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Sconto in fattura e cessione del credito: 5 leggi in 3 mesi. Ecco la situazione ad oggi (marzo 2022)

marzo 31, 2022

Sconto in fattura e cessione del credito: in tanti ci avete chiesto che cosa è accaduto in questi mesi e cosa stabilisca la normativa vigente. La domanda è assolutamente legittima. Italtherm non ha mai smesso di accordare lo sconto in fattura, continuando ad assistere gli installatori e applicando, man mano, tutte le nuove regole entrate in vigore. Ora che – a quanto pare – la situazione dovrebbe essersi stabilizzata, abbiamo deciso di raccontarvi ciò che è accaduto intervistando Andrea Cristini, responsabile marketing di Italtherm spa.

Dott. Cristini, innanzitutto spieghiamo che servizio dà Italtherm ai propri installatori. 

Andrea Cristini Italtherm

Italtherm ha istituito un servizio di Sconto in fattura senza pensieri, per interventi Ecobonus (50% e 65%) e Bonus casa (50%) fornendo tutto il supporto necessario per far sì che i suoi installatori possano offrire lo sconto in fattura ai loro clienti ed ottenerne il rimborso garantito, da Italtherm, in massimo 60 giorni dall’invio della pratica. https://italtherm.blog/2021/10/25/sconto-fattura-italtherm-servizio-chiavi-mano-installatori/ 

Quali misure hanno recentemente interessato lo sconto in fattura?

Nel giro di tre mesi – tra novembre 2021 e febbraio 2022 – le norme che hanno modificato la disciplina dello sconto in fattura e della cessione del credito sono state 5, ovverosia: il decreto anti-frodi, la legge di bilancio, il DL sostegni Ter, il DL misure urgenti e il DL prezzi del Mite. Queste norme hanno profondamente mutato il meccanismo dello sconto in fattura. Ora il quadro dovrebbe essere completo, ma è opportuno ripercorrere alcuni dei passaggi per capire quali siano stati gli interventi normativi introdotti e quali siano quelli ad oggi in vigore (visto che alcuni degli ultimi provvedimenti hanno, a loro volta, modificato o cancellato le disposizioni immediatamente precedenti).

Perché queste norme sono così importanti?

Andiamo con ordine. Lo scorso 12 novembre, al fine di arginare il fenomeno delle “fatture gonfiate”, è entrato in vigore il decreto anti-frodi che ha imposto, con effetto immediato, l’adozione di una serie di obblighi (che, fino a quel momento, erano previsti solo per il superbonus) su tutti gli interventi di ristrutturazione e di efficientamento. In virtù di tale norma anche per gli interventi cosiddetti minori (come, ad esempio, la sola sostituzione della caldaia) veniva prevista l’asseverazione di congruità delle spese da parte di un tecnico abilitato (come il termotecnico) che avrebbe dovuto stabilire la congruità dei prezzi inseriti in fattura rispetto ai prezzari regionali oppure ai prezzari DEI. Oltre all’asseverazione si rendeva necessario il visto di conformità di un commercialista che sostanzialmente, sotto la sua responsabilità, dichiarava che la documentazione necessaria per ottenere gli incentivi fiscali era completa.

Cosa intende per “con effetto immediato”? Dai lavori immediatamente successivi?

No: la norma ha interessato anche i lavori in corso, ma non ancora conclusi. Non è stato assolutamente semplice trovare, in tutta fretta, persone in grado di fornire l’asseverazione e/o di rilasciare il visto anche considerato che il settore lavorava a pieno ritmo per le richieste legate a lavori che beneficiavano del superbonus 110%. Ma non solo: l’asseverazione aveva ovviamente un costo non preventivato ad inizio intervento.

Inoltre il DL anti-frodi di Novembre 2021 prevedeva che la congruità delle spese venisse determinata in base a parametri che sarebbero stati ufficializzati entro 60 giorni, da un DL Prezzi, DL che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo pochi giorni fa, il 16 Marzo! Nelle more è stato necessario applicare una disciplina transitoria che consentiva di riferirsi a prezzari regionali o DEI.

La norma è sì nata per contrastare il fenomeno delle fatture gonfiate, ma era inimmaginabile che si applicasse anche agli interventi minori: un conto è una maxi ristrutturazione, un altro è installare una caldaia, intervento in cui il rischio di truffe è certamente più remoto.

Arriva la nuova norma e il servizio Italtherm si ferma?

No! Questo è accaduto per moltissimi competitors ma non per noi. Nonostante il caos abbiamo deciso di proseguire, ma non solo: abbiamo implementato e reso disponibile un servizio di asseverazione per poter ulteriormente supportare i nostri installatori e consentirgli di proseguire con interventi e pratiche.

Le nuove leggi hanno confermato asseverazione e visto? E i bonus per il 2022?

Dopo poche settimane è arrivata la legge di bilancio che ha previsto la proroga degli sconti in fattura e delle cessioni dei crediti, per gli interventi di efficientamento energetico e ristrutturazione edilizia. Con tale disposizione arriva anche l’eliminazione del visto di conformità e dell’asseverazione di congruità per tutti gli interventi in edilizia libera e per quelli in edilizia vincolata di importo inferiore a diecimila euro. Ha mantenuto invece l’obbligatorietà di visto e asseverazione per gli interventi che necessitino di titoli abilitativi (Cila / Scia) e il cui importo superi i diecimila euro. 

Ok perfetto: quindi se cambio la sola caldaia non ho problemi perché è un intervento in edilizia libera. Tuttavia se la caldaia è indicata nei lavori della Scia e pur se il singolo intervento vale meno di diecimila euro ma, sommato agli altri lavori riportati nella Scia, li supera …..cosa avviene?

Da come abbiamo interpretato noi la norma possiamo fare le seguenti deduzioni:

  • se è un’opera di edilizia libera non serve né asseverazione ne visto;
  • se è stato aperto un titolo abilitativo (Scia o Cila), ma il valore dell’intervento è sotto i 10 mila Euro ugualmente non servono;
  • se è stato aperto un titolo abilitativo (Scia o Cila), e il totale delle fatture dei lavori indicati supera i 10 mila euro, riteniamo che siano necessarie asseverazione e visto. Quindi se, tra i lavori dichiarati nel titolo abilitativo, rientra anche la caldaia, la fattura relativa sarà soggetta ad asseverazione. 

Ok, ora è tutto come prima? Il credito posso cederlo senza problemi, magari frazionandolo?

Prima del decreto sostegni Ter la cessione del credito poteva avvenire potenzialmente in via illimitata. Con questa normativa, che ha limitato ad una sola cessione possibile, si è scatenato il panico. Per comprendere cosa è successo, però, è importante capire in che condizioni si può trovare – in relazione al credito d’imposta – chi effettua dei lavori che godono di benefici fiscali.

Se ristrutturi o cambi una caldaia e ottieni un incentivo da ecobonus, bonus ristrutturazione può verificarsi una di queste tre fattispecie:

fai fare i lavori, li paghi e ottieni il credito d’imposta ma decidi di detrarli nei tempi previsti per legge (es. 10 anni per ecobonus). Presenti quindi tutta la documentazione al commercialista che inserirà gli importi a credito nella denuncia dei redditi. Oppure, invece di detrarre il credito pro-quota negli anni con la dichiarazione dei redditi, approfitti dello sconto in fattura offerto dal tuo installatore di fiducia. In tal caso in fattura ci sarà uno sconto immediato relativo all’intervento effettuato (50% o 65%). Altrimenti, non porto in detrazione il credito, né chiedo lo sconto in fattura. Posso, però, cedere il mio credito a terzi (ad esempio ad una banca). 

Fino al decreto sostegni Ter, l’artigiano che aveva applicato lo sconto in fattura poteva utilizzare quel credito per compensare, ad esempio, eventuali imposte dovute all’Erario oppure cederlo, a sua volta al proprio fornitore, come accade con il servizio di Italtherm. Noi, a nostra volta, potevamo decidere di cedere, in tutto o in parte, tale credito o usarlo per effettuare compensazioni. Anche la banca che li acquistava poteva cederli e questo poteva avvenire in via illimitata. 

Il meccanismo è però stato utilizzato per creare crediti fittizi che hanno agevolato truffe ingenti. Per mettere un freno a questo fenomeno il decreto sostegni Ter ha previsto che non si potesse cedere il credito più di una volta. L’impossibilità di cedere più volte il credito ha paralizzato il sistema.

Ora quante volte è possibile effettuare la cessione del credito?

Questa norma aveva creato una paralisi totale ed era quindi necessario un intervento risolutore: il 25 febbraio scorso, in risposta alle critiche (soprattutto di quelle espresse dal sistema bancario), è entrato in vigore il DL 13 che riporta le misure di contrasto alle frodi ma che, al contempo, ha previsto che, oltre alla prima, sono possibili ulteriori due cessioni purché dirette verso enti vigilati, banche ed intermediari finanziari iscritti ex articolo 106 T.U.B. 

Vi è poi un’ulteriore norma che consentirà la tracciabilità: da maggio 2022 sarà emesso un codice univoco sul credito che non potrà più essere spacchettato o frazionato. 

Mentre il sistema si paralizzava, Italtherm è andata avanti con cessioni del credito, asseverazioni…

La situazione era davvero molto preoccupante ma non potevamo credere che rimanesse tale, abbiamo quindi deciso di andare avanti in ogni caso per non far mancare il supporto ai nostri installatori in un momento così delicato e incerto.

Dato la situazione tutt’altro che chiara, nel frattempo l’assistenza di Italtherm si è interrotta?

Assolutamente no, anzi, è proprio in situazioni come queste che i nostri installatori hanno maggiormente bisogno di noi. Abbiamo continuato sempre ad aggiornarci e aggiornarli, adeguarci e supportarli. Non si tratta per noi solo di sconto in fattura e cessione del credito, ma di lavorare in team con il fine ultimo di poter agevolare non solo chi fa parte della famiglia Italtherm ma anche di poter consentire una migliore assistenza al cliente finale.

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  1. Domenico Sergi permalink
    aprile 1, 2022 1:12 PM

    Grazie siete ancora L’azienda che tutela i propri partener.Complimenti

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