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Fase 2, Italtherm lancia la campagna #IoComproItaliano e invita i consumatori a scegliere Made in Italy [Comunicato Stampa]

maggio 15, 2020
iocomproitaliano italtherm

Scegliere prodotti Made in Italy per aiutare le aziende del territorio a ripartire. È questo l’appello lanciato da Italtherm, storica azienda di Piacenza specializzata nella produzione di sistemi di riscaldamento e climatizzazione, che lancia sui principali canali social la campagna “Io Compro Italiano“.

Con questa iniziativa, l’azienda intende sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della scelta di prodotti e servizi realizzati sul territorio italiano ed invita tutti i propri installatori e i cittadini a condividere sui social una fotografia realizzata insieme ad un prodotto Made In Italy accompagnata dall’hashtag #IoComproItaliano.

L’emergenza sanitaria che sta colpendo il Paese rischia infatti di mettere in ginocchio l’economia italiana, con conseguenze ancora non del tutto prevedibili. Il centro studi di Confindustria* stima una caduta del PIL dei primi due trimestri del -15% circa. Ipotizzando un superamento della fase acuta dell’emergenza sanitaria a fine maggio si stima un -8% per il 2020. La produzione industriale si è già ridotta del 16,6% in marzo su febbraio e il settore delle vendite delle caldaie murali ha subito un calo del 34% a marzo e del 70% ad aprile.

Che il 2020 si profili come un anno difficile non è certo un segreto,  ma sarà possibile ripartire non solo con il duro lavoro delle aziende e delle industrie ma soprattutto con il contributo e le scelte di tutti i consumatori: è questo il messaggio che vogliamo comunicare con la nostra campagna #IoComproItaliano”, dichiara Paolo Mazzoni, presidente di Italtherm. “Con la ripartenza sarà fondamentale la scelta da parte dei consumatori di prodotti e realtà del nostro territorio. Dal turismo, al settore alimentare e artigianale, fino ai settori manifatturieri più tecnici come quello dei sistemi di riscaldamento: favorire il Made in Italy sarà il modo più immediato per aiutare il Paese a ripartire, contribuendo a valorizzare i sacrifici fatti dalle tante aziende rimaste chiuse durante il lockdown”.

Risorgere è possibile e la storia di Italtherm ne è un esempio. Italtherm è rinata dalle ceneri di un’azienda piacentina con sede a Pontenure, co-fondata da Paolo Mazzoni nel 1970 e rilevata da una multinazionale tedesca nel 2007 per essere trasformata in un player internazionale. La crisi tuttavia ridimensionò i piani dei tedeschi che decisero di delocalizzare la produzione in altri paesi e di chiudere lo stabilimento piacentino.

Dopo la chiusura ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo avviato un nuovo progetto, coinvolgendo il personale rimasto disoccupato e riaprendo lo storico stabilimento di Pontenure (PC). Grazie all’esperienza più che trentennale, abbiamo messo a punto prodotti innovativi e dato vita ad una nuova azienda di successo. Ci piace quindi pensare a noi come ad una araba fenice, capace di risorgere anche tra mille difficoltà e così sarà anche dopo questa emergenza” prosegue Mazzoni.

* https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/congiuntura-e-previsioni/tutti/dettaglio/indagine-rapida-produzione-industriale-Italia-marzo-2020

presskit: https://www.dropbox.com/sh/fn8fy6qq4min26g/AAAJMI84CAzJ8QSEWxWkKjs0a?dl=0

Speciale Smart Working 3: come ridurre i consumi

aprile 29, 2020

Sembra che l’attuale emergenza sanitaria ci farà passare ancora del tempo nelle nostre case a lavorare in smart-working. Approfittiamo quindi per condividere i consigli Italtherm che vi permetteranno di ridurre i consumi nelle vostre abitazioni:

Evitare di lasciare il computer in standby

Mentre si lavora da casa, in caso di pause di poche minuti, lo standby è la soluzione più pratica, ma se il computer rimane inutilizzato per un’ora o più è sempre meglio spegnerlo e staccare la spina per evitare di consumare inutilmente energia. Soprattutto, è bene eliminare gli screensaver, che un tempo servivano a evitare di bruciare i fosfori dei pixel dello schermo, ma oggi hanno solo una funzione decorativa e consumano più elettricità di quella che il computer utilizzerebbe in totale standby.

