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In vigore dal 1 luglio il nuovo listino prezzi Italtherm

luglio 6, 2021

É online il listino prezzi Italtherm aggiornato e in vigore a partire dal 1 luglio 2021!
Scopri di più sui prodotti Italtherm e sugli incentivi e detrazioni a disposizione per il loro acquisto:

  • Pompe di calore
  • Caldaie a gas < 35 kW
  • Caldaie di alta potenza
  • Scaldabagni
  • Climatizzatori in pompa di calore
  • Solare termico

Puoi scaricarlo nel formato più idoneo alle tue necessità: pdfExcel o ANGAISA.
Consulta la pagina dedicata sul nostro sito:
https://www.italtherm.it/2021_listino_iocomproitaliano/

Monoblocco o splittato: come scegliere l’impianto di riscaldamento ibrido migliore

giugno 24, 2021
monoblocco o splittato

Un impianto ibrido di riscaldamento riesce a sfruttare i vantaggi offerti dalla caldaia congiuntamente a quelli garantiti dalle pompe di calore. Sono da preferire quelli “factory made” perché il produttore conosce esattamente il funzionamento della scheda elettronica della caldaia e quella della pompa di calore e ne ottimizza la funzionalità complessiva. Anche in tal caso i modelli disponibili sono diversi e differiscono non solo in funzione della potenza ma anche riguardo alla tipologia di apparecchio installabile. Ciò consente una adeguata flessibilità in relazione alle esigenze dell’immobile in cui verrà installato il sistema di riscaldamento. In particolare, con l’ausilio dell’Ing. Giovanni Fontana di Italtherm, stavolta abbiamo approfondito la differenza tra gli ibridi monoblocco e splittati.

Un apparecchio ibrido può essere monoblocco o splittato. Cosa vuol dire?

La scelta tra un apparecchio splittato o monoblocco si pone per l’ibrido in quanto un apparecchio ibrido comunque è costituito anche da una pompa di calore aria – acqua. Questi tipi di pompe di calore assorbono energia dall’aria esterna, cedendola all’acqua contenuta nelle tubazioni che alimentano l’impianto di riscaldamento delle abitazioni.

L’apparecchio potrà essere splittato o monoblocco a seconda di dove avviene lo scambio di energia tra quanto recuperato dall’aria esterna e il fluido che circola nell’impianto di riscaldamento. Negli apparecchi splittati questo trasferimento di energia avviene in uno scambiatore gas-acqua posto in un involucro distinto dall’unità esterna che ha assorbito calore dall’aria, scambiatore che normalmente è posto all’interno dell’abitazione ed è contenuto in un modulo che assomiglia, per ingombro, ad una caldaia. Negli apparecchi monoblocco questo scambiatore è invece contenuto nell’unità esterna stessa, creando un tutt’uno.

Qual è il sistema migliore?

Non vi è una risposta univoca. Nel caso di un apparecchio splittato, avendo posizionato all’interno dell’abitazione lo scambiatore di calore gas-acqua, non si avranno mai problemi legati al gelo. Viceversa in un apparecchio monoblocco, lo scambio di energia avviene all’esterno (lo scambiatore di calore gas-acqua è nell’unità esterna) e le tubazioni ove passa l’acqua, che circola nell’impianto di riscaldamento, si trovano, almeno per un breve tratto, fuori dalle mura domestiche.

Fino a quando l’apparecchio monoblocco è in funzione, anche se esposto a temperature rigide, non ci sono problemi, ma, se venisse spento, l’acqua ferma nei tubi potrebbe ghiacciarsi. Sarà quindi necessario eseguire preventivamente un’ottima coibentazione dei tubi e addizionare l’acqua del circuito di riscaldamento con dell’antigelo. Queste accortezze, invece, non servono per un impianto splittato, dove, essendo lo scambiatore gas-acqua interno all’abitazione, il rischio di gelo è scongiurato.

Per contro con un apparecchio splittato, il gas refrigerante (che è il vettore che assorbe energia dall’aria esterna e lo cede all’acqua dell’impianto di riscaldamento attraverso lo scambiatore gas-acqua), è in alcuni casi leggermente infiammabile (oggi sempre più probabile, dato che i gas con minore impatto ambientale sono leggermente infiammabili) e viene portato fino in casa; si ha inoltre un ingombro all’interno dell’abitazione (per quanto minimo) dovuto allo scambiatore stesso.

Si dovrà quindi stare attenti a dove posizionare la parte interna dell’apparecchio splittato. Anche se il gas è solo leggermente infiammabile, infatti, non sarà possibile scegliere un ambiente molto piccolo come uno sgabuzzino. Parimenti non si ha la possibilità di installare questi apparecchi in ambienti in cui vi è la presenza di fiamme libere e spesso è ritenuto esteticamente inopportuno montarli in salotto.

La valutazione del sistema più indicato (splittato o monoblocco) dovrà quindi essere effettuata solo dopo aver interpellato un progettista ed eseguito le verifiche tecniche insieme al proprio idraulico di fiducia, tenendo conto delle caratteristiche del locale ove andrà installato l’impianto.

Per saperne di più è possibile contattare gli esperti di Italtherm e scoprire le soluzioni della linea Hydrablock https://www.italtherm.it/hydrablock/

Ibrido factory made: che cos’è e perché è una soluzione innovativa nel riscaldamento

maggio 12, 2021

Gli impianti ibridi di riscaldamento consentono di sfruttare i vantaggi delle caldaie e delle pompe di calore. Per potere, però, avere sistemi ad alta efficienza e davvero ottimali bisogna puntare sull’ibrido factory made, come la gamma Hydrablock Hybrid di Italtherm. Per capire di cosa si tratta e perché, spesso, rappresenti la miglior soluzione di riscaldamento, abbiamo intervistato l’Ing. Giovanni Fontana.

Ibrido factory made … cos’è?

Per spiegare l’ibrido factory made bisogna partire dalla definizione di “ibrido”.

