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L’Ecobonus per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica conviene a tutti!

febbraio 17, 2016

ristrutturazione edilizia ecobonus

I dati ufficiali sono del Centro Studi della Camera dei deputati

Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio convengono all’Italia. L’Ecobonus è stato prorogato per il 2016, ma in molti ritengono tale misura debba essere stabilizzata rendendola quindi permanente.

Le ragioni di tale proposta? Basta leggere i dati del rapporto “il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio” realizzato dal Servizio Studi della Camera dei Deputati con il suo Servizio Studi – Dipartimento Ambiente e l’istituto CRESME (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia e il territorio).

Il testo ha preso in esame le misure di detrazione e gli ecobonus dal 1998 ai primi otto mesi del 2015: dalle stime elaborate emerge che, in tale arco temporale, gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica hanno interessato ben oltre 12,5 milioni di interventi. Questo numero, già di per se stesso elevato, assume una prospettiva di maggiore impatto se paragonato ai dati Istat secondo i quali le famiglie in Italia sono 24,6 milioni e le abitazioni sono 31,2 milioni. Il dato, si sottolinea nel rapporto, rimarrebbe di forte rilievo anche qualora gli stessi interventi avessero riguardato la medesima unità abitativa.

Nei 18 anni considerati, le misure di incentivazione fiscale hanno attivato investimenti pari a 207 miliardi di euro (una media di 11 miliardi di euro all’anno a valori correnti), di cui 178 miliardi hanno riguardato il recupero edilizio e poco meno di 30 miliardi la riqualificazione energetica. In particolare il massimo livello degli investimenti si è registrato nel 2013 e nel 2014. Se si considera il consuntivo per il 2014 esso riporta un volume di investimenti pari a 28,5 miliardi di euro, di cui 24,5 miliardi di euro sono relativi al recupero e 3,9 alla riqualificazione energetica.

Per quanto riguarda il 2015, i dati ricavati sulla base dell’andamento dei primi otto mesi, pur registrando una flessione, hanno confermando un livello decisamente superiore rispetto alla media degli anni precedenti.

Sul fronte occupazionale tutto ciò si è tradotto in una crescita dei posti di lavoro (green): il settore, nel periodo 2008-2015, ha occupato oltre 2 milioni di lavoratori, con una media di 111.000 occupati diretti all’anno. Solo nel 2014 le stime hanno registrato 424.800 occupati comprensivi anche dell’indotto e ciò nonostante la fase di crisi che ha colpito pesantemente il settore dell’edilizia.

Misure che si sono trasformate anche in una fondamentale leva economica.

A conti fatti, il saldo per lo stato è in positivo – per un valore pari a circa +10,5 miliardi di Euro – tenendo conto dell’incremento del gettito (positivo), i flussi derivanti dalle detrazioni (negativi), le maggiori entrate derivanti dalla Matrice di contabilità Sociale (positive) e il minor gettito fiscale sui consumi energetici (negativo).

Senza dimenticare poi che, nella stima dell’impatto delle detrazioni, dovrebbero essere considerati due aspetti importanti, che allo stato appare complesso quantificare: si tratta, da un lato, degli effetti in termini di emersione dei redditi e dell’occupazione “irregolare” e, dall’altro, della riduzione dei consumi energetici e conseguentemente delle emissioni di Co2. Un aspetto fondamentale che rientra nelle politiche di lotta ai cambiamenti climatici.

Per leggere l’intero documento cliccate qui.

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Efficienza energetica: quale il contributo all’adempimento dell’Accordo di Parigi?

febbraio 10, 2016

Nell’Accordo non c’è alcun riferimento riguardo alle azioni di efficienza energetica. A colmare questo vuoto ci ha pensato la IEA.

Articolo di Veronica Caciagli

Nell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, approvato nella Conferenza delle Nazioni Unite del dicembre scorso, gli Stati si sono impegnati a ridurre le emissioni di gas serra a un livello tale da mantenere l’incremento della temperatura media globale “ben sotto” i 2° gradi, con sforzi aggiuntivi per arrivare a 1,5° gradi centigradi. Non solo: le emissioni mondiali dovranno raggiungere il picco prima possibile, per poi decrescere velocemente, fino ad arrivare a emissioni nette zero entro la seconda metà di questo secolo. Sebbene siano fissati gli obiettivi, però, nell’Accordo non si parla di soluzioni, ovvero alle modalità per realizzare la decarbonizzazione dell’economia, che sono lasciate a discrezione delle singole politiche nazionali. In particolare, nell’Accordo non c’è alcun riferimento riguardo a una delle azioni chiave per centrare i target: l’efficienza energetica.

A colmare questo vuoto ci ha pensato la IEA, l’International Energy Agency, che, proprio per l’appuntamento parigino, ha pubblicato un report speciale, “Energy and Climate Change”. “Stiamo affrontando un momento storico pieno di opportunità, ma anche di grandi rischi […]– affermato Maria van der Hoeven, Executive Director della IEA, nell’introduzione del report. – Come le nostre analisi hanno ripetutamente dimostrato, il costo e la difficoltà per la riduzione delle emissioni di gas serra diminuiscono ogni anno, per cui il tempismo è essenziale. Ed è chiaro che il settore energetico giochi un ruolo cruciale per il successo delle azioni”.

Nell’Accordo di Parigi è previsto che le Parti attuino una prima serie di impegni, presentati dagli Stati stessi, che, collettivamente, ci pongono verso uno scenario di aumento della temperatura media globale di +2,7° gradi centigradi: è sicuramente un altro mondo rispetto agli scenari ipotizzati negli anni precedenti e in assenza di misure correttive, quando l’ipotesi era di aumenti fino ad oltre +4° e quindi di scenari catastrofici. Ma non è ancora abbastanza per scongiurare conseguenze gravi per il sistema climatico e quindi per l’umanità: perciò gli Stati dovranno successivamente aumentare i propri impegni, ogni 5 anni, fino a portarli a raggiungere l’obiettivo.

Il rischio, però, è che non si faccia in tempo: viaggiamo già in ritardo, e se le misure di riduzione delle emissioni non saranno abbastanza veloci, rischiamo di perdere la possibilità di rimanere sotto i 2° gradi.

In realtà, recentemente si sono avuti diversi segnali positivi: l’uso di fonti energetiche pulite si sta espandendo, mentre ci sono segnali di un disaccoppiamento tra crescita dell’economia globale ed emissioni collegate all’energia. L’economia globale, infatti, è cresciuta del 3% nel 2014, mentre le emissioni di CO2 sono rimaste stabili, per la prima volta da 40 anni. Le energie rinnovabili hanno rappresentato circa la metà della potenza energetica installata nel 2014, mentre i costi di produzione continuano a scendere. Inoltre, l’intensità energetica è diminuita del 2,3% nel 2014, più del doppio del tasso medio del decennio precedente, grazie soprattutto all’efficienza energetica.

Anche se le emissioni stanno rallentando, però, nello scenario che include gli impegni attuali degli Stati (‘scenario INDC’) seppur il collegamento tra PIL e CO2 sia indebolito, non è ancora tagliato: perciò la previsione al 2030 è una crescita dell’economia dell’88% e delle emissioni dell’8%. Infatti, questo scenario prevede che le rinnovabili diventino la principale fonte energetica di elettricità, ma la lentezza nel dismettere le centrali a carbone porterebbe a inficiare il risultato finale.

Sarebbero quindi necessarie ulteriori azioni per riuscire a raggiungere il picco delle emissioni entro il 2020: la IEA riassume le misure addizionali suggerite in un ‘bridging scenario’, uno scenario ponte che possa condurci a conservare buone probabilità di rimanere sotto i +2° gradi utilizzando tecnologie già esistenti. Si basa su cinque tipi di azioni:

– Aumento dell’efficienza energetica nell’industria, in edilizia e nei trasporti

– Chiusura progressiva delle centrali a carbone meno efficienti, e moratoria sulla costruzione di nuove centrali

– Aumento degli investimenti in energia rinnovabile dai 270 miliardi di dollari nel 2014 a 400 miliardi di dollari nel 2030

– Eliminazione dei sussidi alle fonti fossili entro il 2030

– Riduzione delle emissioni di metano nella produzione di petrolio e gas.

L’implementazione delle cinque azioni non garantirebbe, da sola, di raggiungere l’obiettivo di rimanere sotto i 2°, in quanto sarebbero comunque necessari gli aumenti degli impegni previsti nell’Accordo di Parigi; ma permetterebbero di raggiungere il picco delle emissioni velocemente, entro il 2020, semplificando e diminuendo il costo delle azioni future.

Non a caso la prima misura proposta dalla IEA riguarda l’efficienza energetica: la fetta più grande di riduzione delle emissioni di gas serra proviene proprio dall’efficienza energetica, con cui sarebbe possibile realizzare il 49% del taglio di emissioni auspicato per il 2030. Come realizzarlo? Con maggiori investimenti: se nello scenario INDC, ovvero con l’implementazione degli impegni previsti nell’Accordo di Parigi, nei prossimi 15 anni gli investimenti in efficienza energetica ammonteranno a circa 8 mila miliardi, di cui circa un terzo destinato al settore edilizia. Per collocarci verso il picco delle emissioni entro il 2020, sono necessari ulteriori 3 mila miliardi di investimenti in efficienza energetica.

