disciplina dei gas fluorurati ad effetto serra i cosiddetti F-gas. Utilizzati in vari settori industriali, questi gas sono impiegati anche come refrigeranti negli impianti di refrigerazione e di condizionamento dell’aria e nelle pompe di calore.

Come dicevamo quest’anno si è aperto all’insegna di grandi cambiamenti grazie all’entrata in vigore Il 24 gennaio del nuovo regolamento in materia adottato con DPR 146 del 16 novembre 2018, in attuazione del regolamento (UE) n. 517/2014. L’attuale normativa abroga e sostituisce completamente il Regolamento (UE) 842/2006 e il precedente D.P.R n.43 del 27/01/2012 ponendo anche rimedio alle incongruenze normative che si erano create a causa della convivenza tra le due fonti normative.

La nuova disciplina si presenta molto minuziosa e la ragione sta nel fatto che questi gas pur non riducendo lo strato di ozono sono potenti gas serra, in genere con lunga durata in vita in atmosfera e quindi il loro constante monitoraggio è essenziale nel quadro generale della battaglia contro i cambiamenti climatici.

F-gas, quali sono le maggiori novità?                     

La più grande novità riguarda la creazione di una Banca Dati sui gas fluorurati, obbiettivo primario del decreto è infatti quello di assicurare una maggiore tracciabilità dei gas e degli impianti che li contengono. Questa sarà gestita dalle Camere di Commercio competenti che d’altronde già gestiscono il Registro Telematico nazionale delle persone e delle imprese certificate.

Tutti i soggetti interessati saranno obbligati ad inviare per via telematica i dati relativi alle vendite di f-gas, delle apparecchiature che li contengono e le attività di assistenza, manutenzione, installazione, riparazione e smantellamento delle stesse, entro 30 giorni dalla data di intervento.

Più precisamente tale obbligo, a partire dal 24/07/2019, riguarderà le imprese che forniscono f-gas, indipendentemente dalle modalità di vendita utilizzata (che dovranno comunicare all’atto della vendita e per via telematica, le quantità, la tipologia di gas venduto e gli estremi dei certificati delle imprese acquirenti o, qualora queste non siano soggette a certificazione, delle persone fisiche) e  le imprese che forniscono apparecchiature non ermeticamente sigillate contenenti f-gas agli utilizzatori finali,  anche qui indipendentemente dalle modalità di vendita utilizzata (la comunicazione riguarderà tipologia di apparecchiatura, numero e data della fattura e dello scontrino di vendita, anagrafica dell’acquirente, dichiarazione dell’acquirente recante l’impegno che l’installazione sarà effettuata da un’impresa certificata).

Solo a partire  dal 24 settembre 2019  l’obbligo scatterà per le imprese o le persone fisiche certificate che eseguono: installazione di apparecchiature fisse di refrigerazione, di condizionamento d’aria, pompe di calore fisse, apparecchiature fisse di protezione antincendio, celle frigorifero di autocarri e rimorchi frigorifero e commutatori elettrici; interventi di controllo delle perdite, di manutenzione o di riparazione delle apparecchiature già installate e attività di smantellamento delle apparecchiature sopra citate. Qui l’obbligo di comunicazione riguarderà

  • numero e data della fattura o dello scontrino di acquisto dell’apparecchiatura (solo per chi effettua l’installazione);
  • anagrafica dell’operatore;
  • data e luogo di installazione;
  • tipologia di apparecchiatura;
  • codice univoco di identificazione dell’apparecchiatura;
  • quantità e tipologia di gas fluorurati a effetto serra presenti e eventualmente aggiunti durante l’installazione oppure durante il controllo, la manutenzione o la riparazione;
  • nome e indirizzo dell’impianto di riciclaggio o rigenerazione e, ove del caso, il numero di certificato, se le quantità di gas fluorurati a effetto serra installati sono state riciclate o rigenerate;
  • dati identificativi della persona fisica certificata o dell’impresa certificata che ha effettuato l’installazione oppure l’intervento di controllo, riparazione o manutenzione;
  • eventuali osservazioni

Invece, per ciò che concerne l’attività di smaltimento dovranno essere indicati in particolare: data e luogo dello smaltimento, quantità e tipologia di gas fluorurati recuperato durante tale attività, le misure adottate per recuperare e smaltire gli stessi dalle apparecchiature nonché i dati identificativi della persona o impresa certificata che ha effettuato lo smantellamento.