Quando si parla di sistemi di riscaldamento siamo abituati a pensare ad apparecchi che vengono alimentati da una singola fonte energetica che, nel caso della caldaia, è il gas, mentre nella pompa di calore è l’elettricità. Nel primo caso l’energia è prodotta attraverso una combustione (bruciando quindi il gas combustibile) mentre, nel secondo caso, il sistema recupera calore dall’aria esterna trasferendolo negli ambienti interni (utilizzando energia elettrica per realizzare questa funzione). Prima delle soluzioni ibride, per il riscaldamento si doveva scegliere l’una o l’altra tecnologia, con i “pro” e i “contro” che ognuna di esse ha. Grazie all’ibrido è possibile unire entrambe le soluzioni in un unico apparecchio, sfruttandone solo i “pro”.

Potrebbe farci un esempio con qualcosa di più familiare?

Facciamo un esempio automobilistico. La trazione di un’auto ibrida è garantita da più fonti: vi è la batteria che alimenta la parte elettrica ed un motore a scoppio. In città, a velocità contenute, è possibile sfruttare la batteria e tutti i benefici (tipicamente nessuna emissione). Per tragitti lunghi o quando la batteria è scarica, quindi una volta terminata la riserva di funzione elettrica, il veicolo sarà azionato dal tradizionale motore endotermico. Una simile dinamica, cioè utilizzare il vettore energetico migliore per il contesto in cui ci si trova a dover fornire il risultato desiderato, si ripete nel caso degli apparecchi per il riscaldamento (ovviamente non per muoversi, ma per riscaldare). Quando è più intelligente far funzionare solo la caldaia, riscalderemo solo con quella, quando serve solo la pompa di calore, sarà in funzione da sola, quando è meglio avere una collaborazione tra entrambi, opteremo per un funzionamento contemporaneo.

Factory made cosa significa? 

In generale si potrebbe pensare di installare due apparecchi e farli funzionare sullo stesso impianto per sfruttare la potenza e le peculiarità di entrambi. Se ciò avvenisse con apparecchi di marche diverse senza una reale integrazione tra le logiche di funzionamento delle singole, sarebbe impossibile realizzare un sistema ottimale che sfrutta i “pro” di ogni tecnologia minimizzando i “contro”. Nel caso del “Factory made” lo stesso produttore, come fa Italtherm, realizza direttamente un sistema ibrido che include una caldaia, una pompa di calore e le logiche di funzionamento. Ciò consente di conoscere esattamente il funzionamento della scheda elettronica della caldaia e quella della pompa di calore e di ottimizzarne l’utilizzo. Solitamente un impianto assemblato, quindi non factory made, lavora in maniera più approssimativa e molto spesso solo in alternanza, cioè fino a una certa temperatura esterna sarà in funzione la pompa di calore e, al di sotto di tale temperatura, si spegnerà la pompa di calore e partirà la caldaia, perdendo tutte le sinergie e le ottimizzazioni realizzabili con un funzionamento “intelligente”.

Cosa accade invece in un sistema factory made?

Un sistema ibrido factory made consente di avere un apparecchio che garantisce una prestazione sempre ottimale riuscendo ad unire l’aspetto positivo della caldaia e l’aspetto positivo della pompa di calore, massimizzando i benefici dell’una e dell’altra tecnologia. 

Il sistema è capace di regolarsi automaticamente in base alle temperature esterne e di decidere se far funzionare la pompa di calore, la caldaia o entrambe le parti. Fino ad una certa temperatura esterna la logica di controllo potrebbe per esempio far funzionare solo la pompa di calore, per poi far intervenire anche la caldaia con una potenza ridotta. Man mano che la temperatura esterna scende e quindi l’utilizzo della pompa di calore diventa meno efficiente, aumenta il lavoro della caldaia, ma può ancora sfruttare il lavoro della pompa di calore per una parte residuale. Sotto certe temperature non rimarrà che mantenere in funzione solo la caldaia. Il criterio indicato della temperatura esterna come discriminante è solo per semplificare il concetto, in realtà vi sono anche altri parametri che fanno scegliere, alla logica di controllo, quale modalità di funzionamento implementare. In questo modo l’apparecchio ibrido lavora sempre nelle condizioni di maggiore efficienza.

Un altro vantaggio ricollegato alla possibilità di avere due apparecchi in uno si manifesta quando uno dei due smette di funzionare: in caso di emergenza quello che rimane funzionante mitiga il guasto dell’altro. Quest’ultima eventualità non è ovviamente la più efficiente dal punto di vista energetico, ma consente di non rimanere al freddo, almeno fino all’intervento del tecnico. 

L’efficienza di una pompa di calore – che è calcolata attraverso il coefficiente di prestazione “​COP” (Coefficient of Performance) – è tanto maggiore quanto più quando la temperatura dell’aria esterna è elevata (ad esempio con 7 °C ha un ottimo COP). Viceversa quando la temperatura esterna scende, il valore di COP altrettanto diminuisce. A temperature rigide è probabilmente meglio far funzionare solo la caldaia. Se avessi solo la pompa di calore perché la caldaia si è guastata, e la temperatura esterna dovesse scendere, la pompa di calore consumerà parecchia energia elettrica e potrebbe non essere in grado di produrre i kW necessari per garantire il giusto riscaldamento, ma garantirebbe comunque un certo apporto di energia e sarebbe comunque una situazione temporanea nell’attesa di ripristinare la funzionalità della caldaia. Certo se avessi solo la pompa di calore (e non l’ibrido) non sarebbe una condizione ottimale di funzionamento (condizione che però non è poi così impossibile in inverno …). Per tornare al paragone iniziale, è l’equivalente di un’auto ibrida il cui motore endotermico, che produce i 100kW necessari a correre in autostrada, smettesse di funzionare: l’auto si muoverà solo grazie alla parte elettrica, che magari produrrà solo 30kW, ma, anche se più lentamente, riuscirà ad arrivare a destinazione o almeno dal primo meccanico utile per ripristinare ciò che ha smesso di funzionare. 

Tornando al nostro caso, se invece funzionasse solo la caldaia per un guasto alla pompa di calore, anche quando le temperature esterne saranno più miti, avrò solo la caldaia funzionante, quindi avrò consumi più alti rispetto a una pompa di calore, ma la funzione riscaldamento sarebbe comunque garantita. Dal punto di vista delle prestazioni quindi non avrò problemi, ma a fine mese, quando arriveranno le bollette energetiche, saranno più salate rispetto ad un uso ibrido. 

Tale sistema innovativo ha diritto a ottenere benefici fiscali?

Esistono diversi incentivi e vantaggi: il conto termico, gli ecobonus del 50 e del 65% e anche il superbonus del 110%. In linea generale sono gli stessi per la sola pompa di calore o caldaia. Vi sono, però, delle differenze che rendono più semplice l’accesso a tali misure nel caso di un sistema ibrido. Nel caso di superbonus, ad esempio, la sostituzione della sola caldaia potrebbe non essere sufficiente per garantire il salto di 2 classi di efficienza energetica dell’immobile, mentre per un sistema ibrido la probabilità aumenta notevolmente. Un altro esempio è l’accesso al conto termico, dove l’incentivo per le caldaie è limitato ai soli enti pubblici, mentre l’incentivo per l’installazione di un sistema ibrido è accessibile a tutti. 

Ibrido factory made: che tipologie di modelli esistono?

Esistono tantissimi modelli di ibridi factory made. Italtherm offre ben 26 Hydrablock Hybrid factory made per rispondere alle diverse esigenze come, ad esempio, gli apparecchi da esterno o da interno, quelli che erogano (o meno) acqua calda sanitaria, con potenza diversa. La potenza delle caldaie va dai 25 ai 35 kW mentre le pompe di calore da 5 a 12 kW.

Centrali termiche: sistemi a cascata o caldaie singole. Quali sono le differenze e quale soluzione scegliere?

aprile 12, 2021

Cosa sono i sistemi a cascata? In cosa differiscono rispetto alle caldaie singole? Quali vantaggi si ottengono installando un sistema a cascata e quali, invece, optando per caldaie singole?

Con entrambe le soluzioni si può ottenere riscaldamento e acqua calda sanitaria, ma sussistono alcune differenze in termini di prestazioni, risparmio energetico e manutenzione. Abbiamo posto le vostre domande all’Ing. Giovanni Fontana di Italtherm

Come si capisce se conviene adottare un sistema a cascata o una caldaia singola?

Bisogna fare una premessa: parliamo di impianti con una potenza non trascurabile – sicuramente maggiore di 35 kW – tipicamente quelli presenti nei condomìni, ove troviamo impianti residenziali centralizzati, in cui, indipendentemente dal fatto che sia stato scelto un sistema a cascata o ad una sola caldaia, da un’unica centrale termica si scaldano tutti gli appartamenti. Come per tutti gli impianti è fondamentale capire qual è la potenza massima necessaria per riscaldare e produrre acqua calda sanitaria per tutto l’immobile; una volta stabilita la potenza massima, occorre verificare anche la potenza minima. Questi due parametri sono fondamentali per stabilire se sia opportuno installare un solo apparecchio o più apparecchi a cascata.

Perché cambia la capacità di modulazione a seconda che si installi un apparecchio unico o con più caldaie?

Un sistema a cascata, in linea generale, è in grado di garantire un’ampia escursione (modulazione) tra potenza minima e potenza massima ed è quindi più versatile, venendo incontro ad esigenze diverse come, ad esempio, quelle correlate al numero degli abitanti dello stabile che può variare nel tempo. Per spiegarlo immaginiamo di avere necessità di una caldaia con una potenza massima di 500 kW dotata di un rapporto di modulazione 1:10; la potenza minima erogata sarà quindi di 50 kW (500/10) mentre, se venissero installate 10 caldaie da 50 kW con il medesimo rapporto di modulazione 1:10, la modulazione complessiva del sistema a cascata sarà tra 500 kW (tutte le 10 caldaie in funzione alla potenza massima) e 5 kW (una sola caldaia in funzione alla potenza minima).

Sebbene questo aspetto sia indubbiamente un punto di forza, non si può a priori dichiarare che sia preferibile un sistema a cascata rispetto ad una caldaia singola. Vi sono una serie di considerazioni da fare perché entrambi i sistemi evidenziano dei pro e dei contro.

Può spiegarci i vantaggi di una caldaia singola?

Nel caso in cui si abbia una sola caldaia – che immaginiamo per esempio da 100 kW per un condominio medio – il manutentore dovrà operare su un solo apparecchio, quindi è pensabile che le spese per il condominio saranno legate ad operazioni su un solo apparecchio, sia in relazione alla verifica periodica del rendimento che all’ordinaria pulizia. Inoltre un impianto con un unico apparecchio è generalmente un sistema più semplice da gestire, in quanto dotato di un’unica scheda, un unico condotto di scarico, un unico circolatore che, se presente nell’apparecchio, potrebbe essere sufficiente per riscaldare i vari appartamenti; in più gli eventuali accessori dell’impianto dovranno collegarsi solamente ad una caldaia. Rispetto ad un sistema a cascata, nel caso in cui si abbia una grande variabilità di richiesta di potenza, non si potrà scendere sotto una certa potenza minima e i consumi saranno leggermente maggiori, tuttavia, se non fosse necessario avere una modulazione elevata, si può tranquillamente optare per un apparecchio singolo. 

E se invece preferissi un sistema a cascata con 3 caldaie da 33kW?

Se la medesima potenza massima fosse raggiunta con un sistema a cascata, come abbiamo visto nell’esempio precedente, si otterrà una modulazione maggiore. In questo caso, con tre caldaie da 33 kW e la modulazione 1:10 prevista nell’esempio sopra descritto, la potenza minima dell’impianto sarà 3,3 kW, quindi una modulazione complessiva tra 100 kW e 3,3 kW, mentre con la caldaia singola avremmo registrato valori tra 100 kW e 10 kW. Poi, anche nel caso in cui si guasti una delle tre caldaie, si otterrà una potenza massima inferiore (66 kW), ma, tutto sommato, l’impianto continuerà a funzionare, garantendo meno disagi nell’attesa della riparazione dell’apparecchio rispetto alla soluzione con un’unica caldaia.

Per contro si dovrà curare la manutenzione di tre caldaie, inoltre la singola caldaia avrà un circolatore dimensionato per 33 kW di potenza, ma l’impianto avrà necessità di 100 kW, quindi ci sarà certamente bisogno di un ulteriore circolatore più potente rispetto a quelli dei singoli apparecchi per poter garantire una prestazione complessiva dell’impianto a cascata. 

Per finire ogni caldaia ha una propria scheda elettronica, ma ci sarà bisogno di un supervisore esterno per poter spegnere a turno le caldaie quando non servono. Servirà quindi una centralina che gestirà accensioni, spegnimenti, la rotazione delle caldaie per evitare di usurare in modo non omogeneo le tre caldaie, ecc. Tutto ciò dovrà essere impostato dal centro di assistenza, richiedendo un intervento più complesso rispetto alla caldaia singola. 

In alcuni casi poi si sceglie un sistema a cascata in relazione ad esigenze di spazio: una unica caldaia avrà un ingombro singolo maggiore e, qualora il locale centrale termica fosse angusto, potrebbe essere più semplice posizionare tre apparecchi singolarmente più piccoli. 

Può farci un esempio in cui solitamente è opportuno installare un impianto a cascata?

L’esempio tipico è quello degli immobili ad occupazione saltuaria come i condomìni di villeggiatura. Immaginiamo un palazzo con 15 appartamenti dei quali solo 3 sono occupati tutto l’anno mentre gli altri appartamenti sono abitati solo in alcuni mesi all’anno nei periodi di vacanza: la centralina di un sistema modulare con diverse caldaie, durante i periodi nei quali l’immobile è abitato da pochi condòmini, farà funzionare solo una caldaia e, quando la palazzina sarà completamente occupata, funzionerà tutto l’impianto a cascata. 

Per saperne di più sulle soluzioni con le centrali termiche a cascata di Italtherm potete visitare il nostro sito

https://www.italtherm.it/powersolutions/

Nuovo listino prezzi Italtherm 2021

marzo 16, 2021

É online il nuovo listino prezzi Italtherm del 2021, in vigore a partire dal 1 aprile!
Scopri di più sui prodotti Italtherm e sugli incentivi e detrazioni a disposizione per il loro acquisto:

  • Pompe di calore
  • Caldaie a gas < 35 kW
  • Caldaie di alta potenza
  • Scaldabagni
  • Climatizzatori in pompa di calore
  • Solare termico

Puoi scaricarlo nel formato più idoneo alle tue necessità: pdf, Excel o ANGAISA.
Consulta la pagina dedicata sul nostro sito:
https://www.italtherm.it/2021_listino_iocomproitaliano/

Ecobonus e riqualificazione energetica: con Italtherm sconto immediato in fattura per gli interventi incentivati fino al 65%

dicembre 1, 2020
sconto in fattura italtherm caldaie riscaldamento

Fino al 31 dicembre è possibile usufruire dell’Ecobonus fino al 65% per rinnovare il proprio impianto di riscaldamento: Italtherm lancia l’iniziativa Sconto in Fattura per affiancare gli installatori mettendo a disposizione un servizio di gestione della pratica sconto senza pensieri. In questo modo i clienti che si rivolgeranno agli installatori Italtherm potranno avere lo sconto immediato e pagare solo il 35%. 

Investire nell’efficienza energetica della propria casa, per renderla più accogliente e attenta all’ambiente, è oggi più conveniente. Insieme all’introduzione del Superbonus 110%, con il Decreto Rilancio di luglio è stata infatti estesa la possibilità per i privati di beneficiare – fino al 31 dicembre 2020 – dello sconto in fattura immediato anche per gli Ecobonus del 50% ed arrivare fino al 65% qualora si installi un sistema di termoregolazione evoluto contestualmente alla caldaia a condensazione. 

Tra i lavori di efficientamento e riqualificazione energetica della propria abitazione rientra la sostituzione di impianti di riscaldamento tradizionali con caldaie a condensazione in classe A. Per questo motivo, Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento e raffrescamento, scende in campo al fianco degli installatori e dei consumatori con l’iniziativa “Sconto in Fattura”. 

Grazie al servizio di Italtherm, gli installatori potranno infatti offrire più facilmente ai loro clienti lo sconto immediato in fattura fino al 65% per gli interventi di riqualificazione energetica: i clienti finali pagheranno dunque soltanto il 35% dell’importo della fattura per rinnovare l’impianto di riscaldamento, senza dover attendere i 10 anni previsti per il recupero del credito. Gli installatori che riceveranno il credito fiscale dal cliente potranno cederlo ad Italtherm, che provvederà a liquidare il credito all’installatore stesso entro 90 giorni dalla ricezione della documentazione (a fronte di un costo di gestione pratica e finanziario).

Proprio per supportare i professionisti che intendono assicurare il servizio ed offrire lo sconto in fattura ai loro clienti, Italtherm ha lanciato un servizio dedicato agli installatori per la gestione delle pratiche Ecobonus 50-65%. Grazie al supporto tecnico e documentale di esperti, Italtherm è in grado di gestire in toto la pratica di sconto in fattura e di cessione del credito ed assicurare agli installatori la ricezione del valore del credito d’imposta da parte di Italtherm. 


Inoltre, l’azienda mette a disposizione il servizio opzionale di gestione della pratica Enea ai suoi installatori che possono così offrire ai clienti la possibilità di trasmettere direttamente all’ente i dati degli interventi realizzati. 

“L’Ecobonus permette agli italiani di sostituire le vecchie caldaie con modelli nuovi e più performanti, pensando sia all’ambiente che al portafoglio. Basti pensare che scegliere una caldaia a condensazione può consentire infatti di ridurre i consumi di gas rispetto ad una caldaia tradizionale di circa il 20%, percentuale che può arrivare fino al 30% nei casi di utilizzo di un sistema di termoregolazione evoluto”, spiega Pietro Giannotta, direttore commerciale di Italtherm. “Con lo sconto in fattura e con il servizio dedicato vogliamo supportare gli installatori, per far sì che possano svolgere il loro lavoro senza pensieri. Per il futuro, contiamo di estendere questo tipo di servizio e di supporto anche per le installazioni e le sostituzioni dei climatizzatori in pompa di calore che beneficiano invece del Bonus Casa 50%”. Per maggiori informazioni: https://www.italtherm.it/scontoinfattura/

Sconto in fattura: Italtherm si fa in quattro

novembre 26, 2020
sconto in fattura italtherm ecobonus superbonus

Il Decreto Rilancio, convertito nella legge n. 77 /2020, ha disposto importanti novità a favore di coloro i quali hanno intenzione di realizzare interventi volti alla riqualificazione energetica delle abitazioni. 

Tra gli incentivi previsti, la normativa ha esteso la possibilità di accedere allo sconto in fattura, come alternativa all’utilizzo diretto della detrazione fiscale, anche a chi, entro il 31 dicembre 2020, sosterrà spese per opere di efficientamento energetico della propria casa che rientrino all’interno dell’Ecobonus “tradizionale” per il quale sono previste le detrazioni del 50% o 65%.  Ma cosa si intende per sconto in fattura?

Sconto in fattura: facciamo chiarezza

Si tratta di un contributo che si concretizza in uno sconto sul corrispettivo dovuto alla ditta che ha effettuato l’intervento. La ditta appaltatrice, a sua volta, potrà recuperare il contributo sotto forma di credito d’imposta per un importo pari alla detrazione spettante al cliente, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti come, ad esempio, banche e intermediari finanziari.

Tra gli interventi che consentono di beneficiare dello sconto immediato in fattura rientrano anche quelli relativi alla sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento con caldaie a condensazione di Classe A o superiore e per i quali l’Ecobonus prevede una detrazione fiscale del 50% o del 65%.

In particolare, potranno beneficiare della detrazione del 50% coloro che installano una caldaia a condensazione con una efficienza pari almeno alla classe energetica A. La detrazione del 65% è prevista, invece, per chi installerà una caldaia a condensazione almeno di classe energetica A abbinandola ad un sistema evoluto di termoregolazione.

In questi casi il cliente finale, scegliendo lo sconto in fattura al posto della detrazione diretta, eviterà di attendere dieci anni per recuperare integralmente il credito e otterrà un immediato sconto sulla spesa sostenuta. 

Italtherm, da sempre vicina alle esigenze dei suoi clienti, ha deciso di intraprendere una nuova iniziativa per agevolare i propri installatori e consentir loro di offrir agli utenti finali la possibilità di accedere a questo incentivo. Come?

Con il “Servizio sconto in fattura”

Grazie a questo nuovo servizio di Italtherm, gli installatori potranno offrire ai loro clienti uno sconto in fattura fino al 65% per gli interventi di riqualificazione energetica: l’utente finale pagherà solamente il 35% dell’importo indicato nella fattura relativa ai costi di sostituzione dell’impianto di riscaldamento.

L’installatore, a sua volta, recupererà la somma concessa in sconto al cliente sotto forma di credito di imposta cedibile ad Italtherm che effettuerà il rimborso entro 90 gg a fronte di un costo di gestione pratica e finanziario. Ma non è tutto.

Un portale dedicato

Per offrire un supporto ancora maggiore alla sua rete di installatori e promuovere l’offerta dello sconto in fattura, Italtherm ha pensato anche ad una nuova piattaforma web dedicata alla gestione delle pratiche relative all’Ecobonus 50% e 65%.

Il servizio assicurerà un supporto tecnico e documentale grazie all’aiuto di un pool di esperti che consentiranno la gestione totale della pratica fino alla possibilità di poter usufruire del servizio opzionale di gestione della pratica ENEA.

Per questo possiamo dire che, per lo sconto in fattura, Italtherm si fa in quattro prevedendo per i suoi installatori:
– rimborso entro 90 giorni;
– supporto tecnico e documentale;
– gestione della pratica;
–  servizio opzionale della gestione della pratica ENEA.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito di Italtherm nella sezione dedicata allo sconto in fattura: https://www.italtherm.it/scontoinfattura/

sconto in fattura Italtherm installatore

Risparmio energetico e condomini: nel Superbonus 110% rientra anche la riqualificazione della centrale termica

novembre 2, 2020
condominio time power italtherm superbonus

Tra gli interventi trainanti che rientrano nel Superbonus 110% c’è anche la sostituzione e la riqualificazione della centrale termica all’interno di condomini. Italtherm ha studiato una gamma completa di caldaie di ultima generazione in termini di efficienza e altissima modulazione, adattabili a tutte le esigenze di potenza e di spazio di edifici e condomini: possono essere installate in diverse configurazioni fino a 4 moduli, per una potenza massima di 450 kW. Grande novità è la Time Power Floor, il modulo termico per centrale termica più compatto e flessibile del mercato.

Puntare sulla riqualificazione e sull’efficienza energetica di condomini e abitazioni è ora più conveniente. Il Superbonus 110% – previsto dal Decreto Rilancio 2020 – prevede infatti una detrazione fiscale del 110% (per spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021) che va a potenziare le detrazioni e consente la cessione del credito e lo sconto in fattura per specifici interventi di riqualificazione energetica, con lo scopo di incentivare la ripresa del settore edilizio. 

In questo contesto Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento e raffrescamento, ha studiato Italtherm Power Solutions, una gamma di caldaie di ultima generazione in termini di efficienza e altissima modulazione (fino a 1:47), che possono essere utilizzate per la riqualificazione della centrale termica all’interno di condomini, proprio come previsto dall’intervento trainante 2 della legge 77 del 18.07.2020. 

La gamma – che include centrali termiche murali, a basamento e da esterno – vanta una flessibilità tale che le caldaie possono essere installate in diverse configurazioni (in linea, fronte-retro autoportante, box da esterno) fino a 4 moduli, per una potenza massima di 450 kW. Il che le rende adattabili a tutte le esigenze di potenza e di spazio dei locali caldaie di edifici e condomini. 

“Il Superbonus 110% è un’occasione importante per tutto il settore edilizio e per far sì che l’Italia punti sulla sostenibilità”, dichiara Pietro Giannotta, direttore commerciale di Italtherm. “Con la nostra gamma di caldaie di alta potenza per edifici, ci poniamo come punto di riferimento, offrendo soluzioni e prodotti di ultima generazione in termini di efficienza e modulazione, perfette per la riqualificazione energetica di ogni tipo di stabile. Con Italtherm Power Solutions, siamo in grado di far fronte a tutte le esigenze per la riqualificazione della centrale termica all’interno dei condomini, come previsto dall’intervento trainante e consentendo quindi di usufruire del Superbonus 110%”. 

Novità di Italtherm, presente all’interno della gamma, è Time Power Floor, il modulo termico per centrale termica più compatto e flessibile del mercato. Grazie ai collettori idraulici e gas premontati, rappresenta la soluzione ideale per agevolare il collegamento in cascata delle caldaie, riducendo notevolmente i tempi d’installazione. La larghezza di 55 cm favorisce l’accesso all’interno dei locali tecnici. Lo sviluppo modulare (fino a 4) consente di realizzare una centrale termica in spazi contenuti, contribuendo ad innalzare la classe energetica dell’immobile nelle nuove costruzioni e rendendo competitiva la proposta nelle riqualificazioni di centrali termiche esistenti: la soluzione ottimale per la sostituzione di generatori a basamento obsoleti.

Punto di partenza e capostipite della gamma Italtherm Power Solutions è Time Power, la caldaia murale a condensazione di alta potenza per impianti centralizzati. Assicura tecnologia acondensazione con alti rendimenti: l’alto rapporto di modulazione fino ad 1:10 consente infatti di adattarsi all’effettivo fabbisogno termico dell’edificio, riducendo il numero di accensioni e spegnimenti e, di conseguenza, diminuendo drasticamente il consumo di gas e le emissioni inquinanti (classe 6 NOx). Infine c’è Time Power Box, il sistema a box modulari progettato da Italtherm per agevolare la riqualificazione di centrali termiche in contesti difficili, dove il costo dell’adeguamento dei siti installativi è importante o l’intervento non possibile. Grazie a box modulari autoportanti, la centrale può essere posizionata sul tetto, al centro di uno spazio aperto oppure in appoggio ad una parete esterna.

Caldaie di alta potenza, come accedere al Superbonus 110% per l’efficientamento energetico degli edifici?

ottobre 22, 2020
condomini italtherm superbonus caldaia time power

La grande novità di quest’anno in tema di agevolazioni fiscali per l’efficientamento energetico degli edifici è sicuramente rappresentata dal Superbonus 110% previsto dal Decreto Rilancio convertito in legge (Legge nr. 77 del 18 luglio 2020) e che innalza al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Italtherm – da sempre in prima linea nell’offrire soluzioni che coniughino qualità e sostenibilità – dispone di una gamma completa di prodotti che possono essere impiegati per migliorare l’efficienza energetica di un edificio e consentire quindi di accedere a questo Superbonus. 

Sono molte le domande su questo tema che ci sono arrivate nelle scorse settimane e abbiamo deciso di riunirle parlando di alcuni dei prodotti più richiesti. Un esempio è rappresentato dalla nuova gamma di caldaie di alta potenza Time Power.

Per saperne di più su questa tipologia di apparecchi e su quali siano, in questo caso, le condizioni per accedere agli incentivi fiscali introdotti con il Decreto Rilancio abbiamo posto alcune domande a Davide Gilardi del servizio prevendita di Italtherm.

Sig. Gilardi come prima cosa ci può spiegare per quali utenze vengono installate le caldaie di alta potenza?

Come prima cosa specifichiamo che per caldaie di alta potenza si intende apparecchi la cui portata termica è superiore ai 35 kW.

Si tratta di apparecchi per centrali termiche i cui settori di applicazione possono essere suddivisi in tre ambiti: residenziale – come ad esempio i condomini in cui vi è riscaldamento centralizzato – terziario come edifici per uffici e industriale.

Aggiungo inoltre che se fino a circa dieci anni fa queste caldaie venivano installate sia in impianti legati ad edifici residenziali di nuova costruzione che per le sostituzioni, ora il loro mercato è cambiato a seguito delle direttive europee e della conseguente legislazione di recepimento di ogni paese membro. Ad oggi, infatti, si tratta di caldaie vendute e installate per rispondere anche ad un’esigenza di riqualificazione energetica degli edifici; in altre parole per sostituire impianti centralizzati preesistenti caratterizzati da tecnologie oramai superate e con basse efficienze.

Cosa caratterizza le caldaie di alta potenza Time Power di Italtherm? Come mai esistono diversi modelli?

Le Time Power di Italtherm sono caldaie di alta potenza per centrali termiche.

Disponiamo di una gamma completa di questi apparecchi per soddisfare le diverse esigenze. Si parte dalle caldaie murali da interno, sia con disposizione in linea che con telaio autoportante per installazioni fronte/retro al centro del locale tecnico. Si passa poi ai modelli a basamento, ultima novità di Italtherm, che si caratterizzano per le dimensioni molto compatte (hanno una larghezza di soli 55 cm), e per una struttura che agevola la configurazione in cascata in quanto i collettori idraulici e gas sono montati all’interno dell’apparecchio. Le caldaie da interno possono essere alloggiate in box modulari studiati ad hoc per installazione singola o in cascata, nel caso servisse un’applicazione all’esterno dell’edificio.

Si tratta di modelli realizzati per resistere e funzionare nel tempo anche grazie all’alta qualità dei materiali impiegati per la loro costruzione come l’acciaio inox per lo scambiatore e l’ottone e rame per la parte idraulica.

Tra le caratteristiche principali vi è sicuramente l’ampio campo di modulazione (fino a 1:10) che consente all’apparecchio di adattare la sua potenza in base all’effettivo fabbisogno termico dell’impianto, garantendo la massima efficienza del prodotto. 

Alla modulazione si aggiunge poi la termoregolazione grazie alla quale la temperatura di mandata viene modificata automaticamente in funzione della temperatura esterna, assicurando in questo modo un ottimale comfort abitativo e un ulteriore risparmio energetico.

A livello di configurazione la Time Power nasce per applicazione singola, ma può essere utilizzata anche come generatore modulare in cascata, una soluzione quest’ultima ideale per edifici residenziali composti da un numero elevato di unità abitative.

Sig. Gilardi iniziamo a parlare di Superbonus 110%: ci può chiarire se installando una Time Power è possibile accedere a questo incentivo fiscale?

Nel decreto rilancio tra gli interventi definiti trainanti per accedere al superbonus vi è l’intervento di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A. 

A questa tipologia di intervento possono essere eseguiti ulteriori interventi di tipo trainante come ad esempio la realizzazione di un isolamento termico per la struttura opaca oppure interventi trainati come la sostituzione di infissi o di scaldabagni esistenti con apparecchi a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria.

La legge chiede che per ottenere il superbonus vi sia un miglioramento di due classi energetiche dell’edificio e che gli interventi eseguiti rispettino i requisiti minimi indicati nei decreti attuativi.

Saranno necessarie due figure:

  • un soggetto abilitato alla trasmissione delle dichiarazioni all’Agenzia delle Entrate (commercialista, consulente del lavoro, perito, direttore di CAF) che rilasci un visto di conformità che attesti la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta;
  • un tecnico abilitato che asseveri il rispetto dei requisiti, verifichi la congruità delle spese sostenute e rilasci un attestato di prestazione energetica (APE) pre e post intervento, tutti elementi necessari a verificare l’efficientamento richiesto.

Ogni situazione presenta della peculiarità per cui è fondamentale che il suddetto tecnico faccia le valutazioni e segua tutti i passi previsti dall’iter.

A titolo di esempio, in un condominio in cui venisse sostituito un generatore centralizzato esistente con uno nuovo ad elevata efficienza e contestualmente venisse realizzato un buon isolamento termico dell’edificio, avrebbe una concreta possibilità di accedere all’incentivo del 110%.

È inoltre opportuno precisare che rientrano nell’agevolazione solo gli interventi di sostituzione; in caso di nuovi impianti non è possibile ottenere il superbonus. La ragione risiede nel fatto che lo scopo della legge è quello di spingere verso una riqualificazione energetica di impianti già esistenti, incentivando la sostituzione di quelli ad alto impatto ambientale.

Chi può accedere all’incentivo per la sostituzione di impianti di riscaldamento centralizzati?

Il superbonus è indirizzato ai seguenti soggetti:

  • condomini
  • Istituti autonomi case popolari (IACP) e ad enti aventi le stesse finalità

L’ammontare detraibile in caso di sostituzione di impianto di riscaldamento centralizzato?

Questo cambia a seconda del numero di appartamenti presenti nell’edificio. Per edifici fino a otto unità abitative l’ammontare è di 20.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari. Per i condomini con più di otto unità l’ammontare scende a 15.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari

Quali sono le spese ammissibili?

La detrazione è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito e per le opere murarie. A queste spese si aggiungono poi anche le parcelle dei professionisti che si sono occupati della progettazione tecnica dell’impianto e di coloro che hanno predisposto le pratiche per ottenere l’incentivo fiscale.

Per ulteriori informazioni sia sulle nostre caldaie di alta potenza Time Power sia per quanto concerne il Superbonus 110% potete consultare il nostro sito www.italtherm.it

Superbonus 110%, Italtherm stila la guida completa per approfittare degli incentivi per l’efficientamento energetico degli edifici

agosto 1, 2020
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Con il Decreto Rilancio 2020 è arrivato finalmente il via libera ai benefici fiscali del Superbonus 110%, che va a potenziare le detrazioni, la cessione del credito e lo sconto in fattura per specifici interventi di riqualificazione energetica con lo scopo di incentivare la ripresa del settore edilizio.

Il Superbonus 110% prevede una detrazione fiscale del 110% – per spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 – che consente di fatto all’utente di beneficiare di un intervento gratuito con una ripartizione della detrazione in 5 rate annuali di pari importo per gli interventi effettuati in ambito di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione degli impianti fotovoltaici e di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici negli edifici.

A fare il punto sulla nuova manovra fiscale è Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento e raffrescamento, che ha stilato un vademecum per aiutare i consumatori ad orientarsi.

“Il Superbonus 110% è un’occasione davvero importante per tutto il settore edilizio e può essere grande volano di sviluppo per  migliorare l’efficienza energetica di tutto il Paese”, dichiara Pietro Giannotta, responsabile delle vendite di Italtherm. “L’Italia deve ripartire puntando alla sostenibilità e supportando le aziende del proprio territorio. Italtherm è pronta a dare il proprio contributo grazie alla nuova gamma di caldaie di alta potenza per edifici con l’inserimento delle centrali termiche a basamento, che vanno ad affiancarsi a quelle murali e da esterno con armadio tecnico di contenimento: prodotti di ultima generazione in termini di efficienza e modulazione, perfette per la riqualificazione energetica degli stabili”.

I requisiti per il nuovo Superbonus 110%

Il Superbonus 110% relativo al Risparmio energetico permette di migliorare sensibilmente l’efficienza energetica degli stabili da ogni punto di vista (isolamento, riscaldamento, approvvigionamento di energia ecc.)  ma a monte devono essere previsti degli interventi cosiddetti “trainanti” in grado di assicurare nel loro complesso, anche congiuntamente all’installazione di impianti fotovoltaici o con il contributo degli interventi non trainanti, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o delle unità immobiliari o, dove non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

Chi può beneficiare del Superbonus 110%

A poter beneficiare del Superbonus 110% sono: persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni; Condomìni (in questo caso le unità immobiliari possono essere destinate anche ad uffici e negozi e i beneficiari possono risultare, indirettamente, anche imprese o professionisti); Istituti autonomi case popolari (IACP) per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica; Cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci; Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), dalle organizzazioni di volontariato e dalle associazioni di promozione sociale; Associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.
Sono invece esclusi dalla fruizione le abitazioni di tipo signorile, le abitazioni in ville, castelli, palazzi di eminenti pregi storici e artistici.

Quali sono gli interventi per cui si può richiedere il Superbonus 110%

Intervento trainante 1 (Risparmio Energetico): Isolamento termico

Tipo di intervento: Isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda.

Chi riguarda: Edifici o unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno (condomini o villette a schiera).

Tetti di spesa: La detrazione è calcolata sull’ammontare complessivo delle spese non superiori a: 50.000 € per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno; 40.000 € x n° delle unità immobiliari che compongono l’edificio (per gli edifici da 2-8 unità immobiliari); 30.000 € x n° delle unità immobiliari che compongono l’edificio (per gli edifici > 8 unità immobiliari)

I materiali isolanti utilizzati nell’intervento devono rispettare i criteri ambientali di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017.

Intervento trainante 2 (Risparmio Energetico): Sostituzione di impianti di riscaldamento centralizzati

Tipo di intervento: Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, compresi gli impianti ibridi o geotermici, con impianti di microcogenerazione o a collettori solari.

Chi riguarda: Edifici condominiali

Tetti di spesa: La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non oltre: 20.000 € x n° delle unità immobiliari che compongono l’edificio (per gli edifici fino a 8 unità immobiliari); 15.000 € x n° delle unità immobiliari che compongono l’edificio (per gli edifici > 8 unità immobiliari).

La detrazione è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Intervento trainante 3 (Risparmio Energetico): Sostituzione di impianti di riscaldamento unifamiliari

Tipo di intervento: Interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore compresi gli impianti ibridi o geotermici, con impianti di microcogenerazione o a collettori solari.

Chi riguarda: Edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno  (villette e villette a schiera) per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento).

Tetti di spesa: La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 € per al massimo 2 unità immobiliari.

La detrazione è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Gli interventi non trainanti

Il Superbonus 110% – ricorda Italtherm – si applica anche ad altri interventi di efficienza energetica (di cui all’articolo 14 del D.L. n. 63/2013) se svolti congiuntamente ad uno degli interventi trainanti (interventi 1, 2 e 3) e nei relativi limiti di spesa previsti. Si tratta in questo caso di: sostituzione di infissi, schermature solari, sistemi di termoregolazione evoluti; installazione di micro-cogeneratori in sostituzioni di impianti esistenti con un risparmio di energia primaria; installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.
Tra gli interventi non trainanti figurano anche le installazioni di impianti solari fotovoltaici, agevolate al 110% in presenza di almeno un intervento relativo al “Risparmio Energetico” o al “SismaBonus”. La detrazione è inoltre subordinata alla cessione dell’energia in esubero a favore del GSE.
Questi interventi non trainanti mantengono i tempi di detrazione della norma originaria, ovvero 10 anni. Nel caso in cui gli interventi trainanti non possano essere eseguiti perché vietati dai vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio o dai regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali, la detrazione del 110% si applica a tutti gli interventi di efficienza energetica trainati, anche se non eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti.

Come usufruire del Superbonus 110%

Il Superbonus 110% può essere utilizzato come detrazione pari al 110% recuperabile in 5 anni. In alternativa può essere trasformato in uno sconto sul corrispettivo dovuto fino all’importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento.

Il fornitore potrà poi recuperarlo come credito d’imposta oppure cederlo ad altri, incluse banche o operatori finanziari. Il destinatario del credito d’imposta lo potrà ricevere in 5 anni oppure in 10 anni come previsto dalla legge precedente.

Quali certificazioni sono necessarie per il Superbonus 110%

Per poter optare per lo sconto in fattura e cessione del credito per interventi con detrazione Superbonus 110%, Italtherm ricorda che sarà necessario il Visto di conformità di un soggetto abilitato alla trasmissione delle dichiarazioni (commercialista, consulente del lavoro, perito, direttore di CAF) che attesti la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta. I dati relativi dovranno essere trasmessi in via telematica all’Enea. A questo si aggiunge l’asseverazione degli interventi rilasciata da un tecnico abilitato che attesti il rispetto dei requisiti tecnici minimi, previsti dai decreti in materia e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia dell’asseverazione dovrà essere trasmessa in via telematica all’Enea

Ulteriori spese  spese detraibili

Anche le prestazioni professionali necessarie alla realizzazione degli interventi sono detraibili: tra queste la redazione, le asseverazioni e l’attestato di prestazione energetica, ove richiesto, nonché le spese sostenute sostenute per il rilascio delle attestazioni, delle asseverazioni e del visto di conformità.

[COMUNICATO STAMPA ITALTHERM]

Abbiamo inoltre creato una sezione del nostro sito dedicata al Superbonus 110%: https://www.italtherm.it/superbonus110

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