Come avverte il report della IEA, “la sottomissione degli obiettivi nazionali alla COP21 non è la fine del processo, ma costituisce la base per creare un ‘circolo virtuoso’ di ambizioni crescenti”. Ambizioni che comprendono come elemento cruciale l’efficienza energetica.

 

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Scuole: sempre più solare termico sui tetti

dicembre 22, 2015

rapporto ecosistema scuola

Legambiente fotografa lo stato di salute degli edifici scolastici. Ecco l’approfondimento di Italtherm sulle rinnovabili, fotovoltaico e solare termico in primis

Qual è lo stato di salute ed efficienza degli edifici scolastici? A dare i voti alle scuole, per questa volta, è il report Ecosistema scuola di Legambiente, giunto alla sedicesima edizione.

I dati presi a parametro sono quelli relativi alle informazioni generali sugli edifici, le certificazioni, la manutenzione, i servizi messi a disposizione delle istituzioni scolastiche, l’avvio di pratiche ecocompatibili, l’esposizione a fonti di inquinamento ambientale interne ed esterne agli edifici scolastici e i monitoraggi ambientali.

Abbiamo estrapolato ed analizzato i dati relativi alla bioedilizia e le rinnovabili.

Quale la situazione sul fronte della bioedilizia e dell’uso energie da fonti rinnovabili ed in particolar modo del solare termico?

Per quanto riguarda la percentuale degli edifici costruiti secondo criteri della bioedilizia i valori espressi nel report, pur se in trend positivo, sono pressoché risibili: si passa dallo 0,4% del 2010 allo 0,6% del 2014.

Segnali di ottimismo giungono invece dal fronte delle energie rinnovabili: le scuole che ne fanno uso passano dall’11,6% del 2010 al 14,3% del 2014.

Nel dettaglio, gli impianti maggiormente utilizzati sono i pannelli fotovoltaici (71%) seguiti dai solari termici (23,4%). Cresce inoltre la percentuale di edifici che utilizzano mix di fonti rinnovabili (12,1%) così come in crescita costante, in questi ultimi tre anni, è la copertura dei consumi da fonti rinnovabili, con il 44,5% (i dati del 2012 registrava un 35,6%).

Le regioni “regine” nell’utilizzo di fonti alternative per gli edifici scolastici sono l’Abruzzo (40%) e la e Puglia (53,9%). Fanalino di coda invece Lombardia (solo il 2,8%) e Molise (0%).

Le regioni dove maggiormente si utilizzano impianti solari termici? Abruzzo, Marche, Sicilia e Toscana; dal Lazio alla Calabria passando per Friuli e Sardegna le scuole usano il solare fotovoltaico. Impianti a geotermia o pompe di calore sono presenti negli edifici di Friuli, Emilia Romagna, Lombardia, Liguria, Puglia, Sicilia e Veneto. Gli impianti a biomassa per le scuole trovano maggior applicazione in Emilia Romagna, Umbria e Piemonte.

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Bollette, perché consumare di più? Ecco il vademecum per tagliare gli sprechi del riscaldamento

novembre 23, 2015

casa passiva

La ricetta per tagliare la bolletta energetica si può. Eccone gli ingredienti per evitare il “caro riscaldamento”.

Tra il 15 ottobre ed il primo dicembre di ogni anno, a seconda della propria fascia climatica, nei comuni italiani si da il via all’accensione degli impianti centralizzati. Nello stesso periodo, in base alle temperature, si iniziano ad accendere anche quelli autonomi. E le bollette crescono. È possibile però tenere a freno i consumi senza ridurre il comfort abitativo. Per questo il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Enea hanno stilato un vademecum per un riscaldamento efficiente e conveniente.

Ecco di seguito i consigli stilati sulla base delle indicazioni del vademecum:
Regola N. 2 – Controllare la temperatura ambiente.
Scaldare  troppo la casa fa male alla salute e al portafogli: la normativa stabilisce una temperatura di 20 – 22 gradi, ma 19° sono spesso più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Ad aiutarci a ricordarlo è il risparmio: ogni grado abbassato si traduce in una diminuzione dei consumi del combustibile dal 5 al 10%.Regola N. 1 – La manutenzione periodica degli impianti. È ritenuta la regola numero uno, sia per motivi di sicurezza sia per evitare sanzioni: un impianto ben regolato e ben manutenuto inquina e consuma di meno. Chi non effettua la manutenzione del proprio impianto rischia una multa non inferiore a 500 euro, in base a quanto stabilisce il DPR 74/2013.

Regola N. 3 – Orario di accensione. Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia.

Regola N. 4 – Utilizzare i cronotermostati. ovvero i dispositivi elettronici che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mantenere l’impianto in funzione solo quando si è in casa.

Regola N. 5 – Applicare valvole termostatiche. Queste apparecchiature permettono di aprire, chiudere e regolare la circolazione dell’acqua calda nel singolo termosifone e consentono di mantenere costante la temperatura impostata, aiutando a concentrare il calore  negli ambienti più frequentati e a evitare sprechi.

Regola N. 6 Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone. È un ‘trucco’ semplice ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore (a fortiori nel caso in cui il termosifone dia verso una parete esterna).

Regola N. 7 Schermare le finestre la notte. Chiudere persiane e tapparelle o mettere tende pesanti permette di ridurre le dispersioni di calore verso l’esterno.

Regola N. 8 Effettuare un check up alla propria casa. L’isolamento termico su pareti e finestre dell’edificio è un aspetto primario: se la costruzione è risalente a prima del 2008, probabilmente non rispetta le attuali normative sul contenimento dei consumi energetici e conviene valutare un intervento per isolare le pareti e sostituire le finestre. Con nuovi modelli che disperdono meno calore, il beneficio può essere doppio: si  riducono i consumi di energia fino al 20% e si può usufruire dei cosiddetti ecobonus, la detrazione fiscale del 65%.

Regola N. 9 Impianti di riscaldamento innovativi. Se l’impianto ha più di 15 anni, conviene valutarne la sostituzione ad esempio con le nuove caldaie a biomasse, le pompe di calore, o con  impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata da un impianto fotovoltaico. Per questi interventi si può usufruire degli ecobonus per la riqualificazione energetica degli edifici 65% e del patrimonio edilizio del 55% [su questo potrete contattare Italtherm per conoscere la caldaia più adatta alle vostre esigenze].

Regola N. 10  Evitare ostacoli davanti e sopra i termosifoni: mettere tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi.  Inoltre un’attenzione particolare durante i ricambi d’aria negli ambienti. Meglio far rinnovare l’aria in pochi minuti spalancando le finestre che tenerle socchiuse a lungo.

Quali ulteriori informazioni il vademecum si sofferma, inoltre sulla nuova etichettatura per le caldaie. Da fine settembre è in vigore nuova etichettatura energetica che definisce gli standard minimi di efficienza per le caldaie. Introdotta dal MiSE sulla base del regolamento europeo Ecodesign, prevede una classificazione energetica da A+ a G per gli apparecchi per riscaldamento degli ambienti e da A a G per gli apparecchi per produrre acqua calda sanitaria. Inoltre, diventa obbligatorio installare solo caldaie a condensazione, in grado di recuperare gran parte del calore contenuto nei fumi che, altrimenti, andrebbe disperso nel camino. I produttori di caldaie non potranno più immettere sul mercato quelle non ad alto rendimento.

Sui controlli sull’efficienza – L’ENEA, in collaborazione con il MiSE e il CTI – Comitato Termotecnico Italiano, ha predisposto anche le Linee guida per facilitare l’applicazione della normativa sui controlli per l’efficienza energetica (DPR 74/2013), che costituiscono un riferimento per le regioni o per le autorità competenti. L’Agenzia, inoltre, supporta  il MiSE nell’informazione ai cittadini, agli operatori del settore e alla Pubblica Amministrazione e, per conto delle Amministrazioni Locali,  cura la formazione e il rilascio dell’attestato di idoneità tecnica ai professionisti abilitati ai controlli (ad oggi più di 1600)  che operano su tutto il territorio nazionale.

Per ogni informazione sulle caldaie vi invitiamo a consultare il portale di Italtherm.

Credits Immagine: “Passivhaus thermogram gedaemmt ungedaemmt” by Passivhaus Institut – Copied to Commons from http://en.wikipedia.org. Original source Passivhaus Institut, Germany – http://www.passiv.de. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Commons – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Passivhaus_thermogram_gedaemmt_ungedaemmt.png#/media/File:Passivhaus_thermogram_gedaemmt_ungedaemmt.png

Comuni Italiani: solare termico e fotovoltaico crescono. Ma potrebbero fare meglio

novembre 18, 2015

Qual è il tasso di riconversione ecologica delle città? E l’andamento della rinnovabili? La risposta nel dossier Ecosistema Urbano 2015.

Qual è il tasso di riconversione ecosostenibile delle città italiane? A misurarlo, ogni anno, è il rapporto Ecosistema Urbano, realizzato da Legambiente in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore.

Italtherm, come ogni anno, oltre che ai capoluoghi vincitori, vi riporta i dati relativi alle rinnovabili, che segnano un miglioramento per ciò che concerne l’energia solare (termico e fotovoltaico).
L’edizione 2015 registra un quadro con le città che faticano a rinnovarsi in chiave sostenibile purtroppo pochi e timidi passi avanti, in particolar modo realizzati nella raccolta differenziata e nelle energie rinnovabili, male invece il trasporto pubblico.
“Per sperare che le nostre città migliorino – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – c’è una sola strada. Fare la scelta strategica, con i ministeri interessati coordinati da una vera cabina di regia, di fare dell’innovazione urbana e del miglioramento della vita in città la vera grande opera pubblica. (…)  Una scelta politica che andrebbe nella direzione dell’interesse generale: si crea lavoro migliorando il benessere e mettendo al sicuro le nostre città”.

ecosistema urbano 2015

Anche quest’anno, sono 18 gli indicatori selezionati per confrontare tra loro i104 capoluoghi di provincia italiani. Tre indici sulla qualità dell’aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), tre sulla gestione delle acque (consumi idrici domestici, dispersione della rete e depurazione), due sui rifiuti (produzione e raccolta differenziata), due sul trasporto pubblico (il primo sull’offerta, il secondo sull’uso che ne fa la popolazione), cinque sulla mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modale share, indice di ciclabilità e isole pedonali), uno sull’incidentalità stradale, due sull’energia (consumi e diffusione rinnovabili).

Dati in crescita, ma sicuramente migliorabili arrivano dal solare termico e fotovoltaico.

L’indicatore del rapporto sulle energie rinnovabili, si concentra sulla diffusione del solare termico e fotovoltaico in strutture pubbliche e rappresenta la componente principale dell’area tematica energia. L’indicatore valuta la potenza complessivamente installata su impianti solari (termici e fotovoltaici) realizzati su edifici di proprietà comunale ogni 1.000 abitanti residenti. Passano da 16 a 17 i capoluoghi che possono contare su 10 o più kiloWatt provenienti da impianti installati su edifici comunali ogni 1.000 abitanti, mentre sono 23 le città che non arrivano nemmeno a 1 kW/1.000 abitanti, di queste 8 città sono ferme a zero. Il dato medio di 6,28 kW/1.000 abitanti, essendo influenzato da un singolo valore molto elevato (Salerno 181,13kw/1.000 ab.), risulta essere circa il triplo della mediana (2,53 kW/1.000 ab), valore al di sotto del quale si colloca circa il 50% delle città.

Dai dati elaborati, quindi Salerno è la migliore secondo questo paramentro, con 181 kW installati ogni 1.000 abitanti, seguita da Padova, Massa e Pesaro con circa 30 kW/1.000 ab.

I migliori e i peggiori del Ecosistema Urbano 2015

Le città con le ecoperformace migliori: Verbania, Trento, Belluno, Bolzano, Macerata e Oristano. Ancora marcato il divario Nord / Sud e nel complesso le migliori performance sono registrate dai capoluoghi sotto gli 80mila abitanti (Verbania, Belluno, Macerata, Oristano, Sondrio, Mantova, Pordenone) fatte salve Trento e Bolzano, tra centri di medie dimensioni (con abitanti compresi tra 80mila e 200mila). Tra le grandi città svetta Venezia.

Le peggiori cinque invece sono tutte città del meridione: Vibo Valentia (101), Catania (100), Palermo (102), Agrigento (103) e Messina (104).
Se volete informazioni sull’installazione di impianti solari termici e sui loro benefici in termini di risparmio economico ed ambientale, contattate Italtherm.
Il dossier “Ecosistema Urbano, XXII edizione” su:

http://www.legambiente.it/ contenuti/dossier/ecosistema- urbano-XXII-edizione 

Sono entrati in vigore i decreti su efficienza energetica negli edifici: ecco cosa contengono

ottobre 27, 2015

Efficienza-energetica edilizia

Sono entrati in vigore ad ottobre i tre importanti decreti in materia di efficienza energetica negli edifici.

I nuovi provvedimenti, pubblicati nel Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale 162 del 15 luglio scorso, danno attuazione alla Direttiva “EPBD Recast”, n. 2010/31/UE sulle prestazioni energetiche nell’edilizia, che ha trovato recepimento in Italia con il D.L. 04 giugno 2013, n. 63 (convertito in legge n. 90 del 03 agosto 20130), che andava a modificare il D. Leg. N. 192 del 19 agosto 2005.

I decreti vanno quindi a integrare e completare la legislazione esistente in materia di efficienza energetica in edilizia, introducendo alcune novità.

Decreto “Requisiti minimi”

Disciplina le modalità di calcolo per le prestazioni energetiche degli edifici, compreso l’uso delle fonti rinnovabili, e i requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici e unità immobiliari. Sostituisce il D.P.R. 02/04/2009, n. 59. E’ applicabile sia ai nuovi edifici che a quelli in ristrutturazione, da parte di privati o pubblici.

Per il calcolo della prestazione energetica dovranno essere adottate le seguenti norme tecniche nazionali e successive modifiche:

  • Raccomandazione CTI 14/2013 “Prestazioni energetiche degli edifici – Determinazione dell’energia primaria e della prestazione energetica EP per la classificazione dell’edificio”, o normativa UNI equivalente e successive norme tecniche che ne conseguono;
  • UNI/TS 11300 – 1 “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 1: Determinazione del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione estiva e invernale”;
  • UNI/TS 11300 – 2 “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale, per la produzione di acqua calda sanitaria, la ventilazione e l’illuminazione”;
  • UNI/TS 11300 – 3 “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 3: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione estiva”;
  • UNI/TS 11300 – 4 “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 4: Utilizzo di energie rinnovabili e di altri metodi di generazione per riscaldamento di ambienti e preparazione acqua calda sanitaria”;
  • UNI EN 15193 “Prestazione energetica degli edifici – Requisiti energetici per illuminazione”.

Decreto “Relazione Tecnica”

Questo decreto definisce gli schemi per la compilazione della relazione tecnica di progetto adattandoli al nuovo quadro normativo, in funzione delle diverse tipologie di lavori:

  • nuove costruzioni,
  • ristrutturazioni importanti,
  • riqualificazioni energetiche.

Sostituisce la relazione “Legge 10”, legge n. 10/1991

Decreto “Attestato di Prestazione Energetica”

Il terzo decreto aggiorna le linee guida per la certificazione della prestazione energetica degli edifici (APE). Definisce i modelli unificati nazionali per l’emissione dell’Attestato di Prestazione Energetica degli edifici, in sostituzione della normativa precedentemente in uso e contenuta del D.M. 26/06/2009.

Vuoi migliorare la prestazione energetica della tua casa e iniziare a risparmiare sui consumi energetici? Consulta le proposte Italtherm. Come la caldaia a condensazione Time con l’esclusivo sistema Aqua Step e l’impianto solare termico Easy Solar 150, l’unico solare termico che integra nel pannello un accumulo sanitario da 150 litri e un sistema elettrico alimentato da un piccolo pannello fotovoltaico. Visita il nostro sito e contattaci!

Prorogato ecobonus al 65% per le opere di efficientamento energetico

ottobre 21, 2015

efficienza-energetica 65%

Prorogate le detrazioni fiscali al 65% per l’efficienza energetica: la Legge di Stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri pochi giorni fa ha confermato la proroga dell’incentivo soprannominato “Ecobonus”, a sostegno della realizzazione di opere di efficientamento energetico, che viene così confermato nella misura del 65% fino al 31 dicembre 2016. Infatti, nel decreto legge originario (decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63) si stabiliva invece che dal 1° gennaio 2015 l’incentivo sarebbe diminuito al 50%, per poi scomparire. L’incentivo era stato poi confermato per l’anno 2015, e adesso confermato per tutto il 2016.

Ecco il testo della legge di stabilità, che all’art. 7 introduce la proroga:

Art. 7

(Detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica e acquisto di mobili)

  1. Al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. a) nell’articolo 14, le parole: “31 dicembre 2015”, ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2016”;
  3. b) nell’articolo 15, le parole: “31 dicembre 2015” sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2016”;
  4. c) nell’articolo 16, le parole: “31 dicembre 2015”, ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2016”.

Sono confermati i limiti di spesa:

– 153.846 euro per gli interventi di riqualificazione energetica;

– 92.307,69 euro per gli interventi sull’involucro e per l’installazione dei pannelli solari

– 46.153,85 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.

Anche per il 2016 quindi l’Ecobonus, con la detrazione fiscale del 65%, è lo strumento previsto per venire incontro alle esigenze di efficienza energetica delle famiglie: noi di Italtherm vi consigliamo di sommare a questo vantaggio anche l’ulteriore risparmio energetico fornito dalla nostra caldaia a condensazione Time, dotata dell’innovativo mixer che gli consente di arrivare ad una modulazione di 1:10. Questo permette l’utilizzo della minor quantità di gas possibile. E’ anche perfettamente integrabile con i pannelli solari termici! Per maggiori informazioni, visitate il nostro sito web www.italtherm.it e contattateci!

Verso la COP 21 di Parigi. Le parole del Papa per le rinnovabili e l’efficienza energetica

settembre 29, 2015

prese

Mancano oramai poche settimane alla COP di Parigi sui cambiamenti climatici. Tra gli asset più importanti vi è quello energetico: come produrre l’energia sufficiente, da quali fonti e come ridurne l’uso grazie all’efficienza e al risparmio energetico sono nodi fondamentali e che Italtherm – con il suo impegno nella produzione di energia rinnovabile grazie al solare termico e nell’efficienza energetica – segue da vicino.

Tra i contributi più importanti del dibattito internazionale vi è sicuramente il Climate Action Plan di Obama e soprattutto l’Enciclica del Papa “Laudato Sì” che ha fatto “scoprire” tali questioni anche a chi forse, fino a quel momento, non se ne era occupato. Un documento che può essere considerato un vero e proprio vademecum nella lotta ai cambiamenti climatici. Ma cosa dice esattamente l’enciclica in merito alle rinnovabili e all’efficienza energetica?

Nel capitolo dedicato al “clima bene comune” il Papa mette in luce come sia diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche volte a ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica e di altri gas altamente inquinanti. La prima cura? Sostituire “i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile. Nel mondo c’è un livello esiguo di accesso alle energie pulite e rinnovabili. C’è ancora bisogno di sviluppare tecnologie adeguate di accumulazione. Tuttavia, in alcuni Paesi ci sono stati progressi che cominciano ad essere significativi, benché siano lontani dal raggiungere una proporzione importante. Ci sono stati anche alcuni investimenti in modalità di produzione e di trasporto che consumano meno energia e richiedono minore quantità di materie prime, come pure in modalità di costruzione o ristrutturazione di edifici che ne migliorino l’efficienza energetica. Ma queste buone pratiche sono lontane dal diventare generali”.

Il Papa quindi mette in evidenza come tali tecnologie siano fondamentali, di come esistano ma di quanto si debba ancora lavorare affinché possano divenire di uso generale. Tra le priorità, inoltre, l’importanza di trasferire nella maniera adeguata tali tecnologie anche nei paesi in via di sviluppo.

Produrre energia da fonti rinnovabili sì, ma anche lavorare per ridurne l’uso eliminare gli sprechi e utilizzare bene quella esistente: l’efficienza è l’altro grande tema energetico affrontato in Laudato Sì: dal ridurre lo spreco di materie prime in ogni campo alla vera e propria efficienza energetica con un invito alla comunità internazionale ad agire insieme. Un messaggio (più o meno implicito verso Parigi). Così recita in uno degli appelli:

“Per affrontare i problemi di fondo, che non possono essere risolti da azioni di singoli Paesi, si rende indispensabile un consenso mondiale che porti, ad esempio, a programmare un’agricoltura sostenibile e diversificata, a sviluppare forme rinnovabili e poco inquinanti di energia, a incentivare una maggiore efficienza energetica, a promuovere una gestione più adeguata delle risorse forestali e marine, ad assicurare a tutti l’accesso all’acqua potabile”.

 

Al via le nuove etichette energetiche per le caldaie

settembre 24, 2015

etichette energetiche caldaie

Al via le nuove Etichette energetiche. Dal 26 settembre in Europa è in vigore la normativa sulle etichette energetiche, divenute obbligatorie per diversi sistemi di climatizzazione, pompe di calore e scaldacqua e quindi anche per le caldaie il cui riscaldamento verrà misurato in classi di efficienza energetica stagionale che andranno da A++ a G.

Il sistema di etichettatura permetterà ad i consumatori di comparare con più semplicità le caldaie e poter decidere anche in base all’ecoefficienza delle stesse, come avviene già per altri elettrodomestici di uso quotidiano. L’etichetta, infatti, ricalcherà anche graficamente quella già divenuta di uso comune nell’acquisto di lavatrici e frigoriferi.

Secondo gli obiettivi della normativa UE, vi è in primis quello di far risparmiare alle famiglie circa 30 miliardi di euro entro il 2020. Come riporta il commento ufficiale della Comunità Europea:

“Se la vostra casa è dotata di una caldaia a gas convenzionale che utilizza 20 MWh di energia all’anno, una nuova caldaia a condensazione a gas permetterà di risparmiare €700 annui. Una nuova caldaia ripagherà il suo costo originale in soli sette anni ma ridurrà anche il consumo di energia di oltre il 20%” assicura l’Europa”. Caldaie ad alta efficienza energetica e pompe di calore potrebbero far risparmiare – secondo le stime UE – 124 TWh di energia elettrica annua, evitando l’emissione di 26 milioni di tonnellate di CO2.

Il 26 settembre è stata inoltre una data doppiamente importante per il settore delle caldaie. A partire dal 26 settembre 2015 non sarà più possibile produrre caldaie tradizionali a tiraggio forzato; si potranno quindi produrre solo caldaie a condensazione dotate di circolatore ad alta efficienza e caldaie tradizionali a tiraggio naturale.

Per scoprire la caldaia giusta per la tua abitazione o edificio ti invitiamo a contattare Italtherm o a visitare la sezione del sito dedicata alla nuova normativa:  http://www.italtherm.it/erp/

 

Con efficienza energetica risparmiati 2 miliardi di Euro – Il Rapporto ENEA

luglio 9, 2015

Quanto è il risparmio conseguito dall’Italia grazie alle politiche nazionali sull’efficienza energetica? Ben 2 miliardi di Euro, con 7,55 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) in meno consumati ogni anno, ed evitando l’emissione di 18 milioni di tonnellate di CO2. Questo è quanto riporta il 4° “Rapporto sull’Efficienza Energetica” (RAEE) dell’ENEA, presentato a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Il Rapporto è uno strumento di monitoraggio e valutazione a supporto delle politiche adottate in Italia nell’intero settore dell’efficienza energetica, in particolare con riferimento al D. Lgs. 102/2014 e ai Piani d’Azione per l’Efficienza Energetica – PAEE 2011 e 2014.

Rispetto a quanto fissato nel PAEE 2014, il Rapporto evidenzia che è stato raggiunto poco più del 20% dell’obiettivo di efficienza previsto per il 2020. I settori residenziale e industriale sono stati quelli dove sono già stati realizzati i maggiori tagli, mentre forti tagli potrebbero derivare dall’agrifood, con la lotta agli sprechi alimentari, il cibo a “km zero” e tecnologie ad alta efficienza nella grande distribuzione (come per i sistemi refrigeranti e nell’illuminazione) e nella logistica.

Come l’Italia sta diventando energeticamente più efficiente

I 7,55 Mtep di risparmi derivano da:

– Meccanismo dei Certificati Bianchi (3,4 Mtep)

– Introduzione di standard minimi di prestazione energetica (2,4 Mtep)

– Incentivi nei trasporti (0,9 Mtep)

Ecobonus (altri 0,9 Mtep).

Proprio per la loro efficacia, l’ecobonus, consistente in detrazioni fiscali per l’efficienza energetica, è stata recentemente presentata come best practice dall’Agenzia Internazionale per l’Energia, per la sua capacità di diffondere una “cultura dell’efficienza energetica” tra i cittadini. In particolare, dal 2007 al 2013 grazie al meccanismo degli ecobonus oltre 2 milioni di famiglie hanno investito 22 miliardi di euro per riqualificare energeticamente le proprie abitazioni, generando un indotto di 40 mila occupati in media l’anno.

“Il Rapporto evidenzia che cittadini, industrie e PA hanno recepito le potenzialità dell’efficienza energetica, un comparto essenziale per l’ambiente e per ridurre le bollette di famiglie e imprese – ha sottolineato il Commissario ENEA  Federico Testa – oltre che un volano di crescita economica e di occupazione con la creazione di una filiera nazionale competitiva’’.

Andando ad analizzare il report nel dettaglio, si nota come una larga parte degli interventi realizzati grazie all’ecobonus sono collegati alla sostituzione di impianti di riscaldamento e scaldaacqua, con ben 0,42 Mtep di risparmio conseguito. Un risultato notevole, che si spera possa essere replicato anche negli anni a venire attraverso la stabilizzazione di questo incentivo di detrazione fiscale.

Per maggiori informazioni: www.enea.it

Vuoi aumentare l’efficienza energetica a casa e iniziare a risparmiare sui consumi energetici? Consulta le proposte Italtherm. Come la caldaia a condensazione Time con l’esclusivo sistema Aqua Step e l’impianto solare termico Easy Solar 150, l’unico solare termico che integra nel pannello un accumulo sanitario da 150 litri e un sistema elettrico alimentato da un piccolo pannello fotovoltaico. Visita il nostro sito e contattaci!