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Le caldaie a gas saranno vietate dal 2029? No! Ecco cosa c’è da sapere (e perché i clienti Italtherm possono stare tranquilli)

giugno 6, 2022

Nei giorni scorsi è rimbalzata su alcune testate e portali la notizia che dal 2029 sarebbe vietata la vendita di caldaie a gas autonome (quelle che vengono installate negli appartamenti) a seguito dell’entrata in vigore di una normativa europea collegata al pacchetto di regole introdotto dal Repower Eu. Considerato che più di una persona ha chiesto informazioni, abbiamo intervistato l’ing. Giovanni Fontana di Italtherm per fare chiarezza.

Ing. Fontana è vero che la vendita di caldaie a gas sarà vietata entro il 2029 in Europa?

La risposta è no: la commissione europea non ha stabilito alcun divieto di vendita delle caldaie a gas entro il 2029. 

Cosa ha previsto invece la UE?

Il fraintendimento nasce da una proposta che deve ancora affrontare tutto l’iter legislativo europeo. È importante chiarire questo aspetto perché ovviamente potranno essere apportate diverse modifiche. In ogni caso la proposta non prevede di per sé un divieto alla immissione sul mercato delle caldaie a gas. Per capire invece su cosa sta legiferando l’UE, bisogna prima contestualizzare gli obiettivi del legislatore europeo, che spinge affinché le fonti energetiche di approvvigionamento siano sempre più rinnovabili.

Questo riguarda l’energia elettrica come anche quella termica. Fino a qualche anno fa, quando si parlava di riscaldamento e di acqua calda sanitaria, il binomio era solamente tra tali esigenze e le caldaie a gas, che a loro volta sono sempre state viste come alimentate in esclusiva da gas naturale, ovvero fossile.

Oggi l’Unione Europea spinge affinché almeno in parte una quota del gas distribuito possa essere considerata rinnovabile, per esempio derivi dal biogas – che – secondo gli standard previsti oggi, è di fatto identico (salvo per la diversa origine) a quello naturale. Un’altra parte – si pianifica – potrà essere sostituita da una quota di idrogeno “verde”. Secondo tale schema, le caldaie di domani verranno alimentate da un “blend” in cui una percentuale di vettore energetico sarà costituita da biogas, una percentuale da idrogeno e una parte da gas naturale.

Tutto ciò è coerente col quadro normativo europeo che spinge verso obiettivi di efficienza energetica e di riduzione della dipendenza dalle fonti fossili.

Ok, allora le caldaie di per sé cosa c’entrano?

L’Ue sostanzialmente e semplificando dice: se cambieranno i vettori energetici, che in parte saranno rinnovabili, gli apparecchi che vengono installati dovranno essere idonei a funzionare non più solamente col gas naturale, ma anche con questo “blend” che conterrà un mix di gas naturale, biogas ed idrogeno. Ma la stragrande maggioranza delle caldaie oggi immesse sul mercato già rispetta questi requisiti.

Alcuni articoli che hanno commentato la comunicazione UE parlano di sostituzione delle caldaie con le pompe di calore… a cosa ci si riferisce?

Se precedentemente l’equazione era: riscaldamento uguale caldaie a gas, negli ultimi anni vi è una riconsiderazione più ampia delle modalità con cui si produce l’energia necessaria per gli edifici. Oggi si possono installare pannelli fotovoltaici, si può propendere per pompe di calore o sistemi ibridi caldaia-pompa e ovviamente ci sono anche le caldaie. Ma la soluzione più efficiente spesso è il risultato di un mix e non di una scelta unica. Quindi l’impiantistica inizia ad avere una visione d’insieme di più tecnologie da adottare, un approccio multitecnologico, per ottenere risultati più efficienti sia dal punto di vista economico che ambientale. 

Le caldaie che abbiamo in casa non andranno più bene nel momento in cui venisse immesso idrogeno miscelato a gas e biogas?

Ad oggi i parametri richiesti per il biogas lo rendono in tutto e per tutto uguale al gas naturale nella fase di utilizzo. In generale le criticità, qualora una quota parte di gas fosse sostituita da idrogeno, potrebbero interessare i modelli di caldaie molto vecchi. 

In questi vecchi apparecchi cambierebbero i dati di targa di caldaia, ma è fondamentale sottolineare come la stragrande maggioranza delle caldaie oggi immesse in commercio già sono potenzialmente idonee ad essere alimentate da un blend. 

Inoltre i tanti e diversi tipi di incentivi degli ultimi anni hanno spinto a un forte rinnovamento del parco installato, che presumibilmente continuerà da qui al 2029. Potrebbero essere davvero pochi i modelli ancora sul mercato datati a tal punto da richiedere una sostituzione e, anche in quel caso, posso immaginare che vi potrebbero essere degli incentivi ad hoc. 

Come mai? Si sapeva che vi era questa possibile norma in arrivo?

Chi produce caldaie lavora continuamente per migliorarne le prestazioni. L’innovazione tecnologica negli ultimi anni ha sviluppato una componentistica più efficiente che di per sé è già idonea a far funzionare gli apparecchi con miscele che includano, oltre al gas naturale, una certa quota percentuale da fonti rinnovabili, come biogas e idrogeno.

Poiché fino a ieri non vi era sostanzialmente interesse a parlare della capacità di alimentare le caldaie anche con l’idrogeno, non se ne è data così tanta comunicazione, ma oggi – con l’innalzamento dei costi dell’energia e i problemi legati alla guerra – l’argomento è certamente molto più dibattuto, ma direi assolutamente “niente panico”.

E le caldaie di Italtherm saranno pronte a questa nuova sfida?

Italtherm sarà certamente pronta nel caso in cui, nel 2029, il vincolo entrasse in vigore, anzi, già è così, visto che le linee di caldaie a condensazione ad oggi prodotte da Italtherm sono già predisposte per funzionare con la miscela ad idrogeno fino al 20%.

Ing. Giovanni Fontana di Italtherm

Per approfondire: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52022DC0240&from=EN

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