Vai al contenuto

Italtherm si racconta a money.it parlando anche di Ecobonus, efficienza energetica e made in Italy

gennaio 14, 2019

Italtherm, l’azienda emiliana che sfida le multinazionali e punta alla sostenibilità.

Così titola l’articolo che Money.it ha dedicato ad Italtherm. Vi lasciamo un estratto e vi invitiamo a leggere tutto l’articolo

Parliamo di un tema davvero utile a tutti, l’Ecobonus. Come funziona e in che modo vi si può accedere?

L’Ecobonus è un’occasione unica per sostituire le vecchie caldaie con modelli nuovi e più performanti. La sostituzione di una caldaia tradizionale con una a condensazione può consentire infatti di ridurre i consumi di gas di circa il 20%, percentuale che aumenta nel caso di utilizzo di un sistema di termoregolazione evoluto, arrivando in alcuni casi fino al 30% di risparmio.
L’incentivo in sostanza prevede che, installando una caldaia più performante, si possa accedere – in fase di dichiarazione dei redditi – ad uno sgravio fiscale del 50% se la caldaia nuova sarà un modello a condensazione in classe A. L’aliquota potrà salire fino al 65% se, contestualmente alla nuova caldaia, sarà installato anche il sistema di termoregolazione evoluto. Possono usufruire dell’Ecobonus 2019 persone fisiche, professionisti e società, nonché associazioni, enti pubblici e privati nel caso in cui non svolgano attività commerciale.

Leggi tutto l’articolo dedicato ad Italtherm

Made in Italy di successo: Italtherm chiude il 2018 con +35% di fatturato e + 25% di assunzioni [COMUNICATO STAMPA]

gennaio 7, 2019

L’azienda emiliana, specializzata nel settore del riscaldamento autonomo e centralizzato, fa il punto sul 2018 lanciando sul mercatoCity Top, la caldaia a condensazione con il più elevato campo di modulazione, e aprendo 5 nuove posizioni lavorative in area tecnica.

Oltre 33 milioni di euro di fatturato, con un aumento del 35% rispetto al 2017, per una realtà emiliana che ha scelto di non delocalizzare e di scommettere sui giovani e sul know how Made in Italy. È questo il bilancio annuale di Italtherm, azienda innovativa nel settore del riscaldamento autonomo e centralizzato, nata 6 anni fa ma con un’esperienza trentennale nel settore.

Italtherm nasce nel 2011 per volere di Paolo Mazzoni e di un gruppo di ex-dipendenti Hermann, l’azienda fondata nel 1970 da Mazzoni stesso a Pontenure, in provincia di Piacenza. Nel 2007, con l’intenzione di aprire al mercato estero, la Hermann era stata venduta ad un gruppo internazionale che tuttavia aveva poi optato per la chiusura della produzione italiana, con conseguente delocalizzazione e licenziamento dei dipendenti dello stabilimento di Pontenure. “Dopo la chiusura ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo avviato un nuovo progetto, coinvolgendo il personale rimasto disoccupato e riaprendo lo storico stabilimento di Pontenure (PC). Grazie all’esperienza decennale, abbiamo messo a punto prodotti innovativi e dato vita ad una nuova azienda di successo”, racconta Paolo Mazzoni, fondatore di Italtherm.

Gli sforzi sono stati ripagati e nel 2018 Italtherm ha toccato quota 65.000 caldaie vendute. Inoltre, dal 2012 al 2018 l’organico dell’azienda è più che triplicato, passando da 30 a 100 dipendenti. In particolare, tra il 2017 e il 2018 la crescita del personale è stata pari al 25%, grazie all’arrivo di 20 nuove risorse. E c’è tutta l’intenzione di crescere ancora: Italtherm infatti ha annunciato di aver aperto 5 posizioni in area tecnica e di essere alla ricerca di ingegneri elettronici e termotecnici per lo sviluppo di nuovi prodotti legati alle energie rinnovabili.

“Siamo molto orgogliosi dei risultati ottenuti, di quello che abbiamo costruito e dei nostri obiettivi per il futuro”, spiega Pietro Giannotta, direttore commercialeItaltherm. “Italtherm investe costantemente nella ricerca per offrire prodotti e servizi sempre più innovativi e in grado di coniugare efficienza energetica, sostenibilità, design e sicurezza”. Lo dimostra la nuova caldaia a condensazioneCity Top, appena lanciata sul mercato e caratterizzata dal più elevato campo di modulazione che le consente di adattarsi all’effettivo fabbisogno termico dell’abitazione, riducendo il numero di accensioni e spegnimenti e diminuendo il consumo di gas e le emissioni inquinanti. In più, l’estetica elegante di City Top è frutto della creatività dello Studio Italdesign, del famoso designer Giorgetto Giugiaro

Efficienza energetica: arriva City Top, la caldaia che fa bene all’ambiente [COMUNICATO STAMPA]

novembre 1, 2018
tags:
Italtherm, azienda innovativa nel settore del riscaldamento autonomo e centralizzato, presenta City Top, la nuova caldaia a condensazione con il più elevato campo di modulazione: permette di ridurre drasticamente consumo di gas ed emissioni inquinanti.

Efficienza energetica, sostenibilità, design e sicurezza: sono queste le caratteristiche di City Top, la caldaia a condensazione con i consumi più bassi della sua categoria, grazie al suo range di modulazione superiore a 1:20.

Lanciata dall’italiana Italtherm, la nuova caldaia City Top garantisce un alto rendimento energetico: in primis perché, essendo a condensazione, recupera e sfrutta il calore dei fumi prodotti dalla combustione, che nelle normali caldaie viene invece disperso. Ma soprattutto, l’elevato campo di modulazione consente alla caldaia City Top di adattarsi all’effettivo fabbisogno termico dell’abitazione, riducendo il numero di accensioni e spegnimenti e di conseguenza diminuendo drasticamente il consumo di gas e le emissioni inquinanti.

Sostenibilità grazie a ricerca e tecnologia: Italtherm ha progettato e sviluppato l’ICS – Intelligent Combustion System, un sistema che rende City Top una caldaia intelligente che si controlla, si regola e si adatta autonomamente. Il sistema ICS infatti controlla i valori della combustione e regola la portata del gas in modo d’avere sempre il corretto rapporto aria/gas, ottenendo così riduzione dei consumi, minori emissioni, minor tempo di installazione o regolazioni manuali da eseguire. In più tutte le impostazioni della caldaia saranno anche a portata di “tap” grazie all’app per smartphone in arrivo a gennaio 2019.

Infine la caldaia è anche un gioiello di design. L’estetica elegante di City Top è infatti frutto della creatività dello Studio Italdesign, del famoso designer Giugiaro, autore del design di auto sportive e di lusso, che ha lavorato a tutta la nuova linea di caldaie Italtherm serie City.

“L’efficienza energetica di una casa passa anche dal modo in cui viene riscaldata: scegliere una caldaia efficiente è importante sia per l’ambiente che per l’incidenza diretta sui costi in bolletta”, spiega Pietro Giannotta, Sales Manager di Italtherm.

City Top è dotata di una doppia chiusura ermetica del gruppo di combustione che assicura i più elevati standard di sicurezza; inoltre, essendo rivestita con un materiale dalle elevate proprietà fonoisolanti e fonoassorbenti, permette di raggiungere i più bassi livelli di rumorosità, a tutto vantaggio del comfort.

La Modulazione 1:20 rende le caldaie super efficienti. Ecco perché

ottobre 30, 2018

Cosa indica la modulazione in una caldaia? Perché la City Top di Italtherm è così innovativa e la più efficiente? Per spiegare l’innovativo sistema abbiamo intervistato l’Ing. Giovanni Fontana.

Cosa è la modulazione, specificamente quando si parla di una caldaia?

La modulazione è la capacità di una caldaia di variare la sua potenza. Nel caso specifico è la capacità di generare una fiamma del bruciatore più o meno intensa. Il rapporto di modulazione indica quindi il rapporto tra la potenza massima e la minima che posso sviluppare col bruciatore. Per fare un esempio concreto, nella caldaia City Top 35 K di Italtherm, dividendo la potenza massima per la potenza minima il risultato è 21,875. Quindi la potenza massima è più di 20 volte la minima.

Perché è importante la modulazione di una caldaia?

Perché tanto più è ampia la modulazione della caldaia (quindi tanto è maggiore la potenza massima rispetto alla minima), tanto meno si innescherà il fenomeno dell’accensione e spegnimento della caldaia quando la temperatura dell’acqua sarà vicina alla temperatura desiderata, specialmente quando la richiesta di potenza sarà bassa .

Per semplificare: quando, per mantenere una temperatura impostata, la caldaia si spegne e si riaccende, questa operazione richiede un surplus di gas che aumenta i consumi.

Meno sono frequenti le fasi di accensione e spegnimento di una caldaia e più ciò ne aumenta l’efficienza, riducendone i costi e le emissioni. È evidente che se una caldaia ha un ampio campo di modulazione, l’efficienza è maggiore. Potrebbe sembrare ovvio ridurre quindi solo la potenza minima raggiungibile da una caldaia per evitare continue fasi di accensione e spegnimento, ma anche una potenza elevata è necessaria in casa, ad esempio per produrre acqua calda sanitaria quando si vuol fare una doccia. Con una caldaia come la City Top è possibile garantire efficienza energetica e una elevata potenza massima, tutto in una caldaia.

La modulazione 1:20 risponde anche alle nuove modalità di riscaldamento delle abitazioni?

Sì. I nuovi sistemi di riscaldamento, come ad esempio quelli a pavimenti radianti, prevedono di riscaldare la casa nel modo più efficiente possibile, quindi a temperature basse. Ad esempio nelle nuove abitazioni è plausibile che, per mantenere nell’appartamento una temperatura ambiente di 20°C, l’acqua circoli nell’impianto a non più di 35°C. Per mantenere l’acqua a 35°C non è necessario normalmente disporre di una grossa potenza. Se la caldaia non riuscisse a garantire potenze basse, una volta raggiunti i 35°C non potrà che spegnersi e dopo un po’ riaccendersi. Per altro attenzione, perché 35°C sarà la media, nel senso che normalmente una caldaia senza un’ampia modulazione tenderà a riaccendersi solo quando la temperatura scenderà magari a 30°C e rispegnersi quando l’acqua sarà a 40°C. 35°C saranno quindi la media, non la temperatura stabile di funzionamento.

Quindi cosa cambia rispetto ai modelli del passato?

Fino a ieri la tecnologia non permetteva escursioni di potenza ampie. Se avessi scelto di avere un bruciatore con una potenza minima particolarmente bassa, sarei stato vincolato anche nella potenza massima. E viceversa.

Facciamo un esempio per visualizzare meglio il problema. Per cucinare, sul piano cottura abbiamo almeno tre fuochi: piccolo, medio, grande. Se accendete quello grande e lo portate al minimo, si sviluppa una certa potenza non riducibile ulteriormente (e se c’è sopra il pentolino del latte… si sversa). Se accendete quello piccolo, anche se lo portate al massimo, non riuscirete a far bollire l’acqua per la pasta. Questo può spiegare come un bruciatore di una dimensione al posto di un’altra faccia la differenza in base agli utilizzi. Una caldaia di un appartamento? Ha un solo bruciatore. Se la modulazione è piccola (es. rapporto 1 a 4, ovvero con il massimo che è solo quattro volte il minimo) potrei scegliere una potenza minima esigua così da evitare accensione e spegnimento frequenti, ma avere come conseguenza una limitazione nella potenza massima (e non avere acqua calda sanitaria alla temperatura desiderata) oppure scegliere una potenza minima talmente alta che i costi di accensione e spegnimento della caldaia, una volta giunta a temperatura, li vedrò in bolletta.

Una caldaia con rapporto 1:20 mi permette di avere una caldaia versatile che riesce ad ottenere tutto in un unico apparecchio.

Grazie alla City Top questi problemi sono quindi tutti risolti e si potrà avere, in una medesima caldaia, una potenza minima di 1,6 kW fino ad arrivare ad una potenza massima di 35 kW. Possiamo sicuramente dire che questa caldaia sarà il nuovo riferimento del mercato!

Raccontare e divulgare l’efficienza energetica fa bene al Pianeta (e taglia le bollette)

agosto 27, 2018

Italtherm, sin dalla sua nascita, è impegnata non solo nel fornire i migliori prodotti in termini di qualità, efficienza energetica e minor impatto ambientale ma anche nella corretta divulgazione di come poter realizzare un risparmio energetico a partire dalle scelte quotidiane. Oggi, per approfondire, abbiamo intervistato l’Arch. Antonio Disi, creativo, divulgatore e ricercatore dell’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica di ENEA, ideatore di campagne nazionali di comunicazione come l’Italia in classe A e autore di pubblicazioni scientifiche e per il grande pubblico.

Nella strategia per l’efficienza energetica, quanto è importante e quanto incide una corretta informazione e comunicazione? Può realmente contribuire a tagliare le bollette in casa e in azienda?

Non comunicare è impossibile, lo ha detto qualcuno molto prima di me. Perciò sarebbe una vera e propria utopia pensare che un cambiamento epocale, come quello che stiamo preparando con la transizione energetica dalle fonti fossili alle rinnovabili, non necessiti di un intenso flusso di comunicazione e di informazione fra tutti gli attori che faranno parte di questo cambiamento.

Tale comunicazione è indispensabile soprattutto perché la transizione energetica non è semplicemente una questione di tecnologia ma è una questione umana e sociale e, pertanto, riguarda i valori che guideranno le nostre esistenze.

Le azioni per aumentare la consapevolezza pubblica, per indurre cambiamenti comportamentali e per fornire l’educazione al giusto consumo di energia costituiscono un elemento importante delle politiche e dei programmi che sostengono l’efficienza energetica e il risparmio energetico. Grazie a tali azioni è possibile ottenere riduzioni strutturali del consumo di energia fino al 20% senza prevedere importanti investimenti economici e in un lasso di tempo veramente ridotto.

Tuttavia, fornire informazioni non è sufficiente. La mancanza di conoscenza non è solo dovuta a una mancanza di informazioni, ma il suo sviluppo dipende molto dal modo in cui le informazioni vengono fornite e quale sarà l’effetto che esse avranno nel cambiare il modo in cui pensiamoimmaginiamovediamo ed ascoltiamo.

Visto che il petrolio ha plasmato le nostre idee e i nostri valori, tanto quanto le nostre infrastrutture e le economie, una transizione energetica intenzionale ci richiederà di pensare di nuovo a temi quali la ricchezza, la bellezza, la comunità, il successo e ad una miriade di altre idee che formano le nostre società e noi stessi.

E allora quale modo migliore per aiutarci a cogliere la storia del nostro presente e ad immaginare diverse possibilità per il nostro futuro se non utilizzando le discipline umanistiche – arte, storia, filosofia, studi culturali, studi religiosi e così via? Il racconto, la scrittura, le arti sono equipaggiate in modo unico per supportare il nostro a impegno verso una transizione energetica completa e di grande successo.

La comunicazione efficace è solo quella istituzionale o si possono immaginare altre modalità di informazione e divulgazione efficaci?

Trasferire informazioni e conoscenze su risparmi ed efficienza energetica è il punto di partenza fondamentale per raggiungere gli obiettivi prefissi, ma è necessario anche condividere con i destinatari i benefici, le utilità, le prospettive e anche i limiti. Per fare questo è necessario instaurare un sistema di comunicazione efficace tra la fonte delle informazioni e i destinatari della stessa basata su codici e valori condivisi.

La comunicazione istituzionale è fondamentale, soprattutto per il suo carattere di autorevolezza e terzietà. Basti pensare al ruolo dell’ENEA che a partire dalla prima crisi petrolifera ha svolto un’azione di informazione costante verso diverso target quali cittadini, imprese, operatori di settore e Pubblica Amministrazione.

Ultima azione in ordine di tempo è la Campagna Nazionale ‘Italia in Classe A’ prevista dell’arte. 13 del D.lgs 102/2014 ( http://www.italiainclassea.enea.it ).

Ma per ottenere la massima efficacia è necessario che la comunicazione istituzionale, riesca a raggiungere i propri target sia direttamente che attraverso soggetti intermedi (media e imprese) i quali decodificano il messaggio originario per poi ricodificarlo nel ruolo di nuovi emittenti, aggiungendo i propri codici e valori e veicolarlo attraverso un nuovo flusso di comunicazione verso il ricevente finale che quindi decodifica un nuovo messaggio dotato di più codici e valori.

Il suo libro “Storie di ordinaria energia” racconta l’energia e l’efficienza energetica con ironia. È una chiave efficace? O l’ironia rischia di sminuire la portata del messaggio?

Più che l’ironia, io utilizzo l’umorismo per raccontare l’energia ed il risparmio energetico.

L’umorismo, infatti ha la capacità di sollevare l’umore con estrema leggerezza e riflessione portando chi riceve il messaggio al ragionamento ed alla comprensione del messaggio stesso. La leggerezza dell’umorismo non sminuisce affatto il messaggio, anzi, lo priva di quegli orpelli che lo rendono a volte incomprensibile, eliminando la ‘pesantezza’ e soprattutto quella sorta di ‘moralismo’ che da sempre avvolge i temi dell’ambiente e dell’energia.

L’ironia, invece, è uno strumento di ricerca che io utilizzo per analizzare la realtà attraverso una sorta di distacco, di sospensione guardando il mondo ‘di lato’. Solo grazie all’ironia riesco a costruire un messaggio che colpisca l’umore, conducendo il lettore verso la conoscenza e la comprensione.

Il volume raccoglie piccole storie che raccontano brevi momenti o vite intere di eroi metropolitani, che vivono un’esistenza artificiale e le cui vite sono condizionate dall’uso e dal cambiamento delle tecnologie che in un modo o nell’altro consumano energia.

Tra le storie del libro ve ne sono alcune dedicate alle pompe di calore o ai climatizzatori?

Certamente! Come avrei potuto non raccontare queste tecnologie che mi stanno più a cuore, soprattutto nelle mie attività di divulgazione, proprio perché sono quelle il cui funzionamento è compreso dalle persone con molta difficoltà.

Il primo, Haiku n.4, è molto breve un po’come i componimenti giapponesi da cui prende il nome e racconta della difficoltà di comprendere il funzionamento di una pompa di calore e, in particolare, della corrispondenza dei tasti caldo/ freddo presenti sul telecomando.

Miracolo tecnologico, invece è una storia di povertà energetica, un dialogo fra un parcheggiatore napoletano e San Gennaro con la richiesta di una intercessione molto particolare.

Infine, Calori sinistri nella notte, è un thriller dove il malfunzionamento di un impianto di riscaldamento a pannelli radianti, diventa l’occasione per raccontare un rapporto di coppia con le debolezze e le paure.

Ma le storie non finiscono mai e, quotidianamente, sul mio blog www.antoniodisi.com sperimento nuovi modi di raccontarmi e raccontare  utilizzando la scrittura, ma anche l’immagine per riuscire a rendere il mio messaggio semplice e allo stesso tempo efficace.

Buona lettura a tutti.

 

 

 

Climatizzatori: i consigli per usarli bene tagliando le bollette

agosto 1, 2018

Quella del 2018 sarà certamente ricordata come un’estate rovente: giorno dopo giorno la cartina del Belpaese si riempie di “bollini rossi” e nei bollettini meteo si susseguono nuovi “record” delle temperature.

In questa situazione, il nostro istinto di sopravvivenza ci spinge a rinchiuderci in casa e aprire i climatizzatori a tutta potenza. Purtroppo, questa abitudine, oltre ad essere dispendiosa per i nostri portafogli, crea non pochi pericoli per l’ambiente. Eppure basterebbe veramente poco ad assicurarci una frescura a basso costo e basso impatto ambientale.

Ad incentivarci inoltre potrebbero essere utili i dati del risparmio ambientale di un corretto uso dei climetizzatori. Anche quest’anno sul Global Opportunity Report 2018 sono stati pubblicati i risultati delle indagini condotte da DNV GL – Business Assurance, dal Global Compact delle Nazioni Unite e da Sustainia: un corretto utilizzo e gestione degli impianti di condizionamento assicurerebbe un risparmio di 89,7 giga-tonnellate di CO2 nonché un contenimento di 1° C dell’aumento di riscaldamento globale entro il 2100.

L’AICARR – Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento, Refrigerazione – ha stilato un vademecum per utilizzare al meglio i condizionatori assicurando, al contempo, frescura e una riduzione dei consumi.

Innanzitutto è essenziale manutenere correttamente, tramite professionisti qualificati e certificati, le macchine per evitare malfunzionamenti provvedendo inoltre alla periodica sostituzione dei filtri.

Se il vostro impianto è ormai datato forse è opportuno provvedere a sostituirlo con un modello nuovo di climatizzatore: in questo caso diffidate dalle offerte “estreme”, poiché – mette in guardia AICARR – potrebbero trattarsi di vecchi impianti a bassa efficienza o che usano fluidi ormai fuori legge.

Scegliete una macchina che sia calibrata alle vostre reali necessità e che sia di classe A o superiore. Sono preferibili gli impianti fissi (tipo split o multi split) a quelli invece portatili che, infatti, sono meno efficienti.

Una volta installato e ben manutenuto è arrivato il momento di accendere il vostro impianto: è buona abitudine non scendere, all’interno delle abitazioni e delle strutture recettizie, ad una temperatura inferiore a 26 °C (se il condizionatore è installato in un negozio non scendete sotto i 27°).

Ovviamente, non aprire le finestre e le porte esterne quando i motori sono in funzione (negli hotel è buona norma mettere un sensore che spegne l’impianto in caso di finestre e porte aperte).

Anche l’arredo è importante. Non mettete barriere (mobili, elementi di arredo come tende) davanti agli split, di giorno abbassate le tapparelle (e le tende da sole in balcone) e di notte attivate la funzione “sleep” o “notturna”.

Inoltre ricordatevi che se in una stanza non c’è nessuno, potete anche spegnere!

Se volete saperne di più sui climatizzatori più adatti alle vostre esigenze, contattate Italtherm!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: