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Potenza della caldaia: come orientarsi?

febbraio 5, 2020
come scegliere la caldaia giusta per casa

Quando si è in procinto di acquistare una nuova caldaia, è bene capire qual è il modello adatto alle proprie esigenze. Il primo fattore da valutare è la potenza che la stessa deve avere per soddisfare le nostre necessità. Effettuare quindi un corretto dimensionamento dell’apparecchio è un passaggio fondamentale prima del suo acquisto.

Ad oggi le caldaie che vengono installate nelle singole unità abitative , arrivano ad una potenza massima di 35 kW, perché al di sopra di tale valore si tratterebbe di installazione di una centrale termica, con relativi obblighi di legge. Ma come si procede ad un corretto dimensionamento della caldaia?

Per fare chiarezza su questo punto, in modo da evitare acquisti che non soddisfino pienamente le nostre esigenze, abbiamo posto alcune domande all’ Ing. Giovanni Fontana di Italtherm.

Ing. Fontana, innanzitutto, ci può spiegare cosa si intende per dimensionamento di una caldaia?

Dimensionamento significa individuare qual è la potenza di caldaia più idonea per soddisfare le nostre necessità, con l’obiettivo di far funzionare al meglio l’impianto. Questo perché, ad esempio, una caldaia con potenza troppo bassa in relazione alle esigenze, non riuscirebbe a scaldare in modo adeguato la casa e/o a produrre acqua calda in quantità e/o temperatura sufficiente. Al contrario, una caldaia troppo potente, consumerà più del necessario, con ripercussioni sia sulle bollette, sia in termini di emissioni.

Quindi dimensionare una caldaia vuole dire trovare l’apparecchio che ha il miglior rapporto costi-benefici. Comfort in casa senza sprecare nulla.

Quali sono i parametri che devono essere considerati?

Ogni abitazione ha le sue caratteristiche, quindi per procedere ad un corretto dimensionamento della caldaia si devono tener presenti diversi parametri che, per quanto concerne la funzione riscaldamento, riguarderanno principalmente la coibentazione dell’abitazione e la sua esposizione. A questi elementi è fondamentale aggiungere un ulteriore fattore: il luogo in cui l’abitazione è posta. Diverso infatti sarà il risultato a seconda della zona climatica italiana in cui si trova la casa.

Per la produzione di acqua calda sanitaria, oltre naturalmente alla superficie dell’abitazione e al numero di persone che risiedono abitualmente nell’abitazione, si dovrà tener conto di quanti rubinetti, docce, vasche ci siano, in modo da calcolare, in via ipotetica, la quantità di acqua calda (ad una determinata temperatura) necessaria per soddisfare il fabbisogno della famiglia.

Ciascuno di noi può effettuare il dimensionamento della caldaia o è necessario rivolgersi ad un tecnico abilitato?

Nel caso di nuovo impianto termico è obbligatorio per legge rivolgersi ad un tecnico abilitato, che dovrà realizzare un progetto dell’impianto di riscaldamento.  Questo, tenuto conto dei parametri di cui abbiamo parlato precedentemente, calcolerà quanta energia è necessario introdurre all’interno dell’abitazione, che si tradurrà poi nella potenza che verrà richiesta alla caldaia che ci accingiamo ad acquistare.

Nel caso di mera sostituzione dell’apparecchio, invece, la figura del tecnico-progettista non è generalmente coinvolta, questo a patto che si acquisti una caldaia che abbia una potenza uguale o inferiore a quella che si va a sostituire.

Tutto ciò significa che, fatto salvo un limite di tolleranza costituito da un 10% in più di potenza, qualora si volesse aumentare ancor di più quest’ultima, anche in caso di sostituzione di caldaia ci si deve rivolgere ad un tecnico abilitato.

Si tratta, ripeto, di obblighi legati alla funzione riscaldamento, quindi, qualora la caldaia sia combinata (abbia cioè sia la funzione sanitario che riscaldamento), il valore di potenza da confrontare con l’apparecchio che si va a sostituire è proprio quello destinato a riscaldare l’abitazione.

Qual è la “taglia” giusta per una caldaia combinata riscaldamento e produzione di ACS istantanea?

Per una caldaia che svolge tutte e due le funzioni potrebbe essere difficile avere una “taglia” giusta per entrambe. In questi casi dimensionare significa trovare un apparecchio che costituisca un buon compromesso.

Diventa quindi importantissimo che lo stesso abbia un rapporto di modulazione abbastanza ampio, in modo tale che si possa avere una potenza massima elevata per la produzione di ACS (funzione che generalmente richiede una potenza maggiore) e una più bassa per il riscaldamento.

Potrebbe fare un esempio?

Se ho una casa abbastanza grande e ben isolata, con classe energetica elevata, per riscaldarla potrebbero essere sufficienti 5 kW, se però in questa casa abitano 5 persone, per produrre ACS in quantità adeguata al fabbisogno, mi sarebbero utili almeno 30 kW.

Qualora il rapporto di modulazione, cioè il rapporto tra la potenza minima e la potenza massima fosse ad esempio 1 a 5 (ovvero con il massimo che è solo cinque volte il minimo) significherebbe che con 30 kW di potenza massima, la potenza minima sarebbe 6 kW, che è maggiore di quello che servirebbe per riscaldare la casa. In questo caso la caldaia inizierebbe a spegnersi e riaccendersi, in quanto si immetterebbe nell’abitazione più energia di quanta in realtà si avrebbe bisogno, con un conseguente aumento dei consumi.

Se invece il rapporto fosse 1 a 10, il minimo di potenza sarebbe 3 kW, che è meno dei 5 kW di cui si avrebbe necessità. La caldaia raggiungerebbe, in questo caso, una potenza inferiore, pur mantenendo inalterata la sua potenza massima a 30 kW, si eviterebbero quindi le continue fasi di accensione e spegnimento dell’apparecchio, rendendo lo stesso più efficiente, con riduzione di costi ed emissioni, di conseguenza una soluzione ottimale tenuto conto delle due diverse esigenze.

E se non si riuscisse a trovare un giusto compromesso?

Questa eventualità potrebbe verificarsi, ad esempio, nel caso in cui la richiesta di acqua calda fosse notevole e non si riuscisse a trovare una caldaia la cui potenza fosse in grado di soddisfare la necessità in modo istantaneo. In questo caso la soluzione alternativa sarebbe scegliere una caldaia con accumulo integrato o remoto così facendo si potrebbe accumulare acqua calda in un serbatoio e renderla disponibile quando qualcuno ne avesse necessità.  

Nel catalogo Italtherm quale caldaia, con produzione di ACS istantanea, può essere considerata un’ottima soluzione?

Sicuramente la caldaia a condensazione City Top, che, grazie ad un range di modulazione superiore a 1:20, è in grado di adattarsi all’effettivo fabbisogno sia per ciò che riguarda il riscaldamento dell’abitazione sia per quanto riguarda la produzione di acqua calda sanitaria. Questo ampio campo di modulazione, come abbiamo già sottolineato, garantendo una diminuzione delle fasi di accensione e spegnimento, consente una riduzione sia del consumo di gas che delle emissioni inquinanti e, naturalmente, una maggiore durata dell’apparecchio.

Per maggiori dettagli vi rimandiamo alla scheda del prodotto https://www.italtherm.it/g/caldaia-a-gas-da-interno/caldaia-a-condensazione/city-top-k&l=

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