La Germania investe in efficienza con la sostituzione delle vecchie caldaie inquinanti. E tu cosa aspetti?
La prima fonte di energia pulita è l’efficienza energetica. In Germania il concetto pare essere ben chiaro.
Secondo il ministero federale delle costruzioni potrebbero essere stimate in un numero compreso fra 500.000 e 600.000 mentre per l’associazione dell’industria del riscaldamento (BDH), come riportato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), dovrebbero limitarsi a 400.000 unità.
Di cosa si tratta? Delle caldaie a gasolio e a gas con un’anzianità superiore a 30 anni che – fatta salva l’applicazione di una delle ipotesi di esenzione – a decorrere dal prossimo anno, dovranno essere sostituite in virtù dell’ordinanza per il risparmio energetico – la EnEV 2014 – che avrà la Germania nel prossimo maggio. La nuova ordinanza potrebbe avere, come immediata conseguenza, degli effetti benefici anche sul mercato degli impianti solari termici.
Sulla base delle stime elaborate dall’Institute for Heating and Oil Technology tedesco, ben il 47% dei nuovi impianti di riscaldamento a gasolio installati in Germania nel corso del 2012 sono stati affiancati da uno solare termico. Se si considera che, secondo i dati della BDH, nel 2012, in Germania sono stati installati 650.500 nuovi sistemi di riscaldamento si possono aver ben chiare le ripercussioni positive che la nuova normativa potrebbe avere nel mercato degli impianti solari termici.
Noi di Italtherm sappiamo bene che valore aggiunto siano le energie pulite e l’efficienza energetica. Ecco due soluzioni ottimali per il vostro risparmio:
– la caldaia a condensazione Time, dotata dell’innovativo sistema Acqua Step, attraverso il quale viene preriscaldata solo l’acqua nello scambiatore: quando la caldaia non è attiva, la temperatura è mantenuta costante da brevi accensioni del bruciatore. Questo permette l’utilizzo della minor quantità di gas possibile.
– Easy Solar 150: l’unico solare termico che integra nel pannello un accumulo sanitario da 150 litri e un sistema elettrico alimentato da un piccolo pannello fotovoltaico: in questo modo il pannello fornisce anche l’energia elettrica, permettendo di abbattere i costi di installazione dell’impianto. Per le sue caratteristiche e visto che non necessita di allacciamenti elettrici Solar System è particolarmente adatto alle esigenze di chi ha non ha spazio per il serbatoio di accumulo e chi vuole risparmiare sui costi di installazione.
Come tagliare emissioni di CO2 e consumi nel riscaldamento domestico (risparmiando)
Le emissioni di CO2 sono strettamente legate all’evoluzione della domanda di energia nei diversi settori: soprattutto in ambito urbano, al crescere del numero di abitanti, aumentano i bisogni energetici, legati a necessità quali gli spostamenti, gli usi casalinghi e lavorativi e il riscaldamento di case, uffici e luogo di lavoro. Proprio il riscaldamento urbano, e quindi il consumo associato di energia elettrica o termica, è associato alla combustione di combustibili fossili (carbone, gas, petrolio) e quindi all’emissione di anidride carbonica (CO2) in atmosfera.
La CO2 è il gas maggiormente responsabile dell’effetto serra: nell’ottobre scorso l’Intergovernamental Panel on Climate Change, il più importante organismo scientifico in tema di cambiamenti climatici, ha reso noto il V Rapporto sulla scienza del clima, confermando i dati su aumento dei gas serra, delle temperature medie globali in crescita e sugli scenari futuri. Frutto di sette anni di lavoro, il V Rapporto IPCC è il più completo e aggiornato studio sulle basi della scienza e della fisica riguardo ai cambiamenti climatici, a cui hanno lavorato 209 autori e 50 revisori scientifici di 39 Paesi, coadiuvati da più di altri 600 contributor.
“Il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile,” si legge nel Rapporto, “e dal 1950 molti dei cambiamenti osservati non hanno precedenti in decine di migliaia di anni”.
Il contributo del settore residenziale per il riscaldamento degli edifici è significativo: a livello mondiale, era di 8,6 gigatonnellate di CO2 all’anno nel 2004, su un totale di 49 Gt di emissioni annuali. Per ridurre l’impatto delle nostre case sul clima, sono già disponibili alcune tecnologie che permettono di abbattere i consumi di combustibile, e perciò ridurre sia le emissioni climalteranti, che anche la spesa economica per le bollette energetiche. Noi di Italtherm vi proponiamo alcune soluzioni per il vostro risparmio:
– la caldaia a condensazione Time, dotata dell’innovativo sistema Acqua Step, attraverso il quale viene preriscaldata solo l’acqua nello scambiatore: quando la caldaia non è attiva, la temperatura è mantenuta costante da brevi accensioni del bruciatore. Questo permette l’utilizzo della minor quantità di gas possibile.
– Easy Solar 150: l’unico solare termico che integra nel pannello un accumulo sanitario da 150 litri e un sistema elettrico alimentato da un piccolo pannello fotovoltaico: in questo modo il pannello fornisce anche l’energia elettrica, permettendo di abbattere i costi di installazione dell’impianto. Per le sue caratteristiche e visto che non necessita di allacciamenti elettrici Solar System è particolarmente adatto alle esigenze di chi ha non ha spazio per il serbatoio di accumulo e chi vuole risparmiare sui costi di installazione.
Sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore. Ecco come introdurli nel vostro condominio!
Siamo in inverno e per combattere i rigori del clima e regalarsi un po’ di tepore è normale accendere termosifoni (e a volte stufe). Quando, però, arrivano le bollette del gas ed elettriche – se non si sono installati impianti efficienti e se non si ha un uso oculato degli stessi – spesso siamo noi a subire una doccia gelata… Le soluzioni per evitare ‘sbalzi di temperatura’ al nostro portafoglio esistono eccome!
In aggiunta ai noti effetti benefici delle caldaie a condensazioni le nostre case possono sfruttare i risparmi legati alla termoregolazione e alla contabilizzazione del calore.
Capita infatti spesso che, seppure siano poche le stanze che vengono occupate contemporaneamente dai membri della famiglia, tutti i termosifoni degli appartamenti siano attivi a pieno regime con evidente spreco di calore e quindi di denaro. Come può accadere che non tutte le stanze siano calde ugualmente, anche a seconda dei diversi piani del palazzo. In casa e in condominio quindi sono frequenti discussioni su quante ore debbano essere accesi i riscaldamenti.
Con i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, invece, si può decidere quali caloriferi far funzionare e quale sia la temperatura dell’ambiente domestico.
Come si adottano questi sistemi?
Ai sensi dell’art. 26, 5° comma, della Legge n.10 del 9/1/1991, in relazione alle innovazioni aventi ad oggetto l’adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e al conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in funzione del consumo effettivamente registrato, l’assemblea condominiale delibera con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno 500 millesimi e la stesa maggioranza è sufficiente per modificare il criterio precedentemente adottato. In virtù dell’art. 4, comma 10, del DPR n. 59 del 2/4/2009, negli edifici con oltre 4 unità abitative che appartengano alle categorie E1 (edifici adibiti a residenza e assimilabili) ed E2 (edifici adibiti ad uffici e assimilabili), in caso di installazione o di ristrutturazione dell’impianto termico devono essere realizzati gli interventi necessari per consentire, se tecnicamente possibile, la contabilizzazione e la termoregolazione del calore per singola unità abitativa.
E la suddivisione delle spese come avviene ?
Anche in questo caso il legislatore, ai sensi dell’art. 26, 5° comma, della Legge n.10 del 9/1/1991, demanda all’assemblea condominiale il potere di scegliere, con il voto della maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno 500 millesimi, le percentuali relative alle spese di consumo. In relazione invece alle spese di manutenzione dell’impianto si fa riferimento alla tabella millesimale di riscaldamento.
Nel campo energetico ognuno di noi può contribuire al risparmio ambientale e… del portafogli con scelte efficienti (quali l’installazione di caldaie a condensazione, sia autonome che condominiali e l’introduzione di sistemi di termoregolazione) e auto-produrre energia in maniera pulita, grazie a soluzioni quale il solare termico. Contatta Italtherm per saperne di più.
Ecosistema Urbano. La fotografia di Legambiente delle città italiane. Focus sulle rinnovabili.
Aree urbane congestionate, inquinate, fragili rispetto al rischio sismico e idrogeologico e in ritardo rispetto all’erogazione dei servizi: questo è quanto emerge da Ecosistema Urbano 2013 il rapporto presentato da Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore sulle eco-performance dei capoluoghi di provincia italiani che ha compiuto vent’anni.
Tutto nero? No, anzi ci sono degli sprazzi di luce verde che fanno ben sperare.
Per quanto attiene l’impiego, da parte della Pubblica Amministrazione, di impianti per la creazione di energia da fonte rinnovabile il quadro registra dei miglioramenti, seppur leggeri, rispetto al precedente anno solare: 87 sono i comuni che dichiarano di avere installato pannelli fotovoltaici e, tra questi,possono vantare ottimi risultati Gorizia (con 30,34 kW ogni 1.000 ab) e Oristano (con 19,55 kW ogni 1.000 ab) fra le piccole citta, Lucca e Pesaro fra quelle medie (rispettivamente con piu di 28 e 27 kW ogni 1.000 ab) e, infine, Padova e Verona, fra i grandi centri, rispettivamente con 29,19 e 23,47 kW ogni 1.000 ab.
In relazione nello specifico agli impianti solari termici, in aumento rispetto all’anno precedente [vedi nostra analisi 2012], sono 69 amministrazioni che possiedono impianti del genere nelle proprie strutture. Se, trai piccoli centri, Verbania è in in testa con piu di 12 m2 ogni 1.000 ab, seguita da Cosenza e Lodi (entrambe al di sopra dei 9 m2 ogni 1.000 ab), nella classifica dei centri di media grandezza Forli si posiziona prima potendo vantare 5,72 m2 ogni 1.000 ab, mentre, sui gradini inferiori del podio, Siracusa e Trento superano i 4 m2 ogni 1.000 ab. Nella graduatoria delle “big” invece Catania vince su tutte con un valore superiore ai 4
m2 ogni 1.000 ab.
L’indice sintetico sulle politiche energetiche (espresso in valori da 0 a 100), come nelle passate edizioni, ha tenuto conto di parametri come l’introduzione, all’interno del regolamento edilizio, di norme non derogabili inerenti il risparmio energetico, lo stanziamento di incentivi economici correlati, l’impiego di fonti di energia rinnovabili, l’acquisto da parte dell’Amministrazione di energia elettrica da fonte rinnovabile, la realizzazione di una banca-dati degli edifici certificati, l’esistenza dell’energy manager per l’Amministrazione comunale, la realizzazione di audit energetici degli edifici comunali e la realizzazione di interventi di risparmio energetico su edifici comunali post-audit.
Nel giudizio complessivo, a punteggio pieno, oltre a Ferrara e Rimini che confermano il voto massimo dello scorso anno, si aggiungono Bologna e Bolzano.
A seguire, troviamo due città in più rispetto alla scorsa edizione che possono vantare un punteggio superiore a 5 punti (Bergamo, Bolzano, Ferrara, Rimini, Livorno, Parma, Potenza, Torino, Trento e Udine).
Per avere maggiori dettagli sui vantaggi ecologici ed economici garantiti da un impianto solare termico, visita il nostro sito per scoprire i prodotti Italtherm, o contattaci. Ci trovate anche su Facebook, Twitter e Linkedin!
2014: prorogate le detrazioni fiscali per efficientamento energetico e ristrutturazioni. Ecco i particolari
La legge di stabilità approvata a fine 2013 ha prorogato le detrazioni fiscali a sostegno della realizzazione di opere di efficientamento energetico e ristrutturazione ed ha confermato i bonus per gli interventi antisismici e per l’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici.
In relazione ai lavori di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico rimangono immutate, fino al 31 dicembre 2014, le detrazioni Irpef del 50% e del 65% che, però, subiranno una riduzione (abbassandosi al 40% e al 50%) nel 2015 fino a scendere al 36%, con limite massimo di spesa di 48mila euro, per lavori di recupero edile, mentre il bonus per il risparmio energetico sparirà. Una ulteriore proroga è prevista per gli efficientamenti energetici relativi alle parti comuni degli edifici condominiali: si prevede che la detrazione 65% sarà agevolata fino al 30 giugno 2015.
E’ bene ricordare che in riferimento al beneficiario, il riferimento temporale cambia a seconda che sia persona fisica o impresa: nel primo caso (inclusi i professionisti) vale il criterio per cassa, mentre per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali, si applica il criterio per competenza.
In merito alla riqualificazione energetica vengono confermati i limiti di spesa e gli sconti fiscali.
I limiti sono quindi:
– 153.846 euro per gli interventi di riqualificazione energetica;
– 92.307,69 euro per gli interventi sull’involucro e per l’installazione dei pannelli solari
– 46.153,85 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.
Gli sconti sono invece:
– 100.000 euro per gli interventi di riduzione del fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale;
– 60.000 euro per gli interventi sull’involucro e per l’installazione di pannelli solari;
– 30.000 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.
L’importo dei bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici (che, salvo eccezioni previste per legge, devono essere di classe energetica superiore ad A+) per immobili oggetto di ristrutturazione edilizia non potrà eccedere quello pagato per la ristrutturazione stessa.
Se volete sapere come rendere la vostra abitazione ecoefficiente e ottenere gli sgravi migliorando le prestazioni energetiche del vostro alloggio (e… del portafogli) grazie ai migliori impianti di Solare Termico e Caldaie a condensazione, Contattate Italtherm per saperne di più.
Un anno del blog di @Italtherm in pochi click. Buon Capodanno
Here’s an excerpt:
A New York City subway train holds 1,200 people. This blog was viewed about 4,900 times in 2013. If it were a NYC subway train, it would take about 4 trips to carry that many people.
L’international Energy Agency: le rinnovabili saliranno. Ecco le proiezioni dei prossimi anni
Da uno studio realizzato dall’IEA (International Energy Agency) e denominato “Renewable Energy” sono emersi dati veramente incoraggianti per il settore della produzione di energia da fonti rinnovabili [clicca qui per scaricare l’excutive summary].
Ad oggi, infatti, l’energia da fonti rinnovabili è quella che, su base percentuale, cresce maggiormente rispetto alle energie prodotte da altri fonti e, anche in proiezione futura, i dati sono più che soddisfacenti: entro il 2016 supererà quella prodotta da gas naturale e sarà doppia rispetto a quella creata mediante l’uso del nucleare.
Se tali dati dovessero concretizzarsi, nel 2016, l’elettricità derivante da fonti rinnovabili sarebbe seconda solo a quella realizzata con il carbone. I dati dello studio dell’IEA evidenziano inoltre che il trend positivo proseguirà negli anni successivi: nel 2018 l’energia ottenuta da fonti rinnovabili dovrebbe costituire il 25% della produzione di energica elettrica lorda e nel 2020, su un totale di 27.165 TWh, potrebbe essere superiore a 7400 TWh.
Alla crescita delle energie rinnovabili fa, però, da contraltare una diminuzione degli investimenti effettuali in questo settore che, tuttavia, non ha comportato una corrispondente ripercussione negativa nella produzione tant’è che, nello scorso anno, la produzione di energia da fonti rinnovabili è aumentata dell’8,2% rispetto al 2011. Andando al dettaglio, però se in Germania, Regno Unito, Francia e Turchia si riscontra un tendenziale aumento nella produzione di energia da fonti rinnovabili, in Italia e Spagna, crisi economica e incertezza politica, unite alla riduzione degli incentivi, hanno frenato la crescita delle rinnovabili.
Nel Bel Paese, secondo i dati raccolta da Terna, nel 2012 l’energia prodotta da fonti rinnovabili è aumentata rispetto all’anno precedente raggiungendo il 25,4% del totale.
Nel campo energetico ognuno di noi può contribuire al risparmio ambientale e… del portafogli con scelte efficienti (quali l’installazione di caldaie a condensazione, sia autonome che condominiali) e auto-produrre energia in maniera pulita, grazie a soluzioni quale il solare termico. Contatta Italtherm per saperne di più.
Come scegliere una caldaia a condensazione: 3 cose da sapere
Tre punti chiave per capire le caldaie a condensazione e scegliere consapevolmente:
- Cos’è una caldaia a condensazione
E’ una caldaia in grado di ottenere un rendimento superiore alle caldaie tradizionali grazie al recupero del calore latente di condensazione del vapore acqueo contenuto nei fumi di combustione. La conseguenza è un risparmio di combustibile che può arrivare al 30%, con un netto risparmio economico e una riduzione dell’impatto ambientale.
Nella caldaia a condensazione, uno scambiatore di calore forma la condensa, per cui i fumi in uscita sono raffreddati dai 200°-250°C delle caldaie tradizionali (140°-160° per le caldaie ad alto rendimento) fino a una temperatura di 50°-60°C. In questo modo viene recuperato gran parte del calore, utilizzato per preriscaldare l’acqua di ritorno dell’impianto e ottenere un rendimento superiore.
- Potenza termica al focolare e potenza termica utile
Ci sono due tipologie di misure della potenza termica di una caldaia:
– La potenza termica al focolare è la quantità di calore generata in un’ora dalla camera di combustione, dove il bruciatore miscela l’aria con il combustibile; è quindi la quantità di calore teoricamente producibile dal processo di combustione con la tecnologia della caldaia.
– La potenza termica utile è invece la quantità di calore generata e trasferita in un’ora dalla camera di combustione all’acqua in circolo: la differenza tra potenza termica al focolare e utile è dovuta alla dispersione termica, per cui una caldaia più efficiente sarà quella in grado di ridurre le dispersioni, e quindi con una minore differenza tra potenza utile e al focolare.
3. Vademecum delle caldaie a condensazione per l’accesso alle detrazioni del 65%
Per accedere alla detrazione fiscale del 65%, il nuovo generatore di calore a condensazione può essere ad aria o ad acqua e l’intervento deve configurarsi come sostituzione totale o parziale del vecchio generatore termico e non come nuova installazione (dal sito ENEA).
Ecco i requisiti generali che la caldaie deve possedere per usufruire delle detrazioni:
a. nel caso di impianto con potenza nominale al focolare minore di 100 kW:
– il generatore di calore deve avere un rendimento termico utile, a carico pari al 100% della potenza termica utile nominale, maggiore o uguale a 93 + 2logPn;
– ove tecnicamente compatibili devono essere installate valvole termostatiche a bassa inerzia termica su tutti i corpi scaldanti. Nell’impossibilità tecnica di installare questi dispositivi, occorre utilizzarne altri con le medesime caratteristiche (ossia di tipo modulante agenti sulla portata). Costituiscono eccezione gli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati con temperature medie del fluido termovettore inferiori a 45°C.
b. nel caso di impianti con potenza nominale del focolare maggiore o uguale a 100 kW:
– deve essere adottato un bruciatore di tipo modulante;
– la regolazione climatica deve agire direttamente sul bruciatore;
– deve essere installata una pompa elettronica a giri variabili.
Noi di Italtherm vi consigliamo la nostra caldaia a condensazione Time, dotata dell’innovativo sistema Acqua Step, attraverso il quale viene preriscaldata solo l’acqua nello scambiatore: quando la caldaia non è attiva, la temperatura è mantenuta costante da brevi accensioni del bruciatore. Questo permette l’utilizzo della minor quantità di gas possibile. E’ anche perfettamente integrabile con i pannelli solari termici, per un risparmio doppio! Per maggiori informazioni, visitate il nostro sito web www.italtherm.it e contattateci!
Italtherm ritorna al passato: aumenta la produzione e torna nel vecchio e più grande stabilimento
Italtherm ritorna al passato: aumenta la produzione e torna nel vecchio e più grande stabilimento
Comunicato stampa n. 4 | 25 Settembre 2013
Italtherm, azienda emiliana nata da una realtà con trent’anni di esperienza vittima delle logiche globali, torna nel vecchio e più capiente stabilimento grazie all’aumento della produzione. La scelta d’investire in prodotti ad alta efficienza energetica, di operare in Italia ed all’estero e soprattutto di difendere i posti di lavoro ha ripagato a tal punto che in soli due anni è stato necessario trovare una sede operativa più capace, quella chiusa dalla precedente proprietà. Con la promessa di recuperare presto le posizioni di mercato e i dipendenti lasciati a casa.
Italtherm continua la sua crescita e torna al passato, evolvendo. Nonostante la crisi economica globale coinvolga tutti, l’azienda emiliana ritorna a Pontenure (PC), dove si era interrotta la vita trentennale della precedente realtà imprenditoriale, in uno stabilimento più grande in grado di sostenere una produzione decisamente maggiore di quella realizzata fino all’estate scorsa. Ciò è stato possibile grazie alla determinazione di tutto lo staff, alla capacità dei progettisti di proporre al mercato prodotti a basso impatto ambientale e alla proprietà, che si è ribellata alle logiche globali di delocalizzazione e ha difeso i propri dipendenti puntando sulla Green Economy.
Italtherm fino a due anni fa non esisteva. I suoi dipendenti lavoravano per un’altra azienda, che faceva capo ad una multinazionale tedesca leader nel settore. “La casa madre decise all’improvviso di chiudere lo stabilimento e lasciare a casa tutti i dipendenti” ha spiegato il direttore commerciale Pietro Giannotta. “Una scelta incomprensibile, in quanto la vecchia azienda aveva da sempre avuto dei risultati straordinari. E’ stata una situazione dolorosa, visto che oltre 200 dipendenti provenienti dalle zone limitrofe a Piacenza sono rimasti senza lavoro”.
“Noi non ci siamo stati, ci siamo voluti ribellare alle logiche industriali globali, perché crediamo che un’azienda sia fatta dai suoi dipendenti e dai suoi progettisti. Così abbiamo deciso di dare vita ad Italtherm” ha continuato il presidente Paolo Mazzoni. “Abbiamo richiamato parte del vecchio personale, messo a punto nuovi prodotti che fossero tutti attenti all’Ambiente, e riavviato la macchina. Ed ora eccoci qui, a riprendere il discorso interrotto alcuni anni fa, con la produzione che continua ad aumentare e con l’obiettivo di recuperare tutte le posizioni perdute e tornare ad essere quello che siamo stati per trent’anni”.
Italtherm è un’azienda giovane, ma con uno staff dall’esperienza trentennale nel settore del riscaldamento domestico. Forte della sua vocazione Made in Italy, spinge sull’innovazione puntando sempre di più alle energie rinnovabili.
Maggiori informazioni sul sito istituzionale: www.italtherm.it.
Ufficio stampa Italtherm:
Press Play – Comunicazione e pubbliche relazioni
Alessandro Tibaldeschi | +39-333-6692430 | ale@agenziapressplay.it
Riforma dei condomini, energiche novità! Anche per i pannelli solari
Con l’entrata in vigore della riforma sulla disciplina dei condomini (L. n° 220 dell’11 dicembre 2012 – “Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici – Riforma del condominio”, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 293 del 17 dicembre 2012), dal 18 giugno scorso sono cambiate le norme che regolano maggioranze, spese, amministrazione e molti aspetti relativi alla convivenza fra vicini all’interno dei palazzi. Importanti novità per l’energia.
La riforma – che si compone di 32 articoli – ha avuto un iter assai lungo e laborioso che ha impegnato il Parlamento per varie legislature e che ha portato ad una modifica delle norme del codice civile in materia di condominio di edifici (artt. 1117 e seguenti). La novella normativa ha avuto ad oggetto anche alcuni ambiti in materia di energia su cui è importante soffermarsi. Innanzitutto si fa esplicita menzione alla possibilità di realizzare impianti per la produzione di energia eolica, solare o comunque da fonte rinnovabile.
Il nuovo art. 1117-ter prevede, per la modifica della destinazione d’uso delle parti comuni, un numero di voti che rappresenti almeno i 4/5 dei partecipanti al condominio e i 4/5 del valore dell’edificio. Qualora ai vostri vicini non interessasse installare i pannelli solari termici, mentre voi non volete perdere l’occasione di risparmiare in maniera ecoefficiente, con la nuova normativa è prevista la possibilità di installare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili anche “al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell’interessato”.
La nuova formula dell’art. 1120 c.c. statuisce per i condomini il potere di approvare alcune tipologie di innovazioni con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio (ai sensi del secondo comma dell’articolo 1136 c.c.). Tali innovazioni possono riguardare, tra l’altro, il contenimento del consumo energetico, la produzione di energia da impianti di cogenerazione e da fonti rinnovabili da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune. Sono comunque vietate, ai sensi dell’art. 1117-ter, tutte le modifiche delle destinazioni d’uso che possono recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato o che ne alterano il decoro architettonico.
Altra importante innovazione della riforma in materia energetica è rappresentata dalla facoltà per il singolo condòmino di distaccare il proprio appartamento dall’impianto condominiale di riscaldamento se da tale opera non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In caso di distacco il condòmino “separato” dovrà contribuire alle spese di manutenzione straordinaria e messa a norma dell’impianto centralizzato.
Se siete interessati a saperne di più su impianti solari termici o caldaie a condensazione, per l’ecoefficienza del vostro appartamento in condomionio, contattate Italtherm!