Impostare al massimo i criteri di risparmio energetico dei computer

I moderni computer permettono di impostare manualmente i criteri di risparmio energetico in modo da consumare una minor quantità di energia. Per esempio, è possibile mettere in stop i dischi rigidi quando inutilizzati, spegnere lo schermo dopo alcuni minuti di inutilizzo o  regolare la luminosità dello schermo a seconda di quella dell’ambiente nel quale si lavora. Specialmente nei portatili, questi piccoli accorgimenti permettono di risparmiare moltissima elettricità.

Riscaldare una stanza alla volta

Nella maggior parte dei casi, quando si accende il riscaldamento, gli impianti iniziano a erogare calore in tutti gli ambienti della casa, ma questo non è sempre necessario. Per risparmiare energia, infatti, si può decidere di tenere i termosifoni spenti nelle stanze che non si frequentano per gran parte del giorno e limitarsi ad alzare la temperatura nella stanza che si utilizza come sede dello smart working. In questo caso è importante tenere la porta chiusa, in modo da evitare inutili dispersioni di calore.

Per l’elenco completo dei consigli di Italtherm trovate l’articolo qui:
https://italtherm.blog/2020/03/13/come-ridurre-i-consumi-mentre-si-e-a-casa-i-consigli-di-italtherm/

Speciale Smart Working 2: come rispettare l’ambiente

aprile 7, 2020
Italtherm consigli smartworking mamme e bambini

Visto che l’attuale emergenza sanitaria ci farà passare molto tempo nelle nostre case, approfittiamo di questo periodo per insegnare anche ai nostri bambini il rispetto per l’ambiente. Per questo vi proponiamo di seguito i consigli di Italtherm, alcuni dei quali adatti ad esser spiegati e messi in atto anche dai più piccoli:

Accendere la luce solo quando è necessario

In qualsiasi contesto è fondamentale accendere la luce solo quando necessario, facendo attenzione a non dimenticare la lampadina accesa quando si esce da una stanza. Per risparmiare ulteriormente, poi, è bene usare lampadine LED, che registrano un consumo fino al 50% in meno rispetto a quelle incandescenza, oppure sfruttare la luce naturale aprendo le tende per far passare la luce del sole, soprattutto durante la bella stagione, quando le giornate si allungano.

Fare docce brevi

Accorciare i tempi della doccia permette di ridurre i consumi due volte, rispettando sia l’ambiente che il proprio portafoglio. Anzitutto, indipendentemente dalla temperatura scelta, fare docce più corte permette di utilizzare meno acqua, un bene sempre più prezioso, in secondo luogo di consumare meno gas, che serve per mantenere accesa la caldaia durante l’erogazione dell’acqua calda.

Scegliere la caldaia giusta

L’efficienza energetica di una casa passa anche dal modo in cui viene riscaldata: scegliere una caldaia efficiente è importante sia per l’ambiente che per l’incidenza diretta sui costi in bolletta. Meglio quindi  orientarsi, ad esempio, sulle caldaie a condensazione, che garantiscono un alto rendimento energetico e termico e recuperano il calore dei fumi prodotti dalla combustione che nelle normali caldaie viene invece disperso. Tra queste la City Top di Italtherm è attualmente la caldaia più efficiente sul mercato, grazie alla modulazione superiore a 1:20 che permette di ridurre drasticamente il numero accensioni e spegnimenti e di conseguenza  i consumi di gas e di emissioni inquinanti.

Per l’elenco completo dei consigli di Italtherm trovate l’articolo qui:
https://italtherm.blog/2020/03/13/come-ridurre-i-consumi-mentre-si-e-a-casa-i-consigli-di-italtherm/

Speciale Smart Working 1: come risparmiare energia

aprile 2, 2020

Come ben sappiamo, l’attuale emergenza sanitaria ci farà passare molto tempo nelle nostre case. Scopri i consigli di Italtherm che attraverso piccole accortezze vi permetteranno di:

  • Ridurre i consumi.
  • Rispettare l’ambiente
  • Risparmiare denaro

Di seguito alcuni esempi:

Evitare di lasciare il computer in standby

Mentre si lavora da casa, in caso di pause di poche minuti, lo standby è la soluzione più pratica, ma se il computer rimane inutilizzato per un’ora o più è sempre meglio spegnerlo e staccare la spina per evitare di consumare inutilmente energia. Soprattutto, è bene eliminare gli screensaver, che un tempo servivano a evitare di bruciare i fosfori dei pixel dello schermo, ma oggi hanno solo una funzione decorativa e consumano più elettricità di quella che il computer utilizzerebbe in totale standby.

Impostare al massimo i criteri di risparmio energetico dei computer

I moderni computer permettono di impostare manualmente i criteri di risparmio energetico in modo da consumare una minor quantità di energia. Per esempio, è possibile mettere in stop i dischi rigidi quando inutilizzati, spegnere lo schermo dopo alcuni minuti di inutilizzo o  regolare la luminosità dello schermo a seconda di quella dell’ambiente nel quale si lavora. Specialmente nei portatili, questi piccoli accorgimenti permettono di risparmiare moltissima elettricità.

Utilizzare la domotica

Domotica e programmazione sono due valide alleate quando si parla di riduzione dei consumi casalinghi, perché grazie al controllo remoto e ai timer è possibile gestire gli impianti domestici in modo da utilizzare al meglio l’energia e solo quando è davvero necessario. Un esempio è l’Italtherm NetAPP, che consente all’utente di gestire dal proprio smartphone l’impianto di riscaldamento, controllando e modificando la temperatura della casa, in modo da garantire la massima efficienza ed evitando gli sprechi di energia. Inoltre, consente di controllare anche le impostazioni dell’acqua calda sanitaria, contribuendo a fornire comfort e risparmio energetico.

Arieggiare casa solo per pochi minuti

Soprattutto quando si lavora da casa, arieggiare le stanze è un ottimo modo per riequilibrare i livelli di ossigeno e anidride carbonica e per ritrovare concentrazione ed energia. Attenzione però: per farlo bastano solo pochi minuti per stanza. Tenere per troppo tempo le finestre spalancate non è solo inutile, ma fa anche impennare i consumi e crea inutili dispersioni di calore, soprattutto quando l’impianto di riscaldamento è acceso.

Per l’elenco completo con i consigli trovate l’articolo qui:
https://italtherm.blog/2020/03/13/come-ridurre-i-consumi-mentre-si-e-a-casa-i-consigli-di-italtherm/

Caldaie, come procedere ad una corretta manutenzione?

marzo 31, 2020
smart home caldaie temperatura italtherm

Le caldaie devono essere sottoposte a una manutenzione periodica. Si tratta di controlli importanti volti a garantire sia la regolare funzionalità dell’apparecchio sia il mantenimento, nel tempo, di alti livelli di efficienza.

Ma quali sono i controlli che devo essere effettuati su una caldaia? Quali le tempistiche? 

Per cercare di fare chiarezza abbiamo posto alcune domande all’Ing. Giovanni Fontana di Italtherm.

Ing. Fontana in cosa consiste la manutenzione della caldaia?

Innanzitutto, partiamo con il dire che effettuare una regolare manutenzione della caldaia è fondamentale sia per garantire che la stessa mantenga alti standard di efficienza sia per evitare di incorrere in sanzioni.

La normativa di riferimento è il DPR 74/2013 che stabilisce che tutti gli impianti termici debbano essere sottoposti a controlli e manutenzioni periodiche. Nello specifico si tratta di un controllo dell’efficienza energetica, obbligatorio per legge, e di una manutenzione ordinaria. 

Controllo dell’efficienza energetica: di cosa si tratta?

È quello che comunemente viene chiamato “bollino blu” o controllo fumi ed è prescritto dalla legge che ne stabilisce anche le diverse tempistiche. Per gli impianti termici a combustibile liquido o solido questo deve essere effettuato ogni due anni se la potenza dell’apparecchio è inferiore o uguale a 100 kW altrimenti, se la potenza è superiore, ogni anno.

Nel caso, invece, di impianti a gas metano o GPL i controlli sono previsti ogni quattro anni se la potenza è inferiore o uguale a 100kW o ogni 2 anni se superiore.

Queste tempistiche valgono, però, solo se le singole Regioni non abbiano legiferato diversamente. Quindi bisogna fare attenzione a quanto previsto dalla normativa regionale vigente nel luogo in cui la caldaia è installata.

È necessario sottolineare che, oltre ai casi dei quali abbiamo già parlato, questo controllo deve essere effettuato anche al momento della messa in servizio dell’impianto e in caso di interventi che possano modificarne l’efficienza energetica.

Una volta terminata la verifica il tecnico abilitato deve rilasciare una documentazione?

Sì. Il tecnico dopo aver effettuato, con esito positivo, il controllo di efficienza energetica deve redigere un rapporto in tre copie: una è trattenuta dal tecnico stesso, una viene rilasciata al responsabile dell’impianto che dovrà essere allegata al libretto d’impianto, l’ultima viene inviata, a cura sempre del manutentore, all’autorità competente per le eventuali ispezioni. 

Cosa si intende invece per manutenzione ordinaria?

Si tratta di controlli periodici volti a verificare il corretto funzionamento della caldaia in modo tale che la stessa non costituisca un pericolo per l’utente, ma non solo. Una manutenzione ordinaria dell’apparecchio garantisce anche che lo stesso continui ad essere efficiente e consente di prevenire, quando possibile, guasti derivanti dall’usura.

Quali sono le tempistiche?

In questo caso non ci sono tempistiche obbligatorie per legge, ma ogni casa costruttrice fornisce le proprie. Queste dovrebbero essere dichiarate dall’installatore dopo aver effettuato la messa in servizio della caldaia. Se quest’ultimo, però, alla fine del suo lavoro, non dovesse dire nulla ci si dovrà attenere a quanto riportato nel libretto di istruzione dell’apparecchio.

Inoltre, anche in caso di manutenzione ordinaria, il tecnico abilitato deve redigere e rilasciare un report dell’attività svolta e poi compilare il libretto di impianto nelle parti pertinenti.

Chiunque può effettuare questi controlli?

No. Sulle caldaie non possono intervenire gli utenti, ma nemmeno dei tecnici generici: sia il controllo di efficienza energetica che gli interventi di manutenzione ordinaria devono essere compiuti sempre da un tecnico abilitato. Una scelta diversa non solo sarebbe contraria alla legge, ma potrebbe risultare anche pericolosa soprattutto se si è inesperti. 

Le uniche operazioni che un utente può effettuare sul proprio apparecchio, sono quelle espressamente indicate come eseguibili dall’utente stesso sul libretto d’uso e manutenzione dell’apparecchio stesso (tipicamente il rabbocco dell’acqua nell’impianto e lo sblocco degli allarmi resettabili). 

Per un maggiore approfondimento sui tecnici abilitati ad effettuare le attività di installazione, messa in servizio e manutenzione di una caldaia vi rinviamo all’articolo del nostro blog: 

https://italtherm.blog/2020/02/25/installatore-o-c-a-t-quando-finisce-lintervento-del-primo-e-inizia-lassistenza/

Come ridurre i consumi mentre si è a casa: i consigli di Italtherm

marzo 13, 2020
casa efficiente italtherm consigli

Quando si trascorrono molte ore in casa, soprattutto lavorando in smart-working o da remoto, c’è il rischio di consumare più energia di quella necessaria, ma bastano pochi accorgimenti per ridurre lo spreco sia in termini energetici che economici.

Per aiutare a rispettare l’ambiente e il portafoglio, Italtherm, azienda italiana leader nella produzione di impianti di riscaldamento e raffrescamento, condivide 8 suggerimenti da mettere in pratica per rendere più efficiente e meno dispendiosa la propria permanenza in casa.

Accendere la luce solo quando è necessario

In qualsiasi contesto è fondamentale accendere la luce solo quando necessario, facendo attenzione a non dimenticare la lampadina accesa quando si esce da una stanza. Per risparmiare ulteriormente, poi, è bene usare lampadine LED, che registrano un consumo fino al 50% in meno rispetto a quelle incandescenza, oppure sfruttare la luce naturale aprendo le tende per far passare la luce del sole, soprattutto durante la bella stagione, quando le giornate si allungano.

Evitare di lasciare il computer in standby

Mentre si lavora da casa, in caso di pause di poche minuti, lo standby è la soluzione più pratica, ma se il computer rimane inutilizzato per un’ora o più è sempre meglio spegnerlo e staccare la spina per evitare di consumare inutilmente energia. Soprattutto, è bene eliminare gli screensaver, che un tempo servivano a evitare di bruciare i fosfori dei pixel dello schermo, ma oggi hanno solo una funzione decorativa e consumano più elettricità di quella che il computer utilizzerebbe in totale standby.

Impostare al massimo i criteri di risparmio energetico dei computer

I moderni computer permettono di impostare manualmente i criteri di risparmio energetico in modo da consumare una minor quantità di energia. Per esempio, è possibile mettere in stop i dischi rigidi quando inutilizzati, spegnere lo schermo dopo alcuni minuti di inutilizzo o  regolare la luminosità dello schermo a seconda di quella dell’ambiente nel quale si lavora. Specialmente nei portatili, questi piccoli accorgimenti permettono di risparmiare moltissima elettricità.

Utilizzare la domotica

Domotica e programmazione sono due valide alleate quando si parla di riduzione dei consumi casalinghi, perché grazie al controllo remoto e ai timer è possibile gestire gli impianti domestici in modo da utilizzare al meglio l’energia e solo quando è davvero necessario. Un esempio è l’Italtherm NetAPP, che consente all’utente di gestire dal proprio smartphone l’impianto di riscaldamento, controllando e modificando la temperatura della casa, in modo da garantire la massima efficienza ed evitando gli sprechi di energia. Inoltre, consente di controllare anche le impostazioni dell’acqua calda sanitaria, contribuendo a fornire comfort e risparmio energetico.

Scegliere la caldaia giusta

L’efficienza energetica di una casa passa anche dal modo in cui viene riscaldata: scegliere una caldaia efficiente è importante sia per l’ambiente che per l’incidenza diretta sui costi in bolletta. Meglio quindi  orientarsi, ad esempio, sulle caldaie a condensazione, che garantiscono un alto rendimento energetico e termico e recuperano il calore dei fumi prodotti dalla combustione che nelle normali caldaie viene invece disperso. Tra queste la City Top di Italtherm è attualmente la caldaia più efficiente sul mercato, grazie alla modulazione superiore a 1:20 che permette di ridurre drasticamente il numero accensioni e spegnimenti e di conseguenza  i consumi di gas e di emissioni inquinanti.

Arieggiare casa solo per pochi minuti

Soprattutto quando si lavora da casa, arieggiare le stanze è un ottimo modo per riequilibrare i livelli di ossigeno e anidride carbonica e per ritrovare concentrazione ed energia. Attenzione però: per farlo bastano solo pochi minuti per stanza. Tenere per troppo tempo le finestre spalancate non è solo inutile, ma fa anche impennare i consumi e crea inutili dispersioni di calore, soprattutto quando l’impianto di riscaldamento è acceso.

Riscaldare una stanza alla volta

Nella maggior parte dei casi, quando si accende il riscaldamento, gli impianti iniziano a erogare calore in tutti gli ambienti della casa, ma questo non è sempre necessario. Per risparmiare energia, infatti, si può decidere di tenere i termosifoni spenti nelle stanze che non si frequentano per gran parte del giorno e limitarsi ad alzare la temperatura nella stanza che si utilizza come sede dello smart working. In questo caso è importante tenere la porta chiusa, in modo da evitare inutili dispersioni di calore.

Fare docce brevi

Accorciare i tempi della doccia permette di ridurre i consumi due volte, rispettando sia l’ambiente che il proprio portafoglio. Anzitutto, indipendentemente dalla temperatura scelta, fare docce più corte permette di utilizzare meno acqua, un bene sempre più prezioso, in secondo luogo di consumare meno gas, che serve per mantenere accesa la caldaia durante l’erogazione dell’acqua calda.

risparmiare italtherm sostenibilità

Installatore o C.A.T.: quando finisce l’intervento del primo e inizia l’assistenza?

febbraio 25, 2020
centro assistenza tecnica ed installatore

Installazione, messa in servizio e manutenzione di una caldaia, sono attività che devono essere eseguite da personale esperto e qualificato, ma a chi bisogna rivolgersi per ciascuna di esse: un installatore o un centro di assistenza tecnica (C.A.T.)? Qual è la differenza e quali sono le loro specifiche funzioni?

Per fare chiarezza e capire a chi rivolgersi abbiamo posto alcune domande all’Ing. Giovanni Fontana di Italtherm.

Ing. Fontana, partiamo con la figura dell’installatore: di cosa si occupa?

L’installatore, come dice la parola stessa, si occupa del montaggio, dell’installazione e del collaudo della caldaia. In altre parole, ad egli compete la “messa in servizio” dell’impianto, che comprende anche la verifica del corretto funzionamento dell’apparecchio installato. Si tratta di controlli volti sia ad escludere che l’impianto possa costituire un pericolo per il cliente che lo andrà a utilizzare, sia a verificarne l’efficienza.

A chi compete la prima accensione della caldaia?

La prima accensione, o “messa in servizio” dell’impianto, come abbiamo già accennato, compete all’installatore che, alla fine del suo lavoro, deve consegnare al cliente un impianto sicuro ed efficiente. Per verificare che ciò corrisponda alla realtà, lo stesso deve quindi testarlo procedendo alla sua accensione. 

Terminato il lavoro ed effettuate le opportune verifiche, spetterà poi all’installatore rilasciare per legge, al cliente, alcuni documenti.

Qual è la documentazione che deve essere rilasciata?

Come prima cosa il D.M. 37/08 prescrive che l’installatore, al termine dei lavori e dopo aver effettuato, con esito positivo, le dovute verifiche dell’impianto, debba compilare e rilasciare la Dichiarazione di Conformità (nota come DICO) comprensiva degli allegati obbligatori.  Si tratta di un documento che certifica che la caldaia installata è conforme a tutte le prescrizioni di legge previste.

Alla DICO si aggiunge la compilazione inziale del libretto d’impianto (D.P.R. 74/2013) che può essere considerato come la “carta d’identità” dell’impianto e nel quale è necessario riportare i risultati di tutte le prove e delle verifiche effettuate, sia al momento della messa in esercizio dell’impianto, sia al termine di ogni intervento di manutenzione.

A questi adempimenti se ne possono aggiungere poi altri previsi dalla legislazione   regionale. È quindi necessario fare attenzione a quanto è stabilito nella Regione dove si procederà all’installazione dell’apparecchio.

Cosa sono invece i C.A.T.?

C.A.T. è l’acronimo che indica i centri di assistenza tecnica autorizzati che, a differenza degli installatori, che in alcuni casi non hanno alcun legame con le aziende che fabbricano gli apparecchi, sono direttamente collegati a determinati fabbricanti i quali, attraverso corsi di formazione e aggiornamento, consentono ai C.A.T. di ottenere una alta specializzazione sui propri prodotti.

Qual è l’attività svolta dai centri di assistenza tecnica?

A loro innanzitutto compete la convalida della garanzia convenzionale: si tratta di una garanzia sul prodotto che viene fornita direttamente dal fabbricante dell’apparecchio per il tramite dei C.A.T. e che si sovrappone a quella legale che fa capo al venditore del bene al cliente finale, senza però limitarla. Una volta effettuata la convalida, il cliente finale ha due possibilità di azione nel caso in cui il prodotto risulti difettoso per problematiche legate alla sua fabbricazione: chiedere l’intervento da parte del venditore del bene o da parte del centro assistenza.

Come si attiva la garanzia convenzionale?

Una volta contattato il centro di assistenza, questo procede al controllo dei documenti rilasciati dall’installatore, verifica che la caldaia sia stata installata rispettando anche i criteri indicati dal fabbricante dell’apparecchio e compila la garanzia. Da quel momento in poi il centro assistenza sarà punto di riferimento per il cliente per tutte le operazioni di manutenzione e per le successive verifiche di rendimento.

È opportuno sottolineare come l’intervento dei C.A.T. sia però da richiedersi, poiché avviene solo a seguito della chiamata del cliente o dell’installatore una volta che quest’ultimo ha terminato il suo lavoro.  Quindi il cliente potrebbe anche decidere, seppure rinunciando ad un oggettivo vantaggio, di non affidarsi ad un centro di assistenza, ma solo all’installatore, anche per quanto concerne la manutenzione e i controlli successivi alla messa in servizio dell’impianto.

Perché generalmente il cliente preferisce sempre attivare la garanzia convenzionale e quindi rivolgersi ad un C.A.T.?

Di solito i clienti attivano sempre la garanzia convenzionale, perché i centri di assistenza tecnica, occupandosi di un numero limitato di marchi, vantano una competenza più specifica sull’apparecchio per il quale si richiede l’intervento, ma non solo. Avendo un rapporto diretto con il fabbricante, hanno già a disposizione – o comunque riusciranno ad avere in tempi molto brevi – i pezzi di ricambio della caldaia, con una conseguente riduzione dei tempi di attesa per le riparazioni.

Anche Italtherm dispone di una rete di centri d’assistenza tecnica per i suoi prodotti che assicura ai propri clienti un servizio d’assistenza di qualità su tutto il territorio nazionale. Per conoscere il C.A.T. Italtherm più vicino a voi è sufficiente compilare i campi presenti in questo link https://www.italtherm.it/centri-assistenza-tecnica

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