F-gas, il registro telematico e le certificazioni

Il decreto mantiene l’obbligo di iscrizione al Registro telematico nazionale delle persone e delle imprese certificate (già previsto dal precedente D.P.R. 43/2012), per imprese e persone che svolgono attività di installazione, riparazione, manutenzione e smantellamento di apparecchiature contenenti gas fluorurati nonché di controllo e recupero dei gas.  La novità importante è la cancellazione automatica dal Registro delle persone fisiche e delle imprese che risultano già iscritte alla data del 24 gennaio 2019, ma non ancora certificate, le quali avranno tempo fino al 24 settembre 2019 per conseguire la certificazione. Qualora non operassero in tal senso la pena sarà la cancellazione, previa notifica, dal registro stesso.

Altra significante novità, come anche riportato nel portale del Ministero dell’Ambiente dedicato ai F-gas, è quella dell’ampiamento dell’ambito di applicazione della normativa in relazione alle apparecchiature e alle attività per le quali è richiesta l’iscrizione al Registro Telematico ci si riferisce in particolare alla refrigerazione e ai commutatori (attuazione dei regolamenti 2067/2015/CE  e 2066/2015/CE) e all’ampiamento dell’ambito con riferimento ai soggetti tenuti all’iscrizione e alla certificazioni (art.7,8,9 del D.P.R.) nonché a quelli tenuti alla sola iscrizione (art.10),

Quello che a noi interessa più da vicino è che vi rientreranno anche attività quali controllo perdite, recupero f-gas, installazione, riparazione, manutenzione, assistenza e smantellamento su apparecchiature fisse di refrigerazionecondizionamento d’aria e pompe di calore fisse.

Importante inoltre sottolineare che i certificati e gli attestati già emessi restano validi nel rispetto dei requisiti e delle condizioni in base ai quali sono stati inizialmente rilasciati. Nel caso in cui si voglia estendere la certificazione anche alle nuove attività, è possibile richiedere l’estensione della validità del proprio certificato o attestato all’ente di certificazione, il quale previa verifica dell’esistenza di requisiti di idoneità, rilascia apposita certificazione integrativa.

Cosa accade alla Dichiarazione F-gas che doveva essere trasmessa entro il 31 maggio di ogni anno?

Sul punto il nuovo decreto tace. È intervenuto in materia il ministero dell’ambiente che ha chiarito che è venuto meno l’obbligo di comunicazione all’ISPRA entro il 31 maggio di ogni anno delle informazioni riguardanti le quantità di emissioni in atmosfera dei gas fluorurati, restano però invariati gli obblighi dei registri. Il ministero ha anche sottolineato che la dichiarazione relativa alle informazioni del 2018 (scadenza 31 maggio 2019) non dovrà essere trasmessa.

Benché, gli adempimenti più importanti vedranno luce per le imprese e persone interessate solo a luglio 2019 è importante iniziare fin da subito a adeguarsi alle norme contenute nel nuovo decreto per non farsi trovare impreparati.

Fonti e approfondimenti

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2019-01-9&atto.codiceRedazionale=19G00001&elenco30giorni=false

 https://www.fgas.it/

https://ec.europa.eu/clima/policies/f-gas_en

http://www.ambientesicurezzanews.it/consulenza-ambientale/fgas-novita-2019-dichiarazione-comunicazione.php

 

 

Come tagliare le bollette nella giornata del risparmio energetico

febbraio 22, 2019
risparmio energetico ed economico per il Pianeta e il portafogli

Scegliere soluzioni eco-efficienti per le proprie case consente non soltanto di risparmiare economicamente ma anche di diminuire il proprio impatto ambientale, in pratica tagliare le emissioni climalteranti. Per questo, l’edizione 2019 di M’Illumino di Meno (la giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili ideata nel 2005 da Caterpillar e RaiRadio2), può essere l’occasione giusta per adottare stili vi di vita a minimo impatto e magari approfittare degli incentivi previsti anche per il 2019 dall’Ecobonus, modalità che lo Stato italiano ha introdotto da alcuni anni per aumentare il livello di efficienza energetica di abitazioni ed edifici esistenti, così da migliorare l’aria e ridurre i consumi energetici in Italia.

Gli incentivi vengono erogati sotto forma di detrazione dalle tasse delle spese sostenute per effettuare i lavori di efficientamento, come il miglioramento termico degli edifici (coibentazioni, pavimenti, finestre e infissi), l’acquisto di elementi di domotica (cioè installazione di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento) e la sostituzione degli impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda.

ADOTTA COMPORTAMENTI ECOEFFICIENTI

Questa casa non è una spiaggia ai caraibi! Un ambiente troppo caldo fa male alla salute e alle finanze.  Il legislatore consente di mantenere una temperatura non superiore a 22 gradi, ma, anche se fisserete il termostato a qualche grado in meno, non patirete i rigori dell’inverno. Ricordatevi poi che, per ogni grado abbassato, risparmierete dal 5 al 10% in termini di energia necessaria.

State poi bene attenti agli orari di accensione dell’impianto di riscaldamento: la legge fissa il tempo massimo di accensione giornaliero che muta nelle 6 diverse zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia.

Esistono poi piccoli accorgimenti che assicurano grandi risparmi. Installate pannelli riflettenti tra muro e termosifone o schermate le finestre durante la notte (abbassando le tapparelle, tirando le tende) ed otterrete un risparmio ingente.

Al contempo evitate di coprire i radiatori (con qualsiasi cosa: mobili, tende, biancheria) e quando arieggiate casa, prediligete un’apertura di finestre di pochi minuti (magari spalancandole).

Ricordatevi di fissare l’appuntamento per la manutenzione dell’impianto di riscaldamento. Se non volete farlo per il bene dell’ambiente o per la sicurezza vostra e dei vostri cari ricordatevi almeno che gli inadempienti rischiano una multa a partire da 500 euro (DPR 74/2013).

SOSTITUZIONE DEGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO: BONUS CALDAIA

In alcuni casi però la cosa migliore è cambiare la caldaia.

“L’Ecobonus rappresenta un’ottima occasione per sostituire le vecchie caldaie con modelli nuovi e più performanti. A giovarne sarà sia l’ambiente che il portafoglio”, spiega l’ing. Giovanni Fontana, responsabile della consulenza tecnica di Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento. L’Ecobonus prevede che, installando una caldaia più performante, si potrà avere – in fase di dichiarazione dei redditi – uno sgravio fiscale del 50% se la caldaia nuova sarà un modello a condensazione in classe A. L’aliquota potrà salire fino al 65% se, contestualmente alla nuova caldaia, sarà installato anche un sistema di termoregolazione evoluto. Ad essere detraibili saranno le imposte Irpef o Ires relative ai costi sia dei lavori edili che delle prestazioni professionali. “La sostituzione di una caldaia tradizionale con una a condensazione può consentire infatti di ridurre i consumi di gas di circa il 20%, percentuale che aumenta nel caso di utilizzo di un sistema di termoregolazione evoluto, arrivando in alcuni casi fino al 30% di risparmio. In più, sostituire la caldaia permette di ridurre di circa il 66% le emissioni di gas inquinanti. – prosegue Fontana – I fumi emessi dalle caldaie contengono principalmente vapore acqueo, anidride carbonica e ossidi di azoto: questi ultimi, in particolare, consentono di capire se una caldaia ha, o meno, un basso impatto sulle emissioni inquinanti”.

Guida al conto termico 2019

febbraio 20, 2019

Recentemente rinnovato rispetto a quello introdotto dal D.M. 28/12/2012, il Conto Termico consente di ottenere incentivi a chi decide di riqualificare, in chiave energetica, il proprio edificio migliorandone le prestazioni energetiche e riducendo in tal modo i consumi.

Fra le novità del Conto Termico 2019 si annoverano l’aggiornamento della dimensione degli impianti suscettibili di incentivo nonché uno snellimento della procedura di accesso diretto per apparecchi con caratteristiche già approvate e certificate.

Ecco una piccola guida al Conto Termico

 

CONTO TERMICO: DI COSA SI TRATTA?

Con il termine “Conto termico” si indicano gli incentivi e le agevolazioni che vengono erogate, ai sensi del D.M. del 28 dicembre 2012, ai soggetti che effettuano opere ed interventi volti al miglioramento dell’efficienza energetica di edifici già esistenti nonché a coloro i quali realizzano impianti di piccole dimensioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

CHI PUO’ USUFRUIRE DEI BENEFICI E A QUANTO AMMONTA IL BUDGET STANZIATO?

A beneficiare dei 900 milioni di Euro stanziati annualmente sono soprattutto le Pubbliche Amministrazioni (alle quali sono destinati 200 milioni di Euro), le imprese e i privati.

Possono accedere al Conto Termico anche gli ex Istituti Autonomi Case Popolari, le cooperative di abitanti iscritte all’Albo nazionale delle società cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi costituiti presso il Ministero dello Sviluppo Economico, nonché le società a patrimonio interamente pubblico e le società cooperative sociali iscritte nei rispettivi albi regionali.

Le erogazioni dal GSE possono avvenire in un’unica soluzione (all’incirca entro 2 mesi) qualora l’importo riconosciuto non dovesse essere maggiore di 5.000 euro.

QUALI SONO GLI INTERVENTI CHE BENEFICIANO DEGLI INCENTIVI?

Possono ottenere gli incentivi del Conto Termico (il cui ammontare può arrivare sino al 65% delle spese sostenute) gli enti pubblici che sostituiscono la vecchia caldaia con un generatore di calore che assicuri un rendimento superiore al 93+2LogPn (come, ad esempio, una caldaia a condensazione Italtherm), per tutti invece si può accedere agli incentivi qualora si installi uno scalda acqua in pompa di calore (come Aquasmart), pannelli solari (Italtherm propone Slim Solar) o per la sostituzione di impianti di climatizzazione (come Clima e Clima TOP).

COME SI OTTENGONO GLI INCENTIVI?

Innanzitutto il versamento degli importi pagati per gli interventi deve avvenire mediante bonifico bancario o postale da cui emergano la causale del versamento (DM 16.02.2016), il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il codice fiscale o il numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. Ultimati i lavori le ditte fornitrici dovranno rilasciare le asseverazioni e le certificazioni il cui elenco è presente sul sito del GSE. Raccolta tutta la documentazione, entro 60 giorni dalla fine dei lavori, dovrà essere presentata la richiesta di erogazione degli incentivi mediante registrazione nell’Area Clienti GSE (http://areaclienti.gse.it/) e successivo accesso al PORTALTERMICO ove dovrà essere compilato, in tutti i campi, il form on line.

Qualora, poi, gli interventi da realizzare fossero di esclusiva titolarità delle PA o delle ESCO (Energy Service Company) si può prenotare l’incentivo prima ancora della realizzazione stessa dell’intervento, ottenendo già all’avvio dei lavori un acconto e ricevendo il saldo alla ultimazione dell’intervento.

Al fine di prenotare l’incentivo, le PA dovranno presentare una domanda a preventivo trasmettendo al GSE uno dei seguenti set di documenti:

  • una Diagnosi Energetica e un atto amministrativo attestante l’impegno alla realizzazione di almeno un intervento tra quelli indicati nella Diagnosi Energetica stessa;
  •  un contratto di prestazione energetica stipulato tra la PA e una ESCO oppure copia del contratto stipulato per l’affidamento, a seguito di gara, del servizio energia pertinente all’intervento proposto;
  •  un provvedimento o un atto amministrativo attestante l’avvenuta assegnazione dei lavori con il verbale di consegna dei lavori stessi.

 

Ecobonus anche nel 2019: come funziona e perché conviene il bonus caldaia [COMUNICATO STAMPA]

gennaio 19, 2019
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Sono stati confermati anche per il 2019 gli incentivi dell’Ecobonus, modalità con cui lo Stato mette a disposizione fondi per la ristrutturazione e l’efficientamento energetico di edifici pubblici e privati. Gli specialisti di Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento, spiegano come funzionerà in particolare il bonus caldaia.

Confermato per il 2019 l’Ecobonus, modalità che lo Stato italiano ha introdotto da alcuni anni per incentivare l’efficientamento delle abitazioni e degli edifici. Gli incentivi vengono erogati sotto forma di detrazione dalle tasse delle spese sostenute per effettuare i lavori di efficientamento, come il miglioramento termico degli edifici (coibentazioni, pavimenti, finestre e infissi), l’installazione di pannelli solari, l’acquisto di elementi di domotica (cioè installazione di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento) e lasostituzione degli impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda.

Quest’ultimo punto è definito anche come bonus caldaia: a spiegarne il funzionamento e le modalità di accesso sono gli specialisti di Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento.

“L’Ecobonus è un’occasione unica per sostituire le vecchie caldaie con modelli nuovi e più performanti. A giovarne sarà sia l’ambiente che il portafoglio”, spiega l’ing.Giovanni Fontana, responsabile della consulenza tecnica di Italtherm. “La sostituzione di una caldaia tradizionale con una a condensazione può consentire infatti di ridurre i consumi di gas di circa il 20%, percentuale che aumenta nel caso di utilizzo di un sistema di termoregolazione evoluto, arrivando in alcuni casi fino al 30% di risparmio”.

“In più, sostituire la caldaia permette di ridurre di circa il 66% le emissioni di gas inquinanti. – prosegue Fontana – I fumi emessi dalle caldaie contengono principalmente vapore acqueo, anidride carbonica e ossidi di azoto: questi ultimi, in particolare, consentono di capire se una caldaia ha, o meno, un basso impatto sulle emissioni inquinanti”.

Come funziona nella pratica l’Ecobonus?

L’Ecobonus prevede che, installando una caldaia più performante, si potrà avere – in fase di dichiarazione dei redditi – uno sgravio fiscale del 50% se la caldaia nuova sarà un modello a condensazione in classe A. L’aliquota potrà salire fino al 65% se, contestualmente alla nuova caldaia, sarà installato anche un sistema di termoregolazione evoluto. Nel caso in cui vengano eseguiti lavori condominiali le agevolazioni arriveranno anche al 75%. Ad essere detraibili saranno le imposte Irpef o Ires relative ai costi sia dei lavori edili che delle prestazioni professionali.

Chi può usufruirne?

Possono usufruire dell’Ecobonus 2019 persone fisiche, professionisti e società, nonché associazioni, enti pubblici e privati nel caso in cui non svolgano attività commerciale. Il bonus potrà essere richiesto per ogni categoria di edificio con impianto di riscaldamento preesistente.

Come si richiede? C’è una modulistica apposita?

Per accedere all’Ecobonus sarà necessario registrarsi sul sito ENEA nell’apposita sezione dedicata agli incentivi per l’efficienza energetica e compilare il form che sarà disponibile non appena saranno rilasciati i decreti attuativi.

Ecobonus: quali alternative?

Valida alternativa all’Ecobonus è il conto termico ma, nel caso delle caldaie, riguarda solo gli enti pubblici: non prevede un’aliquota di detrazione fiscale, ma un premio in denaro, riconosciuto direttamente sul conto corrente del richiedente. L’importo erogato è poi correlato alla potenza dell’apparecchio installato.

Ecobonus caldaie 2019 ecco come ottenere le detrazioni

gennaio 17, 2019
ecobonus 2019 decalogo caldaie

Seppur il 2019 sia iniziato solo da pochi giorni, già sappiamo che l’anno appena concluso è stato il più caldo degli ultimi 2 secoli e ciò ha costretto molti Comuni ad adottare misure antismog come i blocchi giornalieri alla circolazione ed il divieto di utilizzo dei veicoli più inquinanti.

Non avendo un Pianeta B è fondamentale intraprendere velocemente ogni azione volta a rendere più pulita l’aria delle città.

Un grande risultato può partire già all’interno delle nostre case: l’adozione di tecnologie e di soluzioni eco-efficienti come la coibentazione delle abitazioni o l’installazione di caldaie a ridotto impatto ambientale come quelle a condensazione rappresentano una scelta risparmiosa a livello personale ed utile per l’intera collettività e, proprio per questo, l’ecobonus è stato prorogato anche per il 2019.

L’Ecobonus rappresenta un ottimo (ed ulteriore) motivo per sostituire le vecchie caldaie con modelli nuovi, più performanti meno inquinanti i cui consumi energetici sono enormemente inferiori rispetto al passato: grazie alle caldaie a condensazione si possono ridurre i consumi di gas di circa il 20% ed addirittura, in caso di utilizzo di un sistema di termoregolazione evoluto, fino al 30%.

Come ottenere l’incentivo fiscale dell’ecobonus

Installando una caldaia nuova di classe A sarà possibile, in sede di dichiarazione dei redditi, ottenere uno sgravio fiscale del 50%. L’incentivo poi può salire al 65% nell’ipotesi in cui – contestualmente all’acquisto e all’installazione della nuova caldaia – venga installato anche un sistema di termoregolazione evoluto.

L’agevolazione fiscale del 65% spetta invece ai soggetti che installano pannelli solari (come lo Slim solar di Italtherm), a quelli che sostituiscono impianti di climatizzazione con impianti in pompa di calore (come i modelli Itlatherm Clima e Clima TOP) e nel caso di posa in opera di scalda-acqua (come Aquasmart di Italtherm) in pompa di calore.

Chi può ottenere l’ecobonus

L’obiettivo della normativa è quello di migliorare l’aria e di ridurre i consumi energetici in Italia aumentando il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. Per questo la disciplina prevede che possono usufruire  dell’Ecobonus 2019 persone fisiche, professionisti e società, nonché anche associazioni, enti pubblici e privati che non svolgano attività commerciale.

La detrazione fiscale

La detrazione fiscale verrà restituita in 10 rate annuali di pari importo sotto forma di oneri detraibili Irpef: se, ad esempio, il costo dell’installazione della caldaia è di 2.000 euro, grazie all’ecobonus del 50%, si potrà detrarre 1.000 euro in 10 rate annuali da 100 euro.

Si precisa che l’Ecobonus non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali, quali ad esempio il Bonus Casa.

Attenzione alla conservazione dei documenti e alla comunicazione ENEA

Per ottenere la detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con  bonifico bancario o postale da cui risultino:
– causale del versamento con gli estremi della norma agevolativa;
– codice fiscale del beneficiario della detrazione;
– codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento;
Entro 90 giorni dalla data di fine dei lavori è necessario trasmettere ad ENEA la scheda informativa relativa agli interventi realizzati (la data di fine lavori coincide con il giorno del collaudo). La trasmissione deve avvenire in via telematica al portale ENEA.
Per la compilazione è necessario registrarsi e poi inserire i dati anagrafici del beneficiario, dell’immobile oggetto dell’intervento, scegliere il comma da applicare, compilare gli allegati, verificare i dati, inviare la dichiarazione e stamparla

Documentazione necessaria

Per beneficiare dell’agevolazione fiscale è necessario essere in possesso di:
– ricevuta del bonifico;
– fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione;
– asseverazione fornita da dall’installatore o dal direttore dei lavori
– originali degli allegati inviati ad ENEA firmati dal tecnico o dal cliente;
– ricevute dell’invio ad ENEA della scheda informativa E (codice CPID).

PER SAPERNE DI PIÙ

Sito Agenzia delle Entrate
https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/aree+tematiche/casa/agevolazioni

In ogni caso ricordate che i nostri installatori vi sapranno guidare passo passo per poter scegliere la caldaia più adatta alle vostre esigenze e spiegarvi come ottenere la detrazione del 65%. Contattate l’agenzia Italtherm più vicina a casa vostra.

Italtherm si racconta a money.it parlando anche di Ecobonus, efficienza energetica e made in Italy

gennaio 14, 2019

Italtherm, l’azienda emiliana che sfida le multinazionali e punta alla sostenibilità.

Così titola l’articolo che Money.it ha dedicato ad Italtherm. Vi lasciamo un estratto e vi invitiamo a leggere tutto l’articolo

Parliamo di un tema davvero utile a tutti, l’Ecobonus. Come funziona e in che modo vi si può accedere?

L’Ecobonus è un’occasione unica per sostituire le vecchie caldaie con modelli nuovi e più performanti. La sostituzione di una caldaia tradizionale con una a condensazione può consentire infatti di ridurre i consumi di gas di circa il 20%, percentuale che aumenta nel caso di utilizzo di un sistema di termoregolazione evoluto, arrivando in alcuni casi fino al 30% di risparmio.
L’incentivo in sostanza prevede che, installando una caldaia più performante, si possa accedere – in fase di dichiarazione dei redditi – ad uno sgravio fiscale del 50% se la caldaia nuova sarà un modello a condensazione in classe A. L’aliquota potrà salire fino al 65% se, contestualmente alla nuova caldaia, sarà installato anche il sistema di termoregolazione evoluto. Possono usufruire dell’Ecobonus 2019 persone fisiche, professionisti e società, nonché associazioni, enti pubblici e privati nel caso in cui non svolgano attività commerciale.

Leggi tutto l’articolo dedicato ad Italtherm

Made in Italy di successo: Italtherm chiude il 2018 con +35% di fatturato e + 25% di assunzioni [COMUNICATO STAMPA]

gennaio 7, 2019

L’azienda emiliana, specializzata nel settore del riscaldamento autonomo e centralizzato, fa il punto sul 2018 lanciando sul mercatoCity Top, la caldaia a condensazione con il più elevato campo di modulazione, e aprendo 5 nuove posizioni lavorative in area tecnica.

Oltre 33 milioni di euro di fatturato, con un aumento del 35% rispetto al 2017, per una realtà emiliana che ha scelto di non delocalizzare e di scommettere sui giovani e sul know how Made in Italy. È questo il bilancio annuale di Italtherm, azienda innovativa nel settore del riscaldamento autonomo e centralizzato, nata 6 anni fa ma con un’esperienza trentennale nel settore.

Italtherm nasce nel 2011 per volere di Paolo Mazzoni e di un gruppo di ex-dipendenti Hermann, l’azienda fondata nel 1970 da Mazzoni stesso a Pontenure, in provincia di Piacenza. Nel 2007, con l’intenzione di aprire al mercato estero, la Hermann era stata venduta ad un gruppo internazionale che tuttavia aveva poi optato per la chiusura della produzione italiana, con conseguente delocalizzazione e licenziamento dei dipendenti dello stabilimento di Pontenure. “Dopo la chiusura ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo avviato un nuovo progetto, coinvolgendo il personale rimasto disoccupato e riaprendo lo storico stabilimento di Pontenure (PC). Grazie all’esperienza decennale, abbiamo messo a punto prodotti innovativi e dato vita ad una nuova azienda di successo”, racconta Paolo Mazzoni, fondatore di Italtherm.

Gli sforzi sono stati ripagati e nel 2018 Italtherm ha toccato quota 65.000 caldaie vendute. Inoltre, dal 2012 al 2018 l’organico dell’azienda è più che triplicato, passando da 30 a 100 dipendenti. In particolare, tra il 2017 e il 2018 la crescita del personale è stata pari al 25%, grazie all’arrivo di 20 nuove risorse. E c’è tutta l’intenzione di crescere ancora: Italtherm infatti ha annunciato di aver aperto 5 posizioni in area tecnica e di essere alla ricerca di ingegneri elettronici e termotecnici per lo sviluppo di nuovi prodotti legati alle energie rinnovabili.

“Siamo molto orgogliosi dei risultati ottenuti, di quello che abbiamo costruito e dei nostri obiettivi per il futuro”, spiega Pietro Giannotta, direttore commercialeItaltherm. “Italtherm investe costantemente nella ricerca per offrire prodotti e servizi sempre più innovativi e in grado di coniugare efficienza energetica, sostenibilità, design e sicurezza”. Lo dimostra la nuova caldaia a condensazioneCity Top, appena lanciata sul mercato e caratterizzata dal più elevato campo di modulazione che le consente di adattarsi all’effettivo fabbisogno termico dell’abitazione, riducendo il numero di accensioni e spegnimenti e diminuendo il consumo di gas e le emissioni inquinanti. In più, l’estetica elegante di City Top è frutto della creatività dello Studio Italdesign, del famoso designer Giorgetto Giugiaro